Barbero ce l’ha messa tutta negli ultimi anni per sfatare questo falso mito. Noi con quest’articoletto da leggere per ingannare il tempo sotto l’ombrellone gli daremo una mano.
Da dove nasce questo falso mito?
A cosa pensiamo quando immaginiamo il Medioevo? Battaglie, cavalli che sfrecciano e lasciano scie di polvere, castelli e combattimenti, archi e frecce. Ma come può essere che questo sia un tempo assolutamente da cancellare?
Il termine Medioevo significa età di mezzo, l’età di passaggio dall’antica gloria dei romani – che tanto hanno conquistato e altrettanto hanno perduto – al Rinascimento, il tempo in cui si operò a ripristinare l’antica bellezza ormai perduta. Furono proprio gli storici da questo momento a seguire a creare un ritratto assai brutto e buio del Medioevo, anche come punto di riferimento negativo cui distaccarsi per valorizzare il proprio tempo e la propia epoca.
Comunque, il primo ad aver parlato di secoli bui fu Francesco Petrarca, attorno al 1330, quando definì “bui” i secoli successivi alla caduta di Roma, in contrasto con la “luce” dell’antichità classica. Sia chiaro, questa definizione ancora oggi dà il via a tantissime battaglie filologiche e interpretative. Non si crede univocamente che con l’espressione “secoli bui” si voglia far riferimento alla totalità del periodo medievale, piuttosto solo a quello che si riconosce come l’Alto Medioevo (dal 476 all’anno 1000). E non si crede neanche che Petrarca abbia voluto propriamente definire l’epoca medievale in questo senso. Piuttosto, riflettendo sulla caduta dell’antico splendore dei Romani, sarebbe ricorso concetto di antica luce contro moderna oscurità. Un po’ come noi che guardandoci indietro ci diciamo che con la lira si stava molto meglio. E i nostri genitori riuscivano a comprare case al mare con le goleador.
Che dicono gli storici?
Colui che gode del privilegio di avere degli ottimi “Per te” su TikTok avrà sicuramente incontrato, anche una sola volta, l’estratto di una qualche conferenza di Alessandro Barbero. E quelli che ne sono rimasti entusiasmati molto probabilmente hanno recuperato tutte le mille conferenze e interviste che vedono protagonista lo storico. Adesso girano con la shirt “I Love Barbero” e il santino di Federico II di Svevia nel portafogli.
Alessandro Barbero è stato colui che è riuscito a smontare il mito, duro a morire, secondo il quale nel Medioevo si pensava che la Terra fosse piatta. Una scusa perfetta per i terrapiattisti di oggi, che possono così vantare (falsi) antenati illustri. In realtà si tratta di un falso. Già nell’Antichità classica si pensava che la Terra fosse sferica e non c’è nessun testo medievale che sostiene il contrario. Si tratta si una trovata ottocentesca volta a rafforzare lo stereotipo di ignoranza che qui vogliamo smontare.
Barbero è lo storico contemporaneo che più ha lavorato per ridar luce al Medioevo e soprattutto, diffondere una nuova consapevolezza (qui trovi molte sue conferenze). Certo, sarà stato un periodo di grandi malattie, epidemie e guerre che nel Trecento soprattutto portarono ad una notevole riduzione demografica, ma c’è altro. Fermati un attimo a pensare alla letteratura: una delle stagioni più belle della letteratura italiana è quella medievale. Dante, Petrarca e Boccaccio sono uomini figli di questo tempo e le loro opere ci permettono di atteggiarci in giro per il mondo come discendenti di grandi poeti.
Per continuare a dargli ragione, e ridare dignità agli uomini medievali ti raccontiamo qui tre invenzioni che non solo cambiarono il mondo dell’epoca, ma hanno messo le basi per la nostra vita di oggi. Scopri insieme a noi di che si tratta.
Tre invenzioni per smentire
La stampa a caratteri mobili
Difficile a credersi, ma è capitato nel corso della storia che un tedesco abbia fatto una cosa buona per l’umanità. Uno tra questi casi eccezionali è Johann Gutenberg, l’inventore della stampa a caratteri mobili. Sia chiaro, non ha messo a punto tutto un meccanismo nuovo di zecca, ma ha migliorato in modo eccellente qualcosa che già esisteva nel mondo cinese e coreano. Immaginate però che sollievo per quei poveri copisti amanuensi sapere che da quel momento in poi, attraverso quell’invenzione straordinaria, sarebbe finito il tempo di collezionare calli sulle proprie mani. Si potevano avere tante copie, in meno tempo, con minor fatica. Il primo vero libro mandato in stampa? Che domande, ovviamente la Bibbia.

L’orologio meccanico
Usare il sole per capire che ore sono è stata la prima modalità di misurazione del tempo. Questo ovviamente, come puoi immaginare aveva dei limiti. Nel 1300 si ebbe un vero passo avanti nella misurazione del tempo attraverso l’invenzione del primo orologio meccanico a scappamento. Si tratta di un ingranaggio di ruote dentate mosso dalla caduta di pesi, capace per la prima volta di scandire le ore in modo costante, indipendente dal sole e dalle stagioni. Non sappiamo con precisione chi lo inventò, alcune fonti dicono sia stato merito di Giovanni de’ Dondi da Padova, ma non ne siamo così certi. Sappiamo però perché fu inventato: un’effettiva necessità di organizzare la vita civile e così migliorarla.

Gli occhiali
Petrarca era un quattr’occhi come diremmo noi scherzosamente oggi. Commentava infatti che «passati i sessanta, fui costretto a ricorrere con riluttanza all’aiuto delle lenti». Attenzione, perché anche qui non c’è una paternità certa dell’invenzione. Sappiamo di certo come erano fatti, due semplici lenti unite da un chiodo ed inserite in una cornice fatta di legno o di corno. Non sappiamo con certezza chi li abbia inventati. Si dice che ci sia stato un misterioso artigiano a cui attribuire quest’invenzione che però non ha voluto condividere il segreto. E si dice anche che sia stato merito di un certo frate Alessandro della Spina, morto a Pisa nel 1313 che ha reso la scoperta nota al mondo.

La prossima volta che leggi un libro, vedi che ore sono e indossi gli occhiali per vedere meglio, ricorda che tutto quest’arsenale di elementi proviene proprio dal Medioevo. Per noi è facile schierarci dalla parte dei barberiani, sono davvero troppe le invenzioni per credere davvero che sia stato un periodo di passaggio pieno di ignoranza e brutalità. Quante altre cose che oggi diamo per scontate nascondono, in realtà, un’origine molto più antica e molto meno “buia” di quanto pensiamo?


