Situate nel cuore dell’Oceano Indiano, le Maldive rappresentano un’icona del turismo di lusso internazionale. Tra spiagge bianche ed acque turchesi, diventa facile immaginare queste isole come un vero e proprio paradiso terrestre.
Ciò che molti ignorano però, è la lunga storia di resistenza e colonizzazione che il paese ha vissuto nel corso dei secoli.
Le origini: migrazioni e sincretismo culturale
In origine disabitate, le Maldive iniziarono ad essere popolate nel VI secolo d.C da immigrati provenienti dal Sud dell’India e dallo Sri Lanka.
Una vita di pesca, commercio e navigazione venne però ben presto disturbata dall’ascesa del colonialismo. Data la loro posizione strategica – nel cuore dell’Oceano Indiano, in comunicazione tra Asia meridionale, Africa orientale e penisola araba – le potenze coloniali dell’epoca presero di mira gli atolli maldiviani.

Con le influenze coloniali, la cultura originaria di radice buddhista ed induista è scomparsa quasi del tutto. Nel 1153 infatti, le Maldive, al tempo sultanato, adottarono come religione ufficiale l’Islam sunnita, vivendo a stretto contatto con influenze arabe nel commercio. La conversione fu così massiccia che ogni testimonianza non musulmana venne reintrepretata o rimossa dalla tradizione storica e culturale del paese, dove ad oggi la religione di stato è ancora l’Islam, che orienta e guida anche le norme giuridiche.
Colonialismo: tra resistenza e protettorato
La prima esperienza di colonizzazione, nel senso largo del termine, sarà portata avanti dai Portoghesi i quali, nel 1558, provarono ad assumere il controllo diretto del paese e ad imporvi la religione cattolica.
Non mancarono però proteste e rivolte locali: nel 1573, una rivolta popolare con a capo Muhammad Thakurufaanu Al-Auzam, prese nuovamente il controllo sulle isole cacciando via il colone portoghese. Ad oggi la sua figura è ancora quella di un eroe nazionalmente celebrato.
In seguito, intorno al 1600 circa, il territorio maldiviano finì sotto dominio olandese che al tempo teneva sotto il proprio controllo anche il territorio dello Sri Lanka. L’Olanda fu però sconfitta dagli inglesi nel 1887, che si appropriarono delle colonie dell’isola srilankese e delle Maldive. Stipulando un accordo con il sultano locale, l’arcipelago maldiviano divenne ufficialmente un protettorato britannico.
La conquista dell’indipendenza
Il territorio ha conquistato la sua indipendenza solo nel secondo dopoguerra, dunque in tempi recentissimi. La lunga trattativa si concluse nel 1965 rendendo le Maldive ufficialmente indipendenti dal Regno Unito e, tre anni dopo, il governo abolì la monarchia in favore della Repubblica.
La festa dell’indipendenza delle Maldive si celebra proprio il 26 Luglio, con manifestazioni nazionali culturali volte alla valorizzazione del territorio.
Da allora, le Maldive hanno vissuto una storia politica altalenante, con fasi di autoritarismo, riforme democratiche e tensioni interne, spesso anche poco note al pubblico internazionale.


