Cinema e videogiochi possono sembrare mondi ben distinti, ma negli ultimi anni, tra adattamenti filmici e giochi dal taglio cinematografico, le differenze tra questi due mezzi di intrattenimento si stanno sempre più appiattendo. Il cinema incontra i videogiochi, mentre questi ultimi vogliono assomigliare sempre più ai film.
Il cinema scopre i videogiochi: i primi adattamenti
Correva l’anno 1993, in piena epoca Game Boy, quando uscì nelle sale il film Super Mario Bros., che portò al cinema, o almeno ci provò, la più grande icona Nintendo: Super Mario, interpretato da un Bob Hoskins affiancato da John Leguizamo nei panni del fratello Luigi. La pellicola, però, viene ancora oggi ricordata come un esperimento decisamente fallito.
Due anni dopo i cinema ospitarono Mortal Kombat, adattamento dell’omonimo picchiaduro. Fu il primo grande successo, sia al botteghino che per il pubblico, per questo nuovo ramo cinematografico appena nato. Il film infatti incassò 122 milioni di dollari a fronte di un budget di soli 20.
Negli anni successivi ebbero un buon riscontro anche Lara Croft: Tomb Raider del 2001 e Resident Evil del 2002. Entrambe pellicole, tra l’altro, con protagoniste femminili: rispettivamente Angelina Jolie e Milla Jovovich in ruoli diventati iconici.
Videogiochi verso il cinema: da Don Bluth a Hideo Kojima
Il primo vero passo che avvicinò l’arte videoludica a quella cinematografica può essere considerato il titolo arcade per LaserDisc Dragon’s Lair, del 1983. Il gioco è celebre per le sue scene animate dal regista statunitense Don Bluth, il quale lavorò per la Disney fino al 1979, anno in cui decise di andare via dall’azienda per fondare la propria casa di produzione, la quale darà i natali a importantissimi film d’animazione come Brisby e il Segreto di NIMH e Alla Ricerca della Valle Incantata.

Successivamente fu Another World, puzzle-platform del 1991 per Amiga, a introdurre una narrazione visiva pseudo-cinematografica, seppur ancora acerba. Altri titoli, come Prince of Persia del 1989 e Flashback del 1992, utilizzavano animazioni in rotoscopio simili a quelle dei corti Fleischer dei primi del ‘900 e di alcuni classici Disney come Biancaneve e i Sette Nani o Cenerentola.
Ma lo step più importante lo si ebbe grazie a Hideo Kojima, la mente dietro la cosiddetta “Metal Gear Saga”. Da ragazzo Kojima sognava di diventare regista per il cinema, ma il destino lo portò a intraprendere una strada apparentemente diversa, ovvero quella di game-director per Konami. Fu nel 1998 che grazie a lui il mondo dei videogiochi cambiò per sempre: usciva infatti Metal Gear Solid per la prima Playstation. Il gioco fu rivoluzionario per molti aspetti, tra cui la narrazione cinematografica veicolata attraverso filmati realizzati con grafica di gioco in 3D. Diversi film influenzarono Kojima e i suoi Metal Gear, in particolare i vari 007 e quelli diretti da John Carpenter, come 1997: Fuga da New York, con protagonista Kurt Russell nei panni di Jena “Snake” Plissken, che ispirò pesantemente il game-director giapponese nella creazione del suo Solid Snake.
Star-system: volti del cinema nei videogiochi
Uno dei primi volti noti di Hollywood a prendere parte a un videogioco fu l’attore Mark Hamill, protagonista della prima trilogia di Guerre Stellari. Hamill infatti è nel cast del titolo del 1994 Wing Commander III insieme a Malcolm McDowell, ovvero Alex DeLarge di Arancia Meccanica.
È negli ultimi tempi, però, che sempre più attori celebri si sono avvicinati al mondo dei videogiochi, probabilmente per le enormi opportunità di profitto legate a un’industria in ascesa che ogni anno guadagna circa 200 miliardi di dollari, più di cinema e musica messi insieme. A valorizzare ancora di più le prove attoriali nei videogiochi è il sistema “performance capture“. Inizialmente sviluppato per il cinema e adoperato in film come Il Signore degli Anelli e Avatar, questa tecnologia permette non solo di registrare i movimenti fisici degli attori come già faceva il motion capture, ma anche le espressioni facciali con assoluta precisione.
Altre star del cinema da citare sono, tra le tante, Keanu Reeves e Idris Elba in Cyberpunk 2077, Rami Malek in Until Dawn, Kevin Spacey in Call of Duty: Advanced Warfare e Giancarlo Esposito, il Gus Fring di Breaking Bad, in Far Cry 6.
Cast stellare per un solo gioco
L’autore di videogiochi che più si è avvicinato allo star-system del cinema è assolutamente Hideo Kojima, che già nel 2015 in Metal Gear Solid V: The Phantom Pain fece doppiare Snake, il protagonista, a Kiefer Sutherland. Lo stesso anno Kojima fu costretto a lasciare Konami per divergenze creative, rendendo indipendente il suo team interno, Kojima Productions, il quale si mise subito al lavoro nello sviluppo di Death Stranding, uscito nel 2019. Death Stranding vanta una rosa di attori senza precedenti: Norman Reedus (The Walking Dead) nel ruolo del protagonista, poi Mads Mikkelsen (Doctor Strange, Casino Royale), Léa Seydoux (Dune: Parte Due, No Time to Die), Margaret Qualley (C’era una Volta a Hollywood, The Substance) e i due registi Guillermo del Toro (premio Oscar per La Forma dell’Acqua) e Nicolas Winding Refn (Drive, The Neon Demon).
Il sequel, in uscita a giugno 2025, vedrà l’aggiunta nel cast di Elle Fanning (A Complete Unknown), il regista George Miller (saga di Mad Max) e il nostrano Luca Marinelli (M – Il Figlio del Secolo, Lo Chiamavano Jeeg Robot), che Kojima adocchiò già nel 2019 per il suo ruolo in Martin Eden.

