Il nuovo album di Ernia è uscito da pochi giorni ma sta già riscuotendo un notevole successo: tra le canzoni più amate ed ascoltate c’è sicuramente Il gioco del silenzio, un vero e proprio viaggio nell’introspezione umana.
Il silenzio come gioco di manipolazione?
Ernia piace tanto proprio perché i suoi testi sono uno specchio di ciò che spesso sentiamo.
Il rapper milanese descrive il silenzio come un modo usato dall’altra persona per far soffrire: tutto questo rientra all’interno di un gioco di manipolazione.
Tu non sei neanche cattiva quindi non capisco i fini
Mi hai reso una marionetta finché non ho visto i fili
E mi hai incolpato un po’ di tutti i tuoi problemi
A ciò si aggiunge la ricerca delle parole con cui riempire il vuoto che è stato lasciato:
Cerco parole e ci riempio
Il vuoto che lasci te
In fondo il male cos’è?
È ciò che sai fare meglio
Gli effetti del silenzio
L’uso improprio del silenzio può avere delle cause: Ernia esprime l’amarezza che deriva dal male provocato dal silenzio:
Sicuro meglio meglio di me
Qualcosa che non c’è più
Ma che rumore fa?
Come sto? e tu come stai?
In questa strofa si aggiunge un altro piccolo ma importante dettaglio: il male non è solo ciò che l’altro sa fare, ma è anche ciò che sa fare meglio rispetto a noi.
Il silenzio come strumento di introspezione
Spesso è il silenzio che vige tra due persone a descrivere la realtà di un rapporto, non le parole: esso è usato molte volte in maniera spavalda come una sorta di castigo (silenzio punitivo) o perché a volte si ha la consapevolezza che forse è meglio tacere. Insomma, dovete saper usare le parole ma anche il vostro silenzio, perché anche quello può essere importante.


