Free Assange: questo il motto presente su striscioni e spillette, dall’Italia agli Stati Uniti, tutti uniti contro la libertà del diritto alla parola. Julian Assange ha raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per essere liberato e fare ritorno a casa sua, in Australia.
Ieri infatti Julian Assange ha potuto riabbracciare sua moglie all’aeroporto di Canberra, dove è atterrato nella giornata di ieri.

Assange rischiava di essere condannato a 175 anni di carcere per aver violato l’Espionage act che punisce chi è sleale, in questo caso diffondendo materiale, nei confronti dell’esercito statunitense.
Assange infatti era stato incriminato con 18 capi d’accusa, per aver diffuso informazioni mediante la piattaforma da lui fondata, WikiLeaks. Nelle informazioni da lui diffuse c’erano le pratiche delle torture utilizzate Guantanamo, nonché le uccisioni di civili durante le guerre in Iraq ed Afghanistan.
L’accordo raggiunto da Assange è stato questo: si è dichiarato colpevole di aver ottenuto e diffuso in modo illegale documenti sensibili. Grazie a questa sua dichiarazione di colpevolezza, è stato condannato a 5 anni di reclusione, pena già scontata in Inghilterra, dunque ha potuto fare rientro a casa, in Australia.
Dov’era Assange in questi anni, e perché ha scontato 5 anni di reclusione in Inghilterra?
Nel 2012 Assange, per sfuggire ad una richiesta di estradizione in Svezia dove era stato accusato di violenza sessuale e stupro (accuse archiviate), si era rifugiato nell’ambasciata ecuadoriana a Londra.
Nel 2019 è stato cacciato dall’ambasciata ecuadoriana ed arrestato dalle autorità britanniche.
Dal 2019 era detenuto nel Regno Unito, in attesa di essere estradato negli Stati Uniti.
L’estradizione negli USA però non è mai avvenuta poiché i suoi avvocati temendo per la sua salute fisica e psicologica si erano sempre opposti a questa richiesta di estradizione.
Julian Assange è ritornato a casa, dopo un calvario giudiziario che va avanti dal 2012, continuerà la sua attività perseguendo sempre l’informazione libera oppure farà altro?
Noi di YPO, utilizzando la nostra voce e la nostra penna per farci sentire, siamo a favore della libera informazione, a patto che questa non leda nessuno.


