Ti presentiamo la storia del medico San Ciro: uomo di grande fede che si fece decapitare pur di curare gli ammalati. Scopriamolo insieme!
Dove?
Era il III secolo, nel lontano impero romano. Al potere c’era l’imperatore Diocleziano che, dopo aver consultato l’oracolo di Apollo, decise di dare vita alla sua idea folle: perseguitare tutti i cristiani.
Ciro nacque ad Alessandria d’Egitto, dove svolgeva la professione di medico accogliendo malati, soprattutto poveri e non chiedeva alcun tipo di compenso: proprio per questo motivo, riuscì a convertire molti pagani al Cristianesimo.
Cosa accade?
In quel tempo nella città egiziana vi erano molti tra astrologi, maghi e indovini, che spesso causavano disordini e rivolte. L’imperatore Diocleziano cominciò a perseguitarli, non facendo alcuna distinzione tra medici e maghi. Ciro fu costretto a lasciare la città e si ritirò in Arabia. Nella solitudine poté dedicarsi totalmente alla preghiera e alla meditazione. Pur vivendo nel deserto Ciro continuava ad accogliere malati che curava non più con le medicine ma con la preghiera. La sua fama di taumaturgo iniziò, così, a diffondersi in tutto l’Egitto.
Il discepolo di Giovanni
Uno dei suoi primi discepoli fu Giovanni, un ex soldato dell’esercito romano che, una volta convertito, si dedicò anche lui alla preghiera e alla meditazione, e, quando il suo maestro decise di tornare ad Alessandria, lo seguì.
Ai due monaci eremiti giunse notizia che tre fanciulle erano state arrestate, insieme alla loro madre, con l’accusa di essere cristiane. Così, Ciro e Giovanni si recarono in città per sostenerle nella loro fede e nella loro testimonianza. Il governatore li fece imprigionare e durante il processo tentò di corromperli promettendo ricchezze e onori. Ma vedendoli decisi nella testimonianza della loro fede, decise di decapitare sia i monaci che le quattro donne.
L’Eroico martirio
Ciro e Giovanni vennero bastonati, bruciati con fiaccole e, per straziarli dal dolore, le loro carni piagate furono cosparse di aceto e sale. Ciro, una volta immerso nella pece bollente, sopravvisse e per questo si pensò alla decapitazione. Il martirio avvenne il 31 gennaio dell’anno 303.
San Ciro: patrono di Portici
Oggi San Ciro è tra i santi più invocati di Napoli, in particolare nella città di Portici, cittadina alle pendici del Vesuvio, San Ciro è il santo patrono dal 1776, dai tempi dei Borbone. Questi ultimi, noti per la profonda devozione al cristianesimo e a San Ciro, commissionarono l’attuale statua lignea venerata dai porticesi sin dal 1770. Giuseppe Moscatelli, sacerdote di Portici, amico della famiglia reale, fu il portavoce di un culto che dura tutt’oggi: fu lui, infatti, a richiedere di trasferire parte delle reliquie del santo, dalla Chiesa del Gesù Nuovo di Napoli a Portici. E sempre lui che, nel 1764, anno dell’epidemia di peste, invitò il popolo a rivolgersi con devozione al santo degli ammalati, invocandone la protezione.
IL CULTO DI SAN CIRO A PORTICI
Oggi è ancora un’occasione molto attesa e amata dai porticesi. Durante la festa di San Ciro uno dei colori più indossati dai fedeli è l’amaranto, il colore del saio del santo, ormai identificato come “color San Ciro”.
Quella di San Ciro è una festa emozionante, un culto ben radicato che coinvolge da secoli le famiglie porticesi e napoletane, di generazione in generazione.
Buon onomastico a tutti i “Ciro”!


