Mentre gli storici discordano su come sia stata fondata, molti non la conoscono neppure. Deruta è un gioiellino nel bel mezzo del cuore verde d’Italia, in Umbria, centro della penisola. Sebbene sia spesso ignorata come meta turistica, questa cittadina resta un luogo autentico quindi chi siamo noi per non esplorarla seppur a parole? Il suo nome deriva dal latino díruta, ovvero in rovina, in riferimento alla fuga dei perugini dalla loro città in fiamme nel 40 a.C. Se quel furbacchione di Ottaviano non avesse dato fuoco a Perugia, i suoi abitanti non si sarebbero mai rifugiati sul colle dell’attuale Deruta.
Oggi nota per la sua produzione di ceramiche artistiche, vanta un’eredità artigianale che risale al Medioevo. Basti pensare che alcune delle fornaci più antiche risalgono al XVI secolo. Con queste stesse fornaci gli artigiani locali lavoravano l’argilla, creando pezzi unici con tecniche antiche e innovative per l’epoca. La città ospita il Museo della ceramica, il più antico in Italia, con una vasta collezione di pezzi storici, alcuni risalenti al Rinascimento.

Le creazioni artigianali di Deruta oggi si contraddistinguono per i colori vivaci, i motivi floreali o geometrici. Un’abilità che si può ammirare nelle botteghe cittadine dove i maestri ceramisti creano le loro opere. Le attività locali promuovono quest’arte organizzando laboratori di ceramica, eventi e workshop purché non resti ancorata al passato ma sia motore di una creatività che si diffonde. Il tutto poi in luoghi suggestivi del centro storico di Deruta, vicoletti stretti e piazze tranquille, dove poter assaporare la famosa vita lenta che tanto osanniamo.
Case in pietra, balconi in fiore, cortili, scorci e posticini instagrammabili che la dicono lunga su come resistere alla freneticità del mondo moderno. Una chicca super romantica che merita sicuramente di esser vista, anche solo per una pausa all’aria aperta, è la scalinata dei ceramisti. È caratterizzata da maioliche tutte diverse tra loro, dai colori vivaci e dalle fantasie perlopiù floreali. Fin qui tutto bello, perdersi in posti nuovi ci piace ma farlo a pancia piena è tutt’altra storia. Grazie alla qualità dei prodotti locali e alle ricette tipiche della cucina umbra, si possono assaporare vere e proprie prelibatezze. Un esempio è il “cannibale”, un piatto a base di carne di maiale marinata e fatta cuocere con il ginepro. Oppure il piatto “i birbanti”: una pasta corta fatta con acqua, farina e un tocco segreto come vuole la tradizione.
Deruta è parte del club dei “Borghi più belli d’Italia” ma resta una destinazione discreta, quasi nascosta. Questa città accontenta davvero tutti, appassionati di ceramica, creativi, ricercatori di quiete e critici gastronomici. Insomma, ci facciamo una gitarella fuori porta?



