Il 25 aprile 1945 non è una ricorrenza opinabile, il 25 aprile ha dato vita alla costituzione democratica dell’Italia che conosciamo, una costituzione nata dalla resistenza.
Il 25 aprile come simbolo di lotta per la liberazione dell’Italia
In realtà, va fatto un salto indietro, più precisamente all’8 settembre 1943, quando divenne effettivo l’Armistizio di Cassabile, piccola frazione Siciliana, e cioè la resa del Regno D’Italia agli Alleati. Ciò provocò l’occupazione dei territori italiani da parte dei tedeschi, e quindi ebbe inizio la resistenza, la guerra di liberazione dell’Italia dal nazifascimo. Dalla cosiddetta “mancata difesa di Roma”, che vide l’occupazione dei tedeschi della capitale, proprio l’8 settembre, quale contromisura all’armistizio firmato, fino al 9 settembre, quando ormai quasi tutte le infrastrutture, le reti ferroviarie, erano sotto il controllo tedesco. Dalle Alpi a Napoli, mentre a resistere invece furono la Sardegna, la Calabria ed alcune province pugliesi.

La nascita del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN)
Subito dopo la notizia dell’armistizio iniziarono a formarsi i primi Comitati di Liberazione Nazionale, il primo il 9 settembre, formato dai massimi esponenti dei partiti antifascisti, da poco usciti dalla clandestinità, fra cui Sandro Pertini, futuro Presidente della Repubblica italiana, Pietro Nenni Vicepresidente del consiglio dei ministri della Repubblica italiana ed anche Ugo La Malfa, più volte ministro. Nei giorni successivi i CLN iniziarono a moltiplicarsi per combattere le regioni occupate dai nazisti, e dopo pochi giorni i comitati erano strutturati al punto da poter iniziare la lotta armata. Inizia la RESISTENZA.
25 aprile 1945: il giorno dell’insurrezione
Ma in realtà i tedeschi iniziarono a darsela a gambe levate ancor prima, fuggirono infatti da Bologna il 20 aprile, il 23 aprile invece Genova compie un vero e proprio miracolo, costringe i nazisti alla resa senza l’aiuto degli alleati, è la prima regione d’Europa. Il 24 aprile ci pensa invece Milano, che da punto d’appoggio del regime, diventa Capitale Della Resistenza. Ancor prima però, sempre a Milano, il 28 marzo scioperano ben 104 fabbriche; iniziano le prove generali. Ecco, il 25 aprile è il giorno della liberazione, dell’ultimo guizzo, ma questo giorno non è un giorno “di parte” perché rappresenta il sacrificio fatto per la propria nazione da centinaia di migliaia di uomini.
Per Sandro Pertini, per i CLN, c’è ancora però una possibilità da dare a chi ha tradito la patria; arrendersi. Celebre è infatti la frase del futuro presidente della Repubblica: “Arrendersi o perire.”
Ecco cos’è (in breve eh), il 25 aprile, ecco perché non può essere una ricorrenza in merito alla quale c’è chi si indigna, chi vorrebbe venisse festeggiata in sordina. Il requisito minimo per poter vivere in uno stato repubblicano è riconoscere il 25 aprile, il suo valore, i suoi sacrifici.
Buon 25 aprile lettrici e lettori di YPO.


