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Eurovision Song Contest 2025: regolamento e curiosità

L’Eurovision Song Contest, l’evento di natura non sportiva più seguito al mondo (dopo gli Oscar), torna il 13 maggio 2025. Noi gareggiamo con “Volevo essere un duro” del sempre tenero Lucio Corsi, secondo classificato al Festival di Sanremo 2025. Anche conosciuto come il festival più veloce di sempre, di questo ringraziamo Carlo Conti. Leggi il regolamento… poi ti sveliamo qualche curiosità.

L’Eurovision ha poche regole

Il numero totale degli Stati che possono parteciparvi è 44, tutti quelli che sono affiliati all’EBU (European broadcasting union – Unione europea di audiodiffusione). Tra questi 44 Stati ce ne sono 6 che sono più privilegiati di altri. L’Italia (stranamente) è tra questi.

A determinare l’accesso diretto e sicuro c’è la combo 5 più 1. Sono cinque i cosiddetti “Big Five”, cioè Italia, Spagna, Francia, Regno Unito e Germania. Il sesto privilegiato è il Paese vincitore della precedente edizione. Se la matematica non è un’opinione, escludendo questi 6, sono 38 i Paesi che, nel corso delle due semifinali, devono contendersi il posto alla finale. Le semifinali sono (quasi) sempre il martedì ed il giovedì di maggio. La finale si gioca tutta il sabato della stessa settimana.

Ovviamente le canzoni selezionate, che rappresentano un intero Paese, sono vincitrici di un premio nazionale. Per intenderci, la nostra canzone vincitrice del Festival di Sanremo (nostro festival musicale nazionale) va diretta all’Eurovision. Tranne casi particolari. Il primo classificato può decidere (chiaramente) di sottrarsi e quindi, di diritto, va il secondo classificato. Esattamente quello che è successo quest’anno con Lucio Corsi.

Non erano poi così poche le regole

Ve la volevamo fare semplice, ma la lista è abbastanza lunga e cercheremo di essere quanto più concreti possibile. Dal punto di vista tecnico ci sono due regole essenziali da seguire. Per la gioia dei fan del cantautorato, delle voci sublimi e “d’altri tempi”, ve lo diciamo a gran voce: niente autotune! Così come è impossibile cantare in playback. Chiaramente non si possono portare in gara cover né copie di altri brani editi (peccato perché la Spagna voleva portare la traduzione di “Annarè” di Gigi d’Alessio).

Necessario un videoclip delle canzoni in gara, che non devono risalire a prima del 1 settembre dell’anno antecedente alla gara. Poi niente roba che riguardi politica, niente roba promozionale e (ovviamente) niente roba offensiva.

Se avevate pensato di proporre a Lucio Corsi di portare un topo vero durante l’esibizione, sappiate che è proibito. Le coreografie non prevedono l’ingresso sul palco di animali. Ok abbiamo (quasi) finito. Ultima cosa: sul palco possono salire max 6 partecipanti, vale anche e soprattutto per le band. Tutti devono avere un’età minima di 16 anni compiuti prima del giorno della finale. Non puoi votare il tuo Paese. Non ci pensare nemmeno.

Le curiosità che piacciono ad YPO

Quest’anno si ritorna in Svizzera… ed è proprio svizzera la prima vincitrice dell’Eurovision Song Contest, tenutosi nel 1956. Il brano è “Refrain” di Lys Assia.

Due sono i Paesi che hanno vinto di più: Irlanda e Svezia, ognuna ha vinto per ben 7 volte l’Eurovision Song Contest. Noi italiani abbiamo esultato solo per tre volte. Rispettivamente con Gigliola Cinquetti e la sua “Non ho l’età (per amarti)”.

Nel 1990 vince il grandissimo Toto Cutugno, col suo brano intitolato “Insieme”. Poi, la GEN Z lo ricorda meglio di tutti… i Måneskin con “Zitti e buoni “.

Vi auguriamo una buona visione. Per non ricevere ciabattate in faccia dai vostri fratelli durante la visione “Vi conviene stare zitti e buoni”.

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