Siamo nel 1946, Roma. C’è ancora domani non è però il solito film sul dopoguerra. Paola Cortellesi al suo esordio da regista crea la narrazione attorno ad un personaggio maestro, portatore di sani principi e simbolo di speranza, lei è Delia.
Sfondo drammatico… ed un po’ di sana comicità
Il carattere di questo film ha conquistato ogni singolo spettatore. Per questo C’è ancora domani non è il solito film sul dopoguerra, la Cortellesi bilancia perfettamente i due poli narrativi opposti e crea un racconto magico, coinvolgente. Prega di non sederti accanto a chi ha la risata di Joker… altrimenti sono guai.
Che bello il film in bianco e nero
Un’esperienza nuova per le nuove generazioni, un ritorno al passato per i più maturi. Apprezzatissima l’idea di scegliere la produzione in bianco e nero, perché quello è il mondo che ci immaginiamo quando ascoltiamo i racconti dei nostri nonni che quell’epoca l’hanno vissuta.
E che finale
Circa due ore di visione, fiato sospeso ed il rischio di un calo di zuccheri per ogni evento inaspettato, portano al finale straordinario. Spunto di riflessione per un discorso sulla parità di genere universale, che trascende la singola vicenda di Delia ed entra nelle vie di ognuno di noi, dal 1946 ad oggi.


