Internet è un posto a tratti meraviglioso, a tratti luogo di perdizione, e come tante altre cose, bisogna saperlo usare per goderne appieno. Potrebbe capitare, quindi, che i più distratti non si rendano conto di ciò che leggono e/o vedono, intaccando facilmente nella fossa delle fake news, o, per i meno poliglotti, delle bufale.
Ammettiamolo, a quanti di voi sarà capitato di cedere alla tentazione del titolo clickbait, mandando in pappa il computer beccando 30 virus e hacker diversi, aprendo 10 finestre che ti avvisavano che Anastasia23 si sentiva sola e calda e a solo 2 km da te, approdando nei peggiori siti porno solo perché avevate letto che Berlusconi si era fatto (un) prete.
Se qualcosa sembra troppo assurda per essere vera, è perché probabilmente è così. In questi 20 anni di internet, di fake news ne sono volate a bizzeffe, ma ce ne sono state alcune che hanno fatto quasi gelare il sangue per quanto fossero azzardate.
La morte di Carlo II

Cominciando da una bufala più recente, sicuramente ti sarà capitato di leggere della presunta morte di Carlo III. Che le sue condizioni di salute non fossero invidiabili, era già risaputo, ma che indossasse già il cappotto di legno era qualcosa a cui forse non eravamo ancora preparati. Sarà che la sua dolce mamma ha ben deciso di fargli sudare il trono per 70 anni facendo a gara a chi ce l’aveva più grosso, ma la sua morte, dopo nemmeno un anno dall’incoronazione, sarebbe stata al limite dell’assurdo.
La malattia ha chiaramente limitato la presenza del sovrano sulla scena pubblica, e per i complottisti, non c’è niente di meglio di situazioni del genere per scatenare il panico e tirar fuori teorie fantasiose. Questa bufala sembrerebbe essersi diffusa soprattutto tra la Russia e l’Ucraina, a cui le ambasciate londinesi a Mosca e Kiev ne hanno prontamente contestato la veridicità.
I Måneskin e la polvere bianca

Andando a ritroso di ormai tre anni, un’altra fake news che all’epoca fece molto scalpore riguardava i Måneskin, in particolare il cantante della band, Damiano. Quell’anno non solo vinsero Sanremo, ma si aggiudicarono il primo posto anche all’Eurovision, surclassando la Svizzera e, senza rancore, la Francia. Fu proprio un giornalista francese a diffondere una bufala anche abbastanza grave, secondo la quale Damiano avrebbe fatto uso di sostanze durante il contest musicale, approfittando di un frame di un video ed eliminando il contesto.
A smentire questa notizia fu l’esame tossicologico, risultato negativo, a cui Damiano si sottopose, e fu proprio lui a dichiarare successivamente che il motivo per cui era chino, era perché Ethan aveva fatto cadere un bicchiere, rompendolo. La vittoria del 9 luglio 2006 brucia ancora.
Jonathan Galindo

Per i più veterani e per gli amanti di storie horror, questo nome dovrebbe risultar familiare. In effetti, questo fantomatico Jonathan causò non pochi attacchi di panico generale quando la sua storia si diffuse nel 2020. In un mondo già provato da una pandemia, Galindo fu la goccia che fece traboccare il vaso. Ma chi era e che cosa faceva?
Molti media, riportavano la descrizione del soggetto come una versione inquietante e macabra di Pippo, personaggio della Disney molto amato, e a cui non penseresti mai se lo immaginassi come un matto serial killer. Il modus operandi era simile a quello dell’altrettanto nominata blue whale challenge: le vittime erano tutti ragazzini tra gli undici e i quindici anni, contattati su Facebook da Galindo, ai quali lanciava una serie di sfide e che poi culminavano con il loro suicidio.
Su questa figura vennero fatti articoli e programmi televisivi, ma fu solo grazie alle indagini della polizia che venne alla luce la vera natura di Galindo. Non si trattava altro che di un creepypasta, ossia un breve racconto dell’orrore che non ha nessun fondo di verità. A questo punto è più che mai evidente quanto pericolosa possa essere la disinformazione.


