Napoli è una città d’arte e di artisti giovani e come tale è piena di opportunità. La comunità d’arte di Lello Arena è una delle occasioni più importanti per i giovani aspiranti artisti. Anche quest’anno, per il terzo anno consecutivo, si è rinnovato il progetto culturale Cioè, diretto da Lello Arena in collaborazione con Original Rai Contenuti Digitali e Trasmediali con direttore Marcello Cinamea e sostenuto dalla Regione Campania.
Cioè è il Centro Interdisciplinare Opportunità Espressive che da anni scopre e forma nuovi talenti, accompagnando giovani ragazzi e ragazze in un percorso formativo ed emozionante. Ieri 2 dicembre 2025, all’Auditorium Porta del Parco di Bagnoli si è tenuta la conferenza stampa del progetto, tra sorprese ed esibizioni, si è conclusa con la proiezione della prima puntata della serie realizzata dall’intero cast di Cioè. Un piccolo spoiler rispetto alle sedici puntate che debutteranno su Raiplay il 10 dicembre e che racconteranno il lungo viaggio dei sessanta ragazzi selezionati per il progetto. La serie documenterà la magica avventura dei suoi protagonisti, le piazze di Napoli saranno il palcoscenico di quest’opera e i vicoli della città faranno da quinte, proprio come in un vero teatro.
Cos’è Cioè ?
Cioè nasce come progetto culturale ed è un percorso di formazione artistica. Ha una storia significativa, legata alla tradizione d’arte scenica napoletana. Nasce nel 2023, anno in cui Massimo Troisi avrebbe compiuto settanta anni e prende vita con l’obiettivo di creare un qualcosa che si rifacesse idealmente all’arte di Massimo. Anche il titolo è un omaggio a Troisi e infatti Cioè è sì il centro interdisciplinare opportunità espressive ma è l’intercalare che lui era solito usare all’inizio di ogni suo discorso per proporre un’idea, una missione che poi diventava avventura.
Cioè era l’inizio di un qualcosa che avrebbe portato a quell’universo tutto suo. Lui era in grado di coinvolgere, proprio grazie a questo intercalare di introduzione, le persone con cui lavorava, portandole nel suo mondo e nelle sue avventure. Così come da un semplice intercalare nascevano i viaggi di Troisi, allo stesso modo Cioè nasce per farsi esso stesso viaggio e anche opportunità. Lello Arena unisce il ricordo di Massimo, la loro amicizia e la passione per l’arte in Cioè.
L’ avventura di Cioè è durata tre mesi e sono stati mesi di duro lavoro, di sperimentazione e di grandi emozioni. I ragazzi e le ragazze che hanno partecipato al progetto hanno avuto la possibilità di confrontarsi con grandi artisti e si sono messi alla prova mettendo in campo le loro capacità artistiche, perfezionandole e rendendole uniche e riconoscibili. Canto, recitazione e ballo sono le tre categorie in cui è suddiviso il progetto, ognuno si è presentato con il proprio bagaglio di esperienza e tutti insieme hanno creato una grande famiglia che oggi è quella di Cioè.
La comunità d’arte
Per il direttore artistico, Lello Arena, Cioè è una comunità d’arte. Per i ragazzi è stato un percorso di crescita personale e artistica. Un percorso basato sull’emozione. Alcuni di loro ci hanno raccontato quanto sia stato importante prendere parte al progetto e scoprire poi che la formazione era solo una parte di tutto quello che Cioè offre. Guido, giovane attore, ci ha raccontato l’emozione del palco, del pubblico e di quanto questo percorso sia stato decisivo nella sua carriera perché lo ha aiutato a superare quei momenti di tensione prima di un’esibizione. Come Cioè gli ha insegnato a trasformare quel senso di incertezza in energia pura.
Una vera palestra per il futuro soprattutto per chi vuole fare dell’arte il proprio mestiere. Cioè è il luogo sicuro in cui è possibile liberarsi delle proprie insicurezze, rimettere insieme i pezzi e costruirsi una propria identità artistica, grazie all’aiuto e all’esperienza di chi l’arte la conosce bene e la maneggia con cura e attenzione. C’è chi ha vissuto questa esperienza come trampolino di lancio per entrare nel mondo del lavoro, chi ha imparato a gestire le emozioni, chi ha trasformato i suoi punti deboli in punti di forza e ancora chi continua ad inseguire il sogno di diventare figlio d’arte. Ognuno a modo suo ha reso questa esperienza formativa e indimenticabile con l’ambizione di farcela e il coraggio di lanciarsi.
Dietro lo studio e la passione dei ragazzi c’è l’impegno attivo e coinvolgente di Lello Arena che ha il merito di aver pensato e realizzato questa grande realtà e per questo lo abbiamo intervistato.
Un paio di domande da YPO a Lello Arena
Quanto è importante creare un laboratorio culturale per i giovani nella nostra Napoli?
«È fondamentale per Napoli perché Napoli produce per una questione genetica occasioni e talenti che ragionevolmente, in mancanza di un posto dove potersi esprimere, calibrare il loro talento rischiano di perdersi. È importante avere un posto dove sperimentare, prepararsi adeguatamente, rischiare e correre il rischio in un posto che non è ostile ma in una condizione di protezione in cui c’è chi ti spiega e ti guida, . A Napoli, più che in altre città, è fondamentale avere tutto questo».
«Più che di laboratorio mi piace parlare di comunità d’arte perché si mettono insieme degli artisti che trascorrono del tempo insieme, c’è chi coordina, chi insegna, ma la cosa più importante è il loro stare insieme. Il confronto serve a loro per capire se sono veramente degli artisti, se forse pensano di esserlo e invece non lo sono ancora e hanno bisogno di grande impegno per acquisire nuovi livelli. Questo è fondamentale in una comunità d’arte come Cioè. È fondamentale per chi organizza il “non sbagliarsi” perché i posti e le occasioni non sono infiniti e un’occasione del genere va a chi ha talento e a chi se la merita, a chi ha solo un problema di inesperienza. A Cioè avviene uno scambio, si presta l’esperienza in cambio del loro talento, della loro curiosità»
«Quando accade tutto questo, il risultato è qualcosa di bello come è accaduto per Cioè. Ancora oggi io ho molte curiosità rispetto al mio lavoro, rispetto alla mia formazione, a quello che voglio capire e sperimentare, io devo capire a che punto sono i ragazzi ma anche a che punto sono io, se ho ancora la capacità di suggerire delle vie di uscite che possano metterli nelle condizioni di riuscire come artisti».
Cioè è stata e continuerà ad essere, per le prossime edizioni, una grande comunità d’arte in cui i progetti e i sogni dei giovani ragazzi possono prendere forma e concretizzarsi in attività produttive e creative. È un’occasione per celebrare l’arte in una città che si evolve grazie all’arte e ai suoi indimenticabili maestri. A proposito di maestri, Cioè è un’occasione per ricordare e per continuare a parlare di Massimo Troisi. Tutto questo è per lui e per chi ha fatto di Napoli un teatro vivo, affascinante e inimitabile.


