Ogni generazione ha avuto i suoi idoli e personaggi iconici. Passando in maniera inosservata sono proprio loro ad aver creato sogni e visioni future. Cambiano i tempi e cambiano anche le mode, ma quanto sono cambiati effettivamente i cartoni animati?
L’evoluzione dell’animazione riflette a pieno i cambiamenti sociali degli ultimi cinquant’anni. Si è quindi creato un ciclo continuo in cui la società modella i cartoni che a loro volta modificano l’immaginario collettivo.
Generazioni e Cartoni animati a confronto
Mettendo a confronto le varie generazioni, troveremo un gap incredibile tra di loro:
- Baby Boomer: riguardano personaggi che tutti conosciamo (Tom e Jerry, Looney Tunes, Scooby Doo). Sono la generazione della tv che diventa rito familiare ed il primo merchandising di massa.
- Gen X: la generazione dell’arrivo degli anime (Goldrake, Candy Candy) ma anche icone come I Puffi. Con loro ci si apre all’immaginario giapponese e la cultura nerd del collezionismo.
- Millennial: a loro vanno i cartoni piu ricordati (I Simpson, Dragon Ball, Pokemon, Sailor Moon). Nascono i fandom globali e si abbatte il confine tra animazione per bambini e adulti.
- Gen Z: nei cartoni animati arrivano meta-narrazione, fluidità, superamento del “cattivo assoluto”. C’è più consapevolezza della salute mentale, inclusività e decostruzione degli stereotipi di genere. Gli esempi migliori sono Adventure Time, Steven Universe e Gravity Falls.
- Gen Alpha: un cambio repentino di contenuti (Miraculous, CoComelon). È la generazione dei ritmi iper-stimolanti e dei micro-formati. Sono la rappresentazione dell’abbassamento della soglia di attenzione dei ragazzi e del consumo algoritmico. A questo si aggiunge l’apprendimento collaborativo.

Dalla TV a Youtube: un cambio repentino
Il modo in cui l’animazione viene fruita è cambiata drasticamente negli anni. Ha rivoluzionato le nostre abitudini quotidiane, nonché la struttura stessa delle storie e il senso di comunità tra spettatori. Tra gli anni ’70 e ’90 la regina indiscussa era la TV lineare. Le sue peculiarità? Appuntamenti fissi pomeridiani (l’iconico Bim Bum Bam), palinsesti rigidi e puntate giornaliere o settimanali. Erano quello di cui tutti i ragazzi parlavano, argomenti di conversazione che ogni giorno erano presenti nelle classi. Bisognava fare attenzione però: perdere una puntata significava perdere quella parte di trama per sempre.
Il tutto cambia con l’avanzare della tecnologia: DVD, VHS, piattaforme On-Demand, fino ad arrivare ai giorni più recenti con le piattaforme di video brevi (YouTube, TikTok). I contenuti riguardano ora ritmi frenetici, storie in pochi secondi. Questo ha permesso una viralità che si distacca dalle emittenti tradizionali, permettendo anche a persone comuni di fare successo e diventare celebrità. È quindi palese che dalla lentezza tipica dei palinsesti allo scrolling frenetico, l’animazione non è più un mezzo collettivo ma bensì un consumo istantaneo. Non siamo solo noi ad essere cambiati, ma anche il modo in cui i nostri ricordi vengono costruiti.
I cartoni animati non sono mai stati soltanto un passatempo per bambini e ragazzi, ma uno specchio fedele della società che li ha prodotti. Dai pomeriggi davanti alla tv alle maratone su TikTok è cambiato tutto, il bisogno di immedesimarsi in una storia è però rimasto. Oggi, per capire chi siamo stati davvero, e come la società stia cambiando, basta guardare cosa attira lo sguardo di un bambino davanti a uno schermo.



Io sono baby boomer, millenial e Gen Z tutti insieme ahaha