Cos’è il body monitoring?
Probabilmente, nell’attesa che la pagina caricasse per leggere l’articolo, i tuoi occhi alla ricerca di un passatempo di pochi secondi sono caduti sulle tue gambe e hai notato la famosa ricrescita, pensando “ho fatto la ceretta solo la settimana scorsa!” oppure, se sei in giro e ti specchi in una vetrina, hai fatto di certo caso a quel brufolo spuntato proprio oggi e che non hai coperto abbastanza con il correttore (spoiler: nessuno lo ha notato). È proprio questo il body monitoring, termine inglese che indica l’azione svolta principalmente dalle donne, e, in misura nettamente minore anche dagli uomini, di controllare il proprio aspetto e nel caso, modificarlo, magari sistemando quella ciocca di capelli che consideriamo ribelle o sedendoci in modo diverso sulla sedia per ‘’non sembrare Leopardi’’
Lo studio dietro il fenomeno
A parlare del body monitoring è stata Caroline Heldman, professoressa all’Occidental College di Los Angeles, affermando che le donne controllano il loro aspetto, che sia attraverso lo specchietto in borsa, la vetrina del negozio o lo sguardo del proprio interlocutore, ogni 30 secondi. Questo, oltre ad essere dannoso perché può portare alla ricerca costante di un’imperfezione che in realtà non c’è e di conseguenza ad una bassa autostima, ci deconcentra da altri obiettivi, dal lavoro, dagli impegni, dal bello, tutto passa in secondo piano, la giornata prende una piega diversa a seconda di come si sono svegliati i nostri capelli e ci fa credere di non essere abbastanza, ed è sbagliato sì, ma soprattutto ingiusto nei nostri stessi confronti.
Lo facciamo tutti?
Insomma, quante volte ti è capitato di sederti e sollevare le punte dei piedi? Sciogliere i capelli perché con la coda ti sentivi “nuda”? O ancora, quante volte in videochiamata hai ingrandito il tuo schermo per assicurarti che l’altra persona ti vedesse nel migliore dei modi? Non ti conosco, ma sono certa che almeno una volta hai fatto una di queste cose.
A volte neanche il “sei bellissima” di una persona cara riesce a farci sentire meglio, continuiamo sempre a “tirare la pancia dentro” nelle foto e cercare di apparire perfetti in ogni situazione e quando ci rendiamo conto che ogni persona ci vede in modo diverso, arriva l’ospite indesiderato: l’ansia, e a quel punto, cerchiamo di una qualsiasi via di fuga, cerchiamo di scappare (Vitangelo Moscarda docet…?).
Sorridi e spegni il radar!
Su TikTok, sta spopolando un trend in cui in una foto viene mostrata una persona e in quella accanto una didascalia che descrive il “difetto” che la persona stessa ha trovato nello scatto, difetto che tu non hai neanche immaginato. L’ultima immagine è accompagnata da una didascalia più lunga: se tu non hai notato ciò che io considero un difetto, perché mi preoccupo così tanto? La verità è questa: il giudice più duro di te stesso, sei tu.
Non rimandare ancora quella giornata al mare, non tenere quegli shorts chiusi nell’armadio (anche perché con questo caldo sudano anche loro sinceramente), non essere così seria nelle foto perché hai vergogna di sorridere. Su Tumblr nel 2016 abbiamo letto così tante volte la frase “gli occhi sono lo specchio dell’anima” e a prescindere che siano marroni, azzurri, verdi, nocciola che alla luce del sole delle 12:02 hanno le sfumature verdi e gialle, non ci sono occhi più belli di quelli che si guardano nello specchio felici e consapevoli di essere speciali.
Siamo belli!


