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Joker a Bologna esiste ed è il fumetto “Strategia della tensione”

Cosa succede se si mettono insieme il principe del crimine, gli anni di piombo e Andrea Pazienza? Si ottiene una piccola e bella storia. È proprio quello che è accaduto a “Joker: strategia della tensione”.

Si parte coi consigli finanziari

Si tratta di una storia di appena 12 pagine contenuta dapprima nella raccolta “Joker: il mondo” e poi singolarmente nella splendida (e forse un po’ troppo costosa) edizione della Panini del 2024. Infatti, se acquisterete questa versione avrete un po’ di commenti e backstage ma pagherete comunque €20 per appena 14 tavole di storia: sia a colori che in bianco e nero, certo, ma pur sempre 14 tavole. Per questo motivo vi consigliamo di acquistare la versione completa per lo stesso prezzo. Ma lamentele a parte…

Sto fumetto com’è?

Joker strategia della tensione fumetto quadro

Eh beh, è proprio bello. Enrico Brizzi, Paolo Bacilieri e Vincenzo Filosa mettono in piedi una bella fantasticheria da doccia. Sì, insomma, uno di quei pensieri che facciamo sotto lo scroscio dell’acqua bollente. Nello specifico si chiedono: “E se Joker avesse vissuto a Bologna negli anni di piombo?”, così prendono il personaggio più caotico dei fumetti e lo mettono nel momento più caotico della nostra storia, tra rivolte studentesche, servizi deviati e piaga dell’eroina. Fa molto ridere pensare che in questo spicchio di storia il clown interpreti un professore al DAMS.

Come reagirà Joker alla Bologna degli anni ‘70?

Si crogiolerà nel caos o ne diventerà contrasto? Spoiler: meno per meno fa più, quindi in questo assurdo contesto il Joker diverrà una specie di perverso giustiziere del popolo, per citare l’opera “un Davide contro Golia”. Come detto all’inizio, l’arte di Bacilieri ricorda in maniera assolutamente adatta quella di Andrea Pazienza. Lo fa nelle vignette che alternano ampio respiro e claustrofobia, nel gioco nello svolgimento delle scene, nei primi piani su espressioni tanto grottesche da fare il giro e sembrare vere. Mi raccomando, in un modo o nell’altro tentate di recuperare questo pezzetto di storia italiana racacciata fuori nel 2024.

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