Di mercati famosi ne conosciamo tanti, basti pensare a quello di Porta Portese a Roma, la Boqueria a Barcellona, Candem market a Londra… oggi però restiamo a Napoli, più precisamente ad Ercolano, culla del mercato di Resìna.
Le origini del mercato
La città, fondata secondo la leggenda da Ercole, fino al 1969 si chiamava Resina ed è proprio qui che nel 1943 giunsero le truppe alleate che, naturalmente, avevano con sé beni materiali, come abiti e monete. Nel momento in cui l’esercito risaliva via Pugliano (strada in cui oggi si svolge il mercato) e sostava al passaggio a livello della Circumvesuviana, gli abitanti del posto riuscivano a trafugare vestiti e soprattutto paracadute che, essendo in seta, venivano trasformati dalle abili mani delle ricamatrici, in biancheria intima. All’indomani della guerra, le truppe andarono via ma i loro beni restarono in città e vennero esposti sulle prime bancarelle di via Pugliano, dando vita a quello che venne definito “o’ mercato de pezz american”.
Le bancarelle riscossero grande successo, un grande pubblico era attirato da quelle divise, dai jeans e da tutto ciò che poteva nascondersi nelle tasche di quegli indumenti, come gioielli, spille, orologi o anche, per i più romantici, biglietti e lettere scritti di nascosto. Quella che oggi definiremmo la moda del “tutti pazzi per l’America” sembrava essere destinata a durare, il mercato diventava via via sempre più famoso e sempre più venditori iniziarono ad acquistare le “balle al buio”, ossia enormi scatole piene di vestiti e oggetti provenienti dalle lavanderie e dai magazzini americani… che sia stata questa, un’anticipazione delle box sorpresa che oggi gli influencer vendono su Vinted?
Nel 1980 la situazione cambiò a causa del terremoto del 22 novembre, il quale provocò ingenti danni agli edifici e compromise l’accessibilità al mercato, portandolo ad un periodo di grande declino.
Il ritorno del mercato di Resìna

Tutto gira però e la fortuna è tornata in via Pugliano, soprattutto negli ultimi anni. Se prima i mercati venivano visti come luoghi lontani dal mondo della moda, ad oggi i pareri, soprattutto dei giovani, sono cambiati. I mercati e in particolare quello di Resìna, vengono definiti il paradiso del vintage e spesso si fa a gara a chi arriva prima per aggiudicarsi i pezzi migliori come Levi’s, felpe Nike, polo Ralph Lauren e occhiali Versace venduti a pochi euro. E così, ciò che prima veniva definito “vecchio” ora è “vintage” e merita una seconda vita. Che andare al mercato sia solo una moda passeggera, come quella dei leggins con i pianeti e le sciarpe con la bandiera americana? Probabile, come il fatto che tra qualche anno quasi nessuno farà caso al coccodrillo sulle t-shirt. Al momento, la moda-mercato non accenna a passare, soprattutto quella di Resìna!


