«Il peggiore discorso al Congresso mai pronunciato da un leader straniero»: così Nancy Pelosi, ex speaker della Camera americana, commenta l’intervento del premier israeliano Benjamin Netanyahu a Capitol Hill. Ancora più duro il senatore Bernie Sanders: «Sono d’accordo con la Corte penale internazionale e con la commissione indipendente dell’Onu sul fatto che Benjamin Netanyahu e Yahya Sinwar siano dei criminali di guerra».
Il Primo Ministro Israeliano in USA
Nel loro incontro col presidente americano Joe Biden si è discusso di come chiudere i “gap” finali che bloccano ancora l’accordo per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi nella Striscia di Gaza; senonché della situazione umanitaria nella Striscia e della minaccia iraniana.
Un discorso di 55 minuti, con la presenza di un ostaggio israeliano liberato, e quattro soldati israeliani, di cui sono state narrate le meravigliose imprese. Il leader d’Israele, spinto da una forte propaganda sionista, ha ribadito l’importanza dell’alleanza israelo-americana; oltre alla necessità di porre fine alla guerra in corso in Palestina che deve avere come unico obiettivo la vittoria di Israele. L’apertura del suo discorso è stata una promessa: «Vinceremo».
Poi, rivolgendosi agli “amici” americani che lo hanno ospitato ha continuato dicendo: «Quello che sta accadendo non è uno scontro di civiltà ma tra barbarie e civilizzazione tra coloro che glorificano la morte e coloro che santificano la vita». Gli Usa dovrebbero, secondo il leader, continuare a supportalo nella guerra contro Hamas sottolineando che in Medio Oriente l’asse del terrore iraniano è il pericolo principale per l’America. Rinominando l’alleanza con il nome di “Abraham’s alliance”, l’alleanza di Abramo, o forse per i più malinconici si potrebbe tradurre come “asse“.

Una serie di ossimori si sono concatenati fino alla fine, escludendo di fatto l’esistenza dei civili Palestinesi riportando la causa alla storia biblica secondo cui il popolo di Israele “c’era prima di loro”. Così come gli americani hanno escluso di fatto un dettaglio non secondario, sulla testa di “BIBI” pende un mandato di arresto internazionale emesso dalla Corte penale internazionale di cui gli Stati Uniti non riconoscono la giurisdizione.
Il primo ministro ha parlato in un’aula non piena. Vuoti gli scranni dell’ex speaker Nancy Pelosi, e dei repubblicani che hanno definito l’atteggiamento dei loro colleghi di sinistra come “inconcepibile”. Tra gli ospiti d’onore invece, non è passato inosservato l’imprenditore miliardario Elon Musk.
E mentre Bibi parlava…
Fuori da Capitol Hill, al di là delle barricate metalliche, andavano in scena le proteste filo-palestinesi. Migliaia di persone, hanno urlato slogan rilanciati da cartelli e striscioni: “Bibi, criminale di guerra“, proteste già cominciate martedì 23 Luglio. Mentre una decina di manifestanti si spingevano oltre il cordone di sicurezza, un gruppo di ebrei progressisti ha occupato la rotonda del palazzo della Cannon House, chiedendo la fine dei trasferimenti di armi a Israele.

La questione è stata risolta con duecento arresti e una nota della polizia: manifestare all’interno degli edifici del Congresso è illegale. Netanyahu ha apostrofato sprezzantemente in aula i manifestati come “utili idioti dell’Iran“. Utilizzandolo per difendere il proprio operato a Gaza, e ottenendo sostegno per continuare la battaglia contro Hamas sino al suo annientamento.
I fatti lasciati in sospeso
Gli unici fatti che ci risultano non pervenuti e non nominati nel discorso sono: 40.000 morti, 16.000 bambini fatti a pezzi, decapitati e bruciati, non da Hamas caro Bibi, ma dal tuo esercito. Oltre 300 tra medici ed infermieri, 150 giornalisti assassinati e un numero ancora impreciso di volontari. Soldati israeliani e cecchini che sparano, deliberatamente, su anziani donne e bambini. Fame e sete, usati come arma di guerra e la lista è ancora più lunga. Tutto ciò negato dal leader, che afferma di essere stato lui stesso nel territorio di Rafah ed aver costatato il numero di vittime, arrivando ad quotare circa 1.203 terroristi uccisi e nessun civile.
Agli “amici americani” chiedo, dove è finita la vostra umanità? La libertà, la democrazia, il diritto alla felicità espresso nella carta americana del 1776, dove sono finiti?
Le domande sono ancora molte, e le risposte ancora molto poche. L’unica cosa che ora possiamo affermare è che il mondo chiede il cessate il fuoco il prima possibile, per la vita e la libertà degli esseri umani, non israeliani, non palestinesi, ma esseri umani.
di Sara Ginevra Marra