Gli adattamenti più recenti e quelli di maggiore successo
Per gli appassionati di videogiochi che vogliono di nuovo immergersi in certe atmosfere, o per chi vuole avvicinarsi al mondo videoludico attraverso il cinema, tra film e serie-tv c’è l’imbarazzo della scelta.
I più recenti sono Un Film Minecraft, con Jack Black e Jason Momoa, che adatta per il cinema lo sconfinato mondo cubico dove è possibile costruire qualsiasi cosa, e Until Dawn, ispirato al celebre survival-horror del 2015.
Quelli di maggiore successo sono, invece, Super Mario Bros. – Il Film del 2023, attualmente al quinto posto tra i maggiori incassi della storia dell’animazione. Poi Sonic – Il Film del 2020, che vede l’iconico riccio blu di SEGA catapultato nel mondo reale, e Detective Pikachu del 2019.
Adattamenti consigliati e in uscita
Tra i più consigliati c’è assolutamente The Last of Us, di cui è attualmente in onda su Sky la seconda stagione prodotta da HBO. La serie ripercorre le vicende di Joel e Ellie, interpretati da Pedro Pascal e Bella Ramsay, entrambi già noti per Game of Thrones. I due devono sopravvivere in un mondo devastato da un’epidemia che ha trasformato gran parte della popolazione in creature simili a zombie. La prima stagione è stata nominata, nel 2023, agli Emmy Awards in 24 categorie, vincendone 8.
Altra serie molto apprezzata è Fallout, prodotta da Amazon e ambientata nel mondo post-apocalittico retrò della saga omonima di Bethesda Studios. Lo scorso anno è stata premiata sia agli Emmy che ai Game Awards.
Per gli amanti dell’animazione è d’obbligo recuperare due serie Netflix. La prima è Arcane, che narra la storia di alcuni tra i più famosi personaggi giocabili in League of Legends. Arcane si è distinta per la trama avvincente ed emozionante, nonché per il peculiare stile d’animazione che mescola 2D e 3D con un dinamismo eccezionale. La seconda, invece, è Cyberpunk: Edgerunners, dal mondo fantascientifico metropolitano di Cyberpunk 2077. Si tratta di un anime prodotto dallo studio Trigger, caratterizzato da esplosioni di violenza ma anche da una storia coinvolgente e commovente nel finale.

Tra le opere già annunciate spiccano il film di Death Stranding, prodotto da A24 e supervisionato da Hideo Kojima; e poi una serie Amazon su God of War, saga che vede protagonista lo spartano Kratos alle prese con una furiosa vendetta prima contro il pantheon divino greco, poi quello norreno. Infine abbiamo un adattamento cinematografico di The Legend of Zelda, la storica serie Nintendo che segue le avventure dell’eroe Link, previsto per il 2027.
Cosa vedremo in futuro?
Il primo ad avere apertamente dichiarato di voler fondere i due medium è il già più volte citato Hideo Kojima. Egli è al lavoro, insieme a Sony, su un misterioso titolo di genere spionistico chiamato Physint, il quale, a detta sua, trascenderà le barriere tra cinema e videogioco. Cosa possiamo aspettarci? Si tratterà semplicemente di un’opera realizzata con approccio cinematografico o di qualcosa di ancora più ambizioso e pionieristico, come fu Metal Gear Solid quasi trent’anni fa?
Futuro inevitabile o fantascienza?
Non è quindi così difficile immaginare un’evoluzione tale, da ambo i lati, che possa portare definitivamente le due arti a fondersi e a far nascere nuovi mezzi di intrattenimento. In parte sta già accadendo: Bandersnatch, episodio della serie Netflix Black Mirror, permette allo spettatore di prendere decisioni in tempo reale per il protagonista. La storia così si dirama in maniera sempre diversa fino a uno dei tanti finali possibili. Poi ci sono le tecnologie di realtà virtuale (VR) e aumentata (AR). Queste, attraverso un visore, danno la possibilità a chi le utilizza di immergersi in altri mondi e prenderne parte. Nel frattempo le IA di ultima generazione stanno già venendo sperimentate per rendere ancora più intelligenti e reattivi i personaggi dei videogiochi. In questo modo l’esperienza dei giocatori si trasformerà in un qualcosa di estremamente fluido e naturale, simile a un film.
La pellicola del 1995 Strange Days e il videogioco Cyberpunk 2077 condividono l’idea di una tecnologia capace di fondere realtà virtuale e neuroscienze, così da far rivivere attraverso un visore le esperienze altrui, sia da un punto di vista sensoriale che emotivo; praticamente non guardi più il film, ma lo vivi in prima persona. È questa la direzione in cui stiamo andando?
In ogni caso sembra quasi, di questo passo, che il futuro non sia più da “guardare” o da “giocare”, ma da vivere. Siamo sicuri di essere pronti a tutto questo?


