“Non se lo aspettava nessuno. Lo stavamo aspettando tutti.” Così i profili social di 42 Records, etichetta discografica indipendente italiana fondata a Bologna nel 2007, annunciano post mortem, il nuovo album de i cani.
I Cani: il progetto
Il progetto musicale I Cani nasce nel 2010 per volere del cantautore e produttore romano Niccolò Contessa, che si circonda negli anni di importanti collaboratori sia in studio che nei live. Il progetto vede i suoi primi pezzi pubblicati su SoundCloud e nel 2011 debutta sulle piattaforme digitali con Il sorprendente album d’esordio de I Cani, pubblicato da 42 Records di Emiliano Colasanti.
L’album riscuote da subito un enorme successo e viene seguito nel 2013 da Glamour, più maturo e ambizioso, che consolida il culto attorno al progetto. Ma è con Aurora del 2016 che I Cani raggiunge la piena consacrazione artistica.
Dopo Aurora, il progetto musicale de I Cani sembra prendersi una pausa. Niccolò Contessa si è dedicato a diverse collaborazioni e produzioni per altri artisti. Nel 2023 esce a sorpresa l’EP I Cani Baustelle, una collaborazione con la band toscana Baustelle.
Da I Cani a i cani: post mortem

Post mortem, il quarto album, arriva a sorpresa nella mattinata del 10 aprile 2025, ben nove anni dopo l’uscita di Aurora. L’album è distribuito da Sony Music Entertainment, è stato scritto, registrato, suonato e cantato da Niccolò Contessa al Pot Pot Studio ed è stato prodotto da Niccolò Contessa insieme ad Andrea Suriani, che si è occupato anche di mix e master.
Dopo quasi un decennio, ci troviamo di fronte a un nuovo album che si presenta come una sentenza, con brani dai titoli criptici e dalla durata variabile, tutti rigorosamente scritti in minuscolo, così come il nuovo nome del progetto, che da I Cani diventa i cani. Una differenza all’apparenza piccola, ma che non è passata inosservata ai fan della band-non-band.
Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo album?
Post mortem si compone di 13 tracce che esplorano note malinconiche e tentativi di fuga, tra domande irrisolte, denunce e critiche all’ipocrisia, con rimandi letterari e silenzi che lasciano spazio alla pura musica e invitano a riflettere.
La prima parte si sviluppa in un crescendo che va dai dubbi esistenziali alla realizzazione di essere immersi in un mondo che implode nelle sue ironiche contraddizioni e che ti porta a schiacciarti insieme a lui.
Ad Antonio quando era sull’autobus / l’han trovato per terra sdraiato a ridere / forse si è reso conto, reso conto / di cosa c’è davvero / gli è venuto un pensiero / è finito / nel buco nero.
È un viaggio tra confusione e frustrazione, in cui nessun tentativo di cambiare le cose ti assolve dalle colpe che hai accumulato nel tempo esistendo in un mondo che va alla deriva. Non resta che cedere, cadere nell’omologazione, “fare come fanno tutti“. Così arriva la morte.
E a dividere perfettamente l’album in due parti troviamo la title track, uno strumentale struggente che mette il mondo in pausa nel momento di massimo dolore e successivo vuoto, una marcia funebre che si conclude con un rintocco di campana per un tempo ormai finito.
Il post mortem è il cinismo e la disillusione, il momento in cui alziamo i muri, le immagini kafkiane che rimandano a noi che siamo diventati altro da noi, la stanchezza esistenziale che ci porta a mentire a noi stessi e agli altri, perché tanto
nella parte del mondo in cui sono nato, in cui sono nato / tutto è già stato detto / tutto è già stato pensato / […] / tutto è corrotto, tutto è sbagliato.
Non bastano gli affetti, non esiste amore, tutto incenerisce.
Ma anche nel buio si nasconde un piccolo spiraglio di luce. In chiusura, dopo quasi un minuto di semi-silenzio, troviamo una ballad che ci ricorda l’importanza dei momenti di difficoltà. In uno spazio onirico dopo la nostra Odissea in bilico tra vita e morte, tra terra e fine del mondo, in un mare di conflitti con noi stessi, Contessa ci ricorda che anche dopo le onde alte che ribaltano tutto e ti fanno sentire perso si può provare a tornare alla riva. Ed è quando tocchi di nuovo la terra ferma che ti rendi conto che il viaggio in realtà non finisce mai. Ti rialzi e desideri rimetterti sulla nave, pronto ad affrontare un’altra onda, forse alla ricerca di riscatto, o forse perché siamo abituati al dolore.
Rinizia l’album. Ci sono di nuovo io.
i cani: una nuova direzione?
Niccolò Contessa è conosciuto per il suo carattere schivo e riservato. Sono state poche le occasioni in cui ha rilasciato interviste e ha parlato dei suoi progetti futuri. Fino ad ora non si è ancora espresso sulla pubblicazione del nuovo album né sul cambio di nome del progetto. Al momento, c’è solo la musica a parlare.
Che sia un nuovo inizio o un addio, oggi ci è stato donato un album intenso e coinvolgente. Non ci resta che ascoltarlo e riascoltarlo, ogni volta la prima volta.


