Nino Sarratore è il protagonista più controverso dell’Amica Geniale. Amato e odiato allo stesso tempo, è riuscito senza fatica ad aggiudicarsi il titolo del “Don Giovanni Patologico“. Dopo il ritorno della serie televisiva, l’Amica geniale, riadattata ai romanzi di Elena Ferrante, l’antipatia e il disprezzo verso questo personaggio sono cresciuti.
Nino Sarratore è l’esatta incarnazione dell’uomo narciso: uomo incapace di trovare la propria identità, cerca morbosamente di controllare e manipolare il centro della scena. All’inizio del racconto, vediamo questo personaggio nei panni di un ragazzo insicuro e ben educato, che vuole ad ogni costo emanciparsi dal contesto sociale in cui è cresciuto, quello del rione; poi, inizia ad uscire pian piano la sua vera personalità.
In questo personaggio si percepisce un eccessivo bisogno di ammirazione: nel rione, il giovane pensa di essere speciale ed unico, esalta in ogni modo le sue abilità mentali per ottenere ammirazione e stima con comportamento che mira ad attaccare l’altro.
Lenu’ e il Love Bombing
Il love bombing è una vera e propria trappola d’amore, in cui ci si ritrova ingabbiati in una relazione “d’oro”, dove tutte le attenzioni, le promesse, le dichiarazioni e le dimostrazioni puntano ad una sola cosa: accrescere e nutrire il proprio ego. Sarratore utilizza di tutto con le sue prede, ricorre addirittura alla metafora dell’anima gemella per manipolare e per arrivare a toccare le coscienze comuni. Nino ha infatti capito, che per fare strada, necessita dell’amore delle donne che trova lungo il suo percorso: Nadia, Lila, Lenù e Silvia. Come un attore desideroso di fama, le corteggia, le ammalia, investendo su di loro forza ed energia, le fa affezionare fino a renderle completamente dipendenti dal suo “amore” e sfruttando la loro intelligenza per farsi strada nella società.

Per tutta la prima parte della storia, finge così bene di essere un ragazzo perbene, con sani valori, che quando improvvisamente rivela la sua natura, lo spettatore rimane incredulo, disgustato e deluso.
Nino è un personaggio che non ammette di sbagliare, poiché l’errore rovinerebbe la sua immagine di uomo perfetto.
Perché Elena è innamorata di Nino Sarratore?
Se questo personaggio incarna davvero il “narciso per eccellenza”, perché Lenù, matura e intelligente, non riesce a rendersi conto di tutto questo? Nino appare agli occhi, nostri e di Elena, un ragazzo sensibile, forte e capace.
Lenù è cresciuta in una famiglia povera, in cui l’equilibrio genitoriale è reso instabile da imposizioni, critiche e minacce, la protagonista vede, in questo tipo di ragazzo, un’oasi sicura, un porto felice su cui concentrare tutto ciò che gli è stato negato: amore, sicurezza e stabilità. Affamata di affetto, ricerca nello scugnizzo il suo bisogno d’amore.
Nino con le sue attenzioni la fa sentire speciale, colma il vuoto lasciato dalla freddezza e dall’indifferenza della madre. A causa di questa educazione da parte della sua famiglia, Elena scambia l’atteggiamento ipocrita e tossico di Nino per un amore puro e buono che non conosce limiti. Da ragazza fino all’età matura, si aggrappa all’immagine comportamentale di Nino, prodotta durante il love bombing. Bassa autostima, scarsa fiducia, paura dell’abbandono, ricerca di approvazione e bisogno d’amore, rendono Elena la preda perfetta di una relazione narcisistica.
Personaggio odiato dal suo stesso attore
Persino l’attore (Francesco Serpico), che interpreta questo personaggio da ragazzo, odia Nino Sarratore. L’attore ha infatti più volte dichiarato, nel corso delle varie interviste, di odiare il personaggio di Nino: lo descrive come «inquieto, fanatico, brillante ma allo stesso tempo cupo con una personalità arrogante ed egoista». Serpico, in più occasioni, ha ammesso che il personaggio del narcisista sia stato molto difficile da interpretare e soprattutto da tollerare.
Sulla bacheca Instagram del giovane, compare addirittura una foto che lo ritrae mentre fa il dito medio al personaggio di Sarratore. Lo scatto autoironico è stato fatto proprio per sottolineare l’odio e l’antipatia verso il Nino di turno.

Cattiveria non fisica, ma infinita!
Una cattiveria che non ha nulla di fisico ma non per questo è meno grave, meno atroce per chi la subisce, una malvagità mascherata dietro a una buona educazione, una superficialità nei rapporti e nelle relazioni che Nino instaura con le donne, esattamente con le stesse dinamiche relazionali che si ripetono all’infinito.
Una sconosciuta di nome empatia
La realtà è che Nino Sarratore è un uomo privo di empatia, non riuscirà mai a innamorarsi davvero di qualcuno, perché è troppo preso da sé stesso, non riuscirà mai a comprendere la gravità delle proprie azioni e gli effetti che queste arrecano alle persone che gli stanno accanto. Questo aspetto lo scopre anche Elena che, alla fine, si rende conto di cosa sia in realtà il ragazzo che ha amato per tutta una vita.
Il personaggio di Elena, nel momento in cui si rende conto di come sia realmente Nino Sarratore, si “alleggerisce da un peso”, per aver riconosciuto la superficialità di quell’uomo. Una caratteristica, la superficialità, che sembra innocua ma che cela dentro di sé una cattiveria infinita: “infinita” perché non si cura degli altri ma li calpesta “senza farlo apposta”.


