“Ice cream chillin’, chillin’, ice cream chillin‘” cantavano le BLACKPINK con Selena Gomez nel 2020, e, con l’arrivo di questo caldo, non possiamo che fare riferimento proprio a lui… il gelato! Che sia alla frutta, al cioccolato, che sia un ghiacciolo, in cono o coppetta, il gelato accomuna grandi e piccini, ed è bene guidare tutti a un’esperienza ancor migliore con questo “cibo degli dèi”.
Infatti, secondo alcuni esperti del settore, tra cui Marco Radicioni, per riconoscere un buon gelato quando si entra in una gelateria nuova, bisogna assaggiare il fiordilatte. Il gusto più semplice, e anche un po’ snobbato, nasconde più verità di quelle che crediamo. Di fatti, è realizzato prevalentemente con il latte, lo stesso latte che è componente principale di tutti gli altri gusti, per cui è bene assaporare il latte nel gusto che lo vede più “assoluto”, per farsi un’idea su quella che sarà l’esperienza gustativa e sulla qualità degli altri gusti.
Il fiordilatte è uno dei gusti di gelato più semplici e “puri”, fatto senza uova e senza aromi aggiunti: è a base di latte, panna, zucchero, ed è pensato per esaltare il sapore naturale del latte stesso. Per cui, è bene tenere sotto osservazione il “re bianco” del mondo della gelateria
Attenzione al colore
Il colore, infatti, è uno degli indicatori fondamentali per un buon fiordilatte. Come non è difficile dedurre, più è bianco, più è naturale e sinonimo di un’artigianalità da cui non tenersi alla larga. Il bianco deve, però, risultare naturale e mai azzurrino o grigio, come non deve essere eccessivamente lucido.
Occhio alla consistenza
Spesso sottovalutata, poiché ritenuta pressoché simile in tutti i tipi di gelato, la consistenza della dolce crema bianca è estremamente importante. Il fiordilatte deve risultare, come tendenzialmente tutti i gelati, uniforme, cremoso e omogeneo in tutte le sue parti. Non deve mai risultare spugnoso, vale a dire contenente troppa aria.
Tornando alla “lucidità”
È bene che, per un buon fiordilatte decisamente non chimico e troppo trattato, questo non sia troppo lucido, il che sarebbe sinonimo di un’eccessiva presenza di grassi al suo interno. Un consumo eccessivo di grassi saturi e trans, spesso presenti nei gelati industriali, può aumentare il colesterolo LDL (cattivo) e il rischio di malattie cardiovascolari.
Non dimentichiamoci del profumo
Certo, su questo possiamo stare abbastanza tranquilli: un buon bevitore di latte (come ci auguriamo che voi siate) saprebbe riconoscere il vero odore di questo all’interno di un gelato. Anche se, diciamolo, chiunque saprebbe stare alla larga dal cattivo odore certamente riconoscibile di un gelato, specialmente se questo è al latte.
E il gusto?
Per ultimo, ma non per importanza, ricordiamo che è bene assaporare il fiordilatte riconoscendone un sapore tendenzialmente naturale, non trattato, non troppo dolce né troppo aromatizzato.
Dunque, se riuscirete a fare questo piccolo test per scegliere la vostra nuova gelateria preferita, potrete stare sicuri che valga la pena frequentarla, potrete dire di conoscerne più di altri in ambito di gelato, ma soprattutto, sarete in grado di stare alla larga dalle schimicate che vi propongono certe gelaterie con gelati apparentemente super invitanti!
Augurandoci che inizierete, impazienti, il prima possibile a fingervi espertoni in materia, vi auguriamo una buona estate e… un saluto a loro, gli unici e soli: gli intolleranti al lattosio!
di Sole Funaro


