Lo scandalo P. Diddy è ormai su tutte le testate giornaliste e su tutti i social, e ancora oggi è inarrestabile. Ogni giorno spuntano fuori nuove notizie riguardanti il caso del rapper americano Sean ‘Diddy’ Combs, arrestato lo scorso 16 settembre con l’accusa di abusi e traffico sessuale, detenzione di armi illegali e traffico di droga. Nelle ultime settimane oltre alle diverse vittime che si sono fatte avanti, denunciando il rapper per i famigerati ‘white party‘, risultano indagini in corso in quanto mandante di diversi omicidi.
Vi spieghiamo bene cos’è successo
Secondo le accuse, il rapper multimilionario avrebbe perpetrato un sistema di abusi e violenze che ha fatto molto parlare, tra ipotesi ancora non confermate e persino il coinvolgimento in alcune morti celebri, come quella di Michael Jackson e Tupac. Le news sul caso Puff Diddy ci lasciano senza fiato quotidianamente, mentre pare allungarsi sempre di più la lista delle celebrità che avrebbero preso parte agli ormai famigerati “white parties”. Ecco quello che sappiamo fino ad ora:
La situazione era già nota da mai, se non da anni, l’ultimo evento eclatante risale allo scorso marzo quando la polizia di Los Angeles aveva fatto irruzione nella sua villa arrestando alcuni collaboratori del rapper e acquisendo del materiale video e audio trovato all’interno dell’abitazione e, lasciando i federali senza parola, oltre a circa 1000 bottiglie di olio per bambini e lubrificanti. Segue una perquisizione dell’abitazione di sua madre e dei membri della famiglia più vicini.

Lo scorso 16 settembre, il rapper viene arrestato nella sua casa di Manhattan, a seguire la corte federale di Manhattan decreta le accuse su di lui: associazione a delinquere, traffico sessuale e favoreggiamento della prostituzione, sostenendo che l’uomo ha “abusato, minacciato e costretto donne e altre persone intorno a lui a soddisfare i desideri sessuali, proteggere la sua reputazione e nascondere la sua condotta”.
Tutto parte in realtà, dalla denuncia dell’ex fidanzata, la famosa cantante R&B, Cassie. Quest’ultima ha dichiarato più volte, e in varie occasioni, le violenze perpetrate dal compagno e le assurde richieste sessuali. L’ex fidanzata Casandra Ventura, a seguito di una richiesta di 30 milioni di dollari, a novembre dello scorso anno decide di portarlo in tribunale. La causa si era risolta in un accordo riservato tra le parti con Sean Combs che aveva continuato a negare ogni imputazione.
Spunta fuori dalle telecamere di sorveglianza il video dell’aggressione, lanciato in esclusiva dalla CNN, che ha cambiato le carte in tavola. Douglas H. Wigdor, l’avvocato di Cassie Ventura, ha spiegato alla CNN: «Il video non ha fatto altro che confermare ulteriormente il comportamento inquietante e predatorio del signor Combs. Le parole non possono esprimere il coraggio e la forza d’animo che la signora Ventura ha dimostrato nel farsi avanti per portare alla luce tutto ciò».
Diddy attualmente in carcere in attesa del processo: se dovessero essere confermati tutti i capi di imputazione, si profila per il rapper una pena minima di 15 anni fino all’ergastolo. Caso simile alla vicenda Epstein, accusato di traffici sessuali e morto suicida in carcere nel 2019, la denuncia di Cassie Ventura nel 2016 ha spinto altre vittime di Diddy a farsi avanti, permettendo alla polizia di raccogliere testimonianze e dare il via a un processo contro di lui.
Sulle presunte violenze è intervenuta con una lunga lettera anche la madre 83enne: «Mio figlio non è un mostro»
P. DIddy: la lista che fa tremare l’industria musicale

Si parla già di una “lista di Puff Daddy” che circola da qualche settimana online.
Diversi nomi sono stati confermati dopo la visione di video registrati durante le feste di Diddy. Tra questi, appaiono celebrità come Jay-Z, Beyoncé, Usher, Ashton Kutcher, un giovanissimo Leonardo Di Caprio (il quale ha subito smentito la notizia), Jennifer Lopez, anche lei ex-fidanzata di Diddy, Khloe e Kim Kardashian, Paris Hilton e Justin Bieber. Quest’ultimo percepito come una vittima dell’intera vicenda, ha rotto il vaso di Pandora con dentro tutti i segreti dei White Party di Puff Daddy.
Una fonte vicina a Bieber ha rivelato che il ragazzo avrebbe vissuto un mese da incubo dal giorno dell’arresto di Combs, forse perché immaginava che dettagli relativi alla loro amicizia sarebbero potuti saltare fuori. «L’ultima cosa che Justin vuole fare – dichiara la fonte a In Touch Weekly – è rivivere o anche solo discutere della sua complicata amicizia con Diddy. Ma sta finalmente rompendo il silenzio con i suoi amici sulla sua esperienza da incubo e l’inferno privato che gli ha causato». Nei video delle feste spiccano anche figure note come Megan Fox, Mariah Carey e molti altri.

