Il modestissimo progetto prevede la costruzione del ponte più lungo al mondo. Un totale di 13,6 miliardi di euro da investire e circa sei anni di lavori.
Il Cipess dice sì al ponte sullo stretto
Il progetto che rappresenta attraverso i fatti la volontà di collegamento tra Sicilia e Calabria, è stato al centro dei dibattiti più fervidi degli ultimi anni e trova adesso una sorta di “pace” attraverso la sua approvazione da parte del Cipess. Come anticipato, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) ha detto sì a quello che sarà il ponte sospeso più lungo al mondo.
Un progetto simile, ma ancora più in grande rispetto al già esistente ponte di Brăila che si trova in Romania, attraversa il Danubio ed è stato inaugurato il 6 luglio 2023, dopo circa tre anni di lavoro.

Matteo Salvini e il progetto
“Non è un punto di arrivo ma un punto di partenza” dice Matteo Salvini nel discorso tenutosi al termine della riunione del CIPESS. Secondo le previsioni del vicepremier “sarà una parte della soluzione dei problemi del mezzogiorno d’Italia se verrà ultimata l’alta velocità che è in corso di progettazione da Salerno a Reggio Calabria”. Poi arriva a fornire i dati precisi:
In termini di risparmio di tempo: dai 120/180 min dei treni, si scende ai 15 min; per auto e mezzi si considera una riduzione dai 70/100 min a 10 min (tempo medio stimato). Ben 120.000 unità di lavoro tra diretto e indiretto annuo. Si prevede anche la costruzione di 3 fermate di metropolitana sul fronte Messinese.
La premier Meloni e il ponte sullo stretto
«Il Ponte sarà un simbolo ingegneristico di rilevanza globale, una dimostrazione della forza di volontà e della competenza tecnica dell’Italia, che ha pochi paragoni nel mondo. Crediamo in questa infrastruttura, così come crediamo in tutte le infrastrutture che questa Nazione aspetta da decenni e che devono costituire l’ossatura per una Nazione più veloce e moderna. Fin dal nostro insediamento ci siamo posti degli obiettivi ben precisi – conclude Meloni – utilizzare gli investimenti pubblici come leva per lo sviluppo della Nazione, spendere le risorse bene e velocemente evitando sprechi e inefficienze, e realizzare così infrastrutture attese da decenni e che rimarranno ai nostri figli e produrranno benessere e crescita duratura»


