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A Natale c’è molto più stress: lo dice la psicologia

Dicembre è alle porte, per molti questo significa essere ufficialmente entrati nel periodo natalizio, e la psicologia ha tanto da dire a riguardo. Non si può negare, infatti, che il Natale sia un momento particolare: corse agli acquisti, regali, cene con amici e parenti; insomma si può passare dallo stress alla gioia in poco tempo. È sbagliato soprattutto pensare che tutti vivano queste giornate con allegria e serenità: ci sono situazioni e stati d’animo completamente diversi.

A Natale ci sono troppe fonti di stress

Le feste dovrebbero essere prima di tutto un modo per staccare la spina e rilassarsi, ma gli infiniti impegni provocano in realtà l’effetto opposto. Per esempio bisogna programmare una serie di eventi, come pranzi, cene o vacanze. Gli acquisti da fare, invece, sembrano interminabili ed è comune il timore di non riuscire ad accontentare tutti o di spendere più del previsto.

Un’altra preoccupazione condivisa è quella di prendere peso a causa di tutti i banchetti. Per non parlare dei disagi connessi al traffico e all’affollamento nei negozi. Queste, insieme a tante altre situazioni che si vengono a creare, sono fonti di ansia e stress, che non ci lasciano godere le nostre festività.

Il lato oscuro

Purtroppo non c’è mai fine al peggio, infatti, ad ansia e stress possono aggiungersi emozioni più sgradevoli, come nostalgia, tristezza o senso di vuoto. In questo caso gli studiosi parlano di “Christmas blues”: uno stato psicofisico pessimo, che si manifesta proprio nel periodo natalizio.

Le motivazioni sono innumerevoli. Tra queste potrebbe esserci la mancanza di un’armonia familiare, dovuta ad esempio all’impossibilità di raggiungere i parenti a distanza. C’è, invece, chi purtroppo durante l’anno ha vissuto un lutto o una disgrazia e giustamente prova sentimenti contrastanti nei confronti dell’atmosfera di festa. Infine persino la pandemia ha contribuito ha creare una sensazione di incertezza legata al brutto ricordo della quarantena e della paura del contagio.

La buona notizia è che questo stato di malessere tende a scomparire con la fine di questo periodo.

Ma la magia esiste!

Fortunatamente tante altre persone associano questo periodo a un forte stato di benessere, dovuto alla produzione di dopamina e serotonina. Loro riescono davvero a percepire il cosiddetto “spirito natalizio”, che li spinge a cercare stimoli piacevoli e a dedicarsi alla cura della casa o delle persone care.

Inoltre le occasioni di convivialità attivano l’ossitocina, il cosiddetto “ormone dell’amore”, che genera una sensazione di affetto verso il prossimo, che ci invoglia a fare del bene agli altri. Non a caso si dice: “a Natale si è tutti più buoni”. Anche per questo si è spinti a fare i regali, invece di limitarsi a riceverli. Difatti donare è una gran bella manifestazione d’affetto, oltre che di espressione dei propri sentimenti.

Dipende tutto da noi

Se allora questo momento può risultare così magico, perché non anticiparlo? Un recente studio dello psicologo McKeown ha dimostrato che addobbare la casa in anticipo aiuti a gestire meglio le proprie emozioni. Addirittura le prime persone a fare l’albero di Natale sono considerabili più felici della media. Le decorazioni, infatti, contribuiscono a scacciare lo stress e a moltiplicare l’entusiasmo.

Insomma ciascuno attende e vive questa stagione a modo suo, anche se non sono sempre le sensazioni positive a prevalere: il Natale può anche esasperare! Fortunatamente ha un ruolo fondamentale la maniera in cui il singolo si predispone all’arrivo delle festività. Un atteggiamento favorevole, in effetti, potrebbe aiutare a combattere le emozioni negative e magari far in modo che lo spirito natalizio faccia vincere il benessere.

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