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Il cibo unisce le persone, non solo a Natale

Si sa, il cibo unisce le persone. Nella nostra tradizione mediterranea forse sentiamo questa affermazione più forte, ma in realtà in qualsiasi luogo della terra tu sia, il sedersi ad una tavola con persone sconosciute ti permetterà di integrarti a loro (o loro a te) in maniera molto più semplice e veloce. Le festività natalizia ci permettono di comprendere questa affermazione ancora più a pieno. Diciamo la verità, a chi fregherebbe del Natale se non fosse per la frittura di calamari o le lasagne di tua nonna?

Grazie nonna, sei grande

Nei contesti di festa, il cibo si trasforma in un vero e proprio metodo di comunicazione, nel quale noi, con fierezza, permettiamo ai nostri cari di gustare le prelibatezze preparate dalle nostre mani. Ma non solo durante le festività: se immaginiamo anche una semplice domenica passata in casa in famiglia, il cibo in tavola è imprescindibile, e la sua assenza fa arrabbiare sempre un po’ tutti. Insomma, una semplice pasta al forno permette infatti di raggiungere uno stato di benessere individuale e collettivo, protagonista della cosiddetta qualità di vita.

Lo scrittore e filosofo greco Plutarco, vissuto tra il 1° e l’inizio del 2° secolo d.C., scriveva “Noi non ci invitiamo l’un l’altro per mangiare e bere semplicemente, ma per mangiare e bere insieme“.

Perché il parla tutte le lingue ed è in grado di far crollare ogni barriera culturale o religiosa. Perché la cucina è cultura, conoscenza e piacere e non può essere negata nemmeno al tuo peggior nemico. Sedersi a tavola dimezza le distanze e facilita l’interazione col prossimo, soprattutto se si tratta di persone provenienti da Paesi e tradizioni differenti dalla nostra.

Il cibo italiano sarà patrimonio dell’UNESCO

La cucina italiana, i suoi sapori, le preparazioni agroalimentari locali faranno presto parte del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, a quanto dicono le ultime news prima della fine del 2025. Attualmente, nella lista dei cibi appartenenti al Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, fanno già capolino due tradizioni italiane: l’arte tradizionale del pizzaiulo napoletano e la dieta mediterranea.

Nel dossier di candidatura ufficiale alla lista UNESCO dei patrimoni culturali immateriali la cucina italiana viene definita come un insieme di pratiche sociali, riti e gestualità basate sui tanti saperi locali che, senza gerarchie, la identificano e la connotano. Un mosaico di tradizioni che riflette la diversità biculturale del Paese e si basa sul comune denominatore di concepire il momento della preparazione e del consumo del pasto come occasione di condivisione e di confronto.

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