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Martina Attili si racconta: prima e oltre Cherofobia

Martina Attili, cantante e cantautrice nota grazie alla partecipazione a XFactor nel 2018, si racconta: il suo percorso artistico intrapreso con forte passione, il boom di visual e una strada nuova, con l’ EP Signorina Rivoluzione.

Martina Attili: tra palco e realtà

Nata a Roma il 3 maggio 2001, Martina Attili dà avvio alla sua notorietà grazie alla partecipazione ad XFactor nel 2018, dove ha gareggiato nella squadra di Manuel Agnelli. Forte successo riscosse la sua esibizione alle audizioni: la Attili deliziò il pubblico con il suo inedito Cherofobia.

Il forte significato del brano, in commistione con la giovane età e la voce puerile dell’autrice, hanno riscosso un impatto influente sui social: boom di visualizzazioni su YouTube, e la certezza di un ricordo categorizzato di Martina Attili negli spettatori, destinato a durare nel tempo.

Dietro il successo c’è sempre un percorso di vita; Martina si racconta così ad YPO:

«Ho iniziato a cantare perché i miei genitori erano animatori; alle feste c’era il karaoke, dotato di basi pre-impostate di Bennato, nonché colonna musicale della mia fiaba preferita, Peter Pan. Da quando ho imparato a leggere, ho dunque cominciato a cantare al karaoke.

Da quel momento ho iniziato a frequentare un centro musicale estivo. Tuttavia la mia passione è deviata, per un periodo, verso il pattinaggio sul ghiaccio; ho ripreso a suonare la tastiera solo dopo un grave incidente all’età di 14 anni, per cui ho dovuto necessariamente smettere di praticare sport a livello agonistico».

Martina sottolinea che la scrittura è sempre stata una costante nella sua vita, solo dal canto aveva preso una breve pausa per interessi sportivi.

Cherofobia: il pubblico che limita

Cherofobia è la canzone di esordio della Attili, la quale riuscì a esprimere una condizione che attanaglia spesso i giovani, dando sia una voce alla loro “paura della felicità”, sia speranza di essere compresi nella loro complessità, spesso ignorata.

I giudici furono profondamente colpiti dalla sua audizione; Fedez in particolare la lodò, dicendo:

«Dopo di lei non riesco più a immaginare qualcuno migliore su questo palco»

La standing ovation fu una reazione inevitabile e spontanea.

Tuttavia, è spesso difficile riuscire a staccarsi da un titolo, quando questo finisce per caratterizzare l’intera personalità musicale di un cantante. Dopo 7 anni, inevitabilmente si verificano cambiamenti di generi e tendenze artistiche, per cui si sente la necessità di non essere associati a un canone.

A proposito del distacco da Cherofobia, Martina ci espone:

«Il successo è iniziato con Cherofobia, non con il mio nome, ed è certamente una cosa positiva: al cantante interessa in primis far conoscere la sua voce. Ciononostante è stato (ed è) difficile distaccarsi dal mio primo lavoro: anche quando invito all’ascolto di nuovi singoli, gli interlocutori non sono disposti a superare il legame con il mio esordio, rifiutando di affacciarsi al nuovo. Capisco l’empatia di massa per Cherofobia, ma spero possano finire per adorare più canzoni insieme, non riservando il legame esclusivo con una soltanto».

Oltre Cherofobia: Signorina Rivoluzione

Martina Attili continua, andando ben oltre Cherofobia, a essere una voce strenua nel mercato discografico, volta alla diffusione di ideali di uguaglianza, che spesso si pongono come grido generazionale.

Anticipato dall’omonimo singolo pubblicato ad aprile, Martina Attili ha annunciato il nuovo album Signorina Rivoluzione (Zoo Dischi / ADA Music Italy) il 9 maggio 2025 su tutte le piattaforme digitali.

In Signorina Rivoluzione è rilevante il nuovo singolo L’Uscita degli artisti; qui Martina Attili collabora con Pierdavide Carone, reduce dalla vittoria a Ora o mai più e dall’esperienza al San Marino Song Contest.

Di forte impatto emotivo risulta essere “Eva e Adamo”, avente come tema principale l’abuso. Riguardo il senso di responsabilità ,dell’essere portavoce di fatti di cronaca di portata così grande, Martina afferma: «La canzone è nata da un TikTok; mi colpì particolarmente un processo dove l’aborto sembrava essere condannato sempre, anche in circostanze diversificate e distanti tra loro. Il pubblico ha estratto dalla canzone una condanna all’abuso, e spesso mi hanno raccontato esperienze personali drammatiche: in quel momento ho capito la responsabilità che aveva il mio singolo. Cerco sempre l’ispirazione nelle storie altrui, grazie alle quali tendo ad appoggiare e sposare una causa sociale».

Giovani musicisti: tra sogni e difficoltà

Martina Attili predilige un genere musicale che esalta le sue qualità vocali, in contrasto con il mercato discografico che spesso richiede hit, destinate alla caducità. Riguardo questo argomento, la Attili si esprime: «Non devono esistere remore nella pratica di un genere musicale, che più compiace le attitudini personali. Piuttosto sarebbe positiva la compresenza di luoghi dove attingere a più generi musicali tanto diversificati; la musica è condivisione, dunque dovrebbe esserci integrazione continua».

Martina Attili: tra live ed emotività

Signorina Rivoluzione ha dato il via a numerosi live, che vedono la Attili protagonista. A proposito della gestione dell’emotività durante le esibizioni, Martina dice: «La mia emotività fuoriesce soprattutto quando si tratta di parlare; divento alquanto emotiva durante le conversazioni. L’emotività da palcoscenico è stata alimentata dagli anni di fermo durante il Covid-19. Da quando si è verificata la possibilità di tornare a comunicare dal vivo, mi emoziona sempre il live, per le sensazioni positive che mi trasmette. D’altronde ho lavorato tutta la vita per arrivare a cantare su un palco. Quando cresci con la foga di fare questo mestiere, sei preparato a feedback positivi, per cui non è stato uno shock il mio cambio di vita. L’ho vissuto con gratitudine, forte emozione, ma anche consapevolezza».

«Dal raggiungimento del primo successo a XFactor, ho percepito il traguardo come un gradino, e spero mi porti verso una strada che mi permetterà di acquistare una casa con giardino!».

Martina Attili conclude l’intervista con giovane speranza e realistica ironia.

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