Questa notizia farà felici i tanti studenti che si accingevano ad affrontare uno dei test più ardui delle università italiane, quello in medicina.
Infatti, dopo l’abolizione della commissione istruzione del Senato, diciamo addio al test di ingresso per medicina, odontoiatria e veterinaria.
Ora il testo dovrà passare in aula al Senato e poi alla camera. Si punta ad inserire questa riforma già per l’anno accademico 2025-2026. Ovviamente il tutto però, dipende dai tempi parlamentari.
Sarà più facile fare medicina?
Assolutamente no.
Ovviamente i posti a disposizione aumenteranno, passando dai ventimila disponibili a quasi venticinquemila.
La riforma, spiegano rispettivamente i presidenti delle commissioni istruzione e sanità al senato, consisterà in un semestre libero, il cui semestre avrà pari esami per tutti.
Successivamente, sulla base di una graduatoria nazionale si terrà conto degli esami fatti.
Chi non dovesse riuscire a superare la selezione semestrale, potrà sempre contare sui crediti formativi maturati durante il semestre, potendosi iscrivere ad altri i corsi di laurea, non perdendo così l’anno accademico.
Insomma, sarà una prova di idoneità, per stabilire se si è o meno idonei a frequentare la facoltà di medicina (e le altre per cui è prevista l’abolizione del test).
Quali sono le opinioni della politica?
«Viene abolito il test con domande irrazionali, che passa attraverso una valutazione di domande con risposta a crocette» ha dichiarato Zaffini, presidente della commissione sanità in senato.
Sul provvedimento si è pronunciata anche la ministra dell’istruzione e della ricerca, Annamaria Bernini , la quale ha detto che: «la riforma dà la possibilità a tutti di potersi inserire in quello che è il sistema medico-sanitario ed intraprendere la professione. Il fabbisogno di futuri nuovi medici e ormai palpabile, ma non per questo si viene a rendere la facoltà più semplice. Ci sarà un semestre-filtro, che valuterà gli studenti sulla base di esami portanti».
Infine, è arrivata anche una nota del MIUR che ha chiarito che già a partire dagli ultimi anni delle scuole secondarie di secondo grado, ci saranno dei percorsi orientativi atti a comprendere se la strada da intraprendere è quella giusta.