A questi nomi si aggiungono quelli fatti dal podcaster Jason Lee, Lindsey Lohan, Demi Moore, Chris Brown, Amber Rose, Tyrese, Jordyn Woods, Travis Scott e Teyana Taylor. Sarebbe attestata anche la presenza di Howard Stern, Kelly Osbourne, Beth Ostrosky, Kim Porter, Lil Kim, Ashley Olsen, Rachel Zoe, Ashanti, Nick Cannon, Nicole Scherzinger, Russell Brand,Mel B e Stephen Belafonte.
La lista di nomi di Diddy è ancora più lunga e conta circa 90 nomi tra cui Lebron James, Serena Williams, Michael B. Jordan, Pharrell Williams, 50 Cent, Drake, Snoop Dogg, Alicia Keys, David e Victoria Beckham, Megan Thee Stallion, Cardi B, Zendaya, Lupita Nyong’o, Adele, Eva Longoria, Nas, Lewis Hamilton, Joe Jonas, Sofia Vergara, Will Smith con Jada Pinkett, Shakira, Demi Lovato, John Legend, Blake Lively e Ryan Reynolds, Cara Delevigne, Iggy Azalea, Sarah Jessica Parker e Hailey Bieber.
Tuttavia, come emerso dalla testimonianza dell’ex insider dell’industria musicale Tom Swoope, non tutti erano a conoscenza di ciò che accadeva nei festini, in quanto agli ospiti delle feste venivano concessi diversi livelli di accesso all’interno della residenza. Non è possibile quindi stabilire se tutti i nomi presenti sulla lista abbiano effettivamente partecipato ai White Parties, chi avesse accesso alle aree più riservate e chi fosse a conoscenza di cosa realmente accadesse.
La paura dell’avvelenamento e la risposta dei suoi avvocati
Nella casa circondariale di New York, pare che la colazione sia servita intorno alle 6:00 del mattino e comprende cereali, frutta e un dolcetto, ma anche fiocchi di avena o pane tostato. Il caffè è previsto solo nei weekend. Il pranzo è alle 11:00 e può essere a base di hamburger, pesce al forno, tacos di pesce e di manzo nei giorni feriali. Il fine settimana, invece, potrebbero esserci anche delle uova strapazzate e dei panini. La cena viene portata ai detenuti dopo la conta delle 16:00 e il menu spesso è a base di fajitas di pollo, pasta o roast beef. Pare, però, che il magnate stia digiunando per il terrore di venire avvelenato durante il periodo di detenzione.
Gli avvocati del discografico hanno accusato il governo degli Stati Uniti di aver fatto trapelare ai media prove relative al caso di racket e traffico sessuale. Secondo un documento depositato in tribunale mercoledì, ottenuto da Rolling Stone, il team legale di Combs sta chiedendo un’udienza probatoria per indagare su un presunto «comportamento scorretto del governo in relazione alle fughe di notizie». L’avvocato di Diddy, Marc Agnifilo, sostiene che queste avrebbero «portato a una pubblicità pre-processuale gravemente dannosa e pregiudizievole, che può solo contaminare la giuria e privare il signor Combs del suo diritto a un processo equo».
Chiedono un’udienza probatoria, e inoltre domandano con veemenza alle agenzie governative, tra cui il Dipartimento della Sicurezza Nazionale di : rivelare email, documenti e registri relativi alle presunte fughe di notizie, di fare un’ordinanza che impedisca al personale governativo di divulgare prove del caso o materiali investigativi ai media, e in ultima analisi, la soppressione di qualsiasi prova trapelata durante il processo imminente.
Emergono altre 120 denunce per Puff Daddy
L’avvocato texano Tony Buzbee ha annunciato di rappresentare ben 120 persone che accusano Sean “Diddy” Combs e soci di abusi sessuali, avvenuti nel corso di due decenni.
Le nuove denunce presentate contro di lui sono di una gravità senza precedenti. Secondo uno degli avvocati, Andrew Van Arsdale, queste accuse provengono da uomini e donne che, all’epoca degli abusi, avevano un’età compresa tra i 9 e i 38 anni. Oltre alle accuse di violenza, vengono inclusi abusi facilitati dall’uso di sostanze e diffusione di video compromettenti e abusi su minori.

Un ulteriore aspetto rilevante è il fatto che la maggior parte delle vittime, circa il 62%, è di origine afroamericana, e proviene da oltre 25 Stati degli USA. Tra le vittime, 25 erano minorenni al momento degli incidenti, che risalgono addirittura al 1990.
Le denunce potrebbero crescere ulteriormente, al momento si parla di circa 3.000 persone potenzialmente interessate a unirsi alla causa e/o ad aver subito violenze da parte di Diddy e il suo staff.
Pochi giorni prima della diffusione di queste nuove denunce, inoltre, il New York Post ha rivelato di essere in possesso di un video sessualmente esplicito che coinvolge Diddy e un’altra celebrità di rilievo, confermando l’esistenza di prove compromettenti e schiaccianti.
Sono state rifiutate dal giudice tutte le richieste di cauzione, anche a costi di 200.00 mila dollari. Il processo è ancora in corso a porte chiuse, lo scorso 9 Ottobre il rapper ha testimoniato per la prima volta dichiarandosi innocente. La prima ad essere chiamata ai banchi per testimoniare è stata Jennifer Lopez, per ben tre volte.
Il caso è ancora molto lungo e non ci resta che aspettare altre notizie dai nostri amici americani. Molti membri del suo entourage dicono che “Diddy se la cava sempre“. Sarà così anche stavolta?


