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Turista responsabile: 4 scelte per essere più sostenibile in viaggio

Il turismo, da settore portante dell’economia di un paese, può velocemente diventare un parassita per gli abitanti del luogo. Non è un destino segnato: essere un turista responsabile e dedito alla sostenibilità è possibile.

Troppi turisti, e quindi?

In base alla quantità e alla qualità dei visitatori, il turismo in entrata di un paese può o non può trasformarsi in Overtourism. In Italia conosciamo bene il fenomeno, tra Venezia, Firenze, Roma e Napoli, ormai la figura del turista è diventata quasi una caricatura, un ostacolo da saltare quando si passa per le vie del centro. L’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) si occupa già da tempo di questo problematico fenomeno socio-economico, e lo definisce come “l’eccessiva crescita di visitatori, che porta al sovraffollamento in aree in cui i residenti subiscono le conseguenze di picchi turistici temporanei e stagionali“.

È un classico caso in cui gli interessi privati (e soprattutto economici) si scontrano con quelli sociali.

La crescita esponenziale del turismo di massa cambia la città, o meglio, la svuota delle sue proprie caratteristiche e la rende sempre più simile ad un parco a tema pronto ad essere fotografato e postato: la città diventa proprietà dei turisti, e non dei residenti.

E io che c’entro?

Non c’è niente da fare, quando il problema è sistematico, la responsabilità è collettiva. E collettiva significa anche nostra. Certo, non è mai semplice vedere il valore delle proprie singole azioni, soprattutto quando queste si perdono in un mare di inconsapevolezza collettiva. Ma qualora qualcuno di voi volesse far parte di quella fetta di turisti che non si trasformano in parassiti, ecco una guida pratica e completa per trasformarsi in un turista responsabile.

1. La scelta della meta

Agli abitanti di Barcellona, Parigi, o Londra, poco importa di qualche visitatore in meno, anzi, i residenti del centro potrebbero ringraziarvi di averli lasciati in pace.

Tuttavia, un gruppo di turisti in più potrebbe davvero fare la differenza per l’economia di un luogo poco visitato. Se fate un giro tra le tante liste di siti, regioni o paesi meno toccati dal turismo, vedrete che esiste una sorta di mondo nascosto, che non essendo ancora stato postato a raffica, non possiede ancora l’etichetta di luogo cool, di luogo “must visit“. E a scoprire la gemma nascosta potreste essere proprio voi.

È tra l’altro interessante notare come molti dei siti più belli ma anche più sconosciuti, possano trovarsi a pochissimo da casa nostra. Se lo scopo del vostro viaggio è la scoperta e l’avventura, quello che cercate potrebbe essere molto più vicino di quel che pensate, probabilmente per arrivarci non vi servirà neanche l’aereo.

La scelta di una meta meno gettonata è sintomo di originalità. Vi porterebbe a visitare un luogo che ancora non è stato impacchettato e plastificato per accomodare il turista medio, e i residenti sarebbero lieti di accogliervi nelle loro strade.

2. Approccio al viaggio

Parliamo essenzialmente del rispetto del luogo, che si sdoppia in due obiettivi diversi.

Il rispetto del territorio, dunque la parte più semplice, quasi (spero) senso comune: un buon turista responsabile non getta rifiuti a terra, non asporta elementi naturali come conchiglie o fiori, evita il monouso, non imbratta solo per dire di “aver lasciato il segno” (e credetemi, lo si vede ancora fare).

E poi il rispetto del patrimonio culturale, un tantino più complicato, perché per raggiungerlo potrebbe essere necessario informarsi prima della visita. Rispettare un luogo significa anche conoscerlo, insomma, evitiamo di andare a visitare il Partenone se lo riteniamo un ammasso di vecchia pietra. O peggio, non andiamo a Napoli a farci il giro delle friggitorie se poi non abbiamo la minima intenzione di visitare il Cristo Velato.

Di un luogo vanno rispettati anche i costumi, e anche questi bisogna conoscerli. Informiamoci sui codici di abbigliamento locali, e ricordiamo che nei luoghi di culto ci si deve coprire come viene richiesto.

Non fotografiamo nessuno senza il loro consenso. I locals sono persone, non modelli per i nostri scatti o oggetti da esposizione.

Sarà sicuramente apprezzato anche imparare il linguaggio di base, come “grazie”, “buongiorno”, “per favore”… non c’è bisogno di imparare il Tagico se si visita il Tajikistan, questo sicuramente, ma l’importante è liberarsi dalle pretese: i camerieri e i negozianti potrebbero non conoscere una parola di inglese, e va bene così, gli ospiti siamo noi e spetta a noi fare un passo verso di loro.

3. I trasporti

Qui entriamo in un campo più delicato, ma che non possiamo evitare.

Ad aver fomentato il turismo di massa è stato in gran parte l’avvento delle compagnie aeree low-cost, che ci permettono, e ci incitano, a percorrere tratti brevissimi sul mezzo di trasporto più inquinante mai esistito. Non prendiamoci in giro, chiedere ai cittadini del mondo di smettere di usare gli aerei sarebbe impossibile, nonché stupido. Il punto non è smettere di prendere gli aerei, ma considerare, ove possibile, il treno o l’auto. Colleghiamoci infatti al primo punto della guida, dove abbiamo ribadito che, se il punto di una gita è la scoperta, la distanza percorsa non conta nulla. Se l’approccio è questo, un viaggio soddisfacente non implica un aereo.

4. Il soggiorno

Conoscere le diverse alternative di soggiorno può fare la differenza sull’impatto della nostra gita.

Se abitate in una grande città, potete guardare ad occhio nudo le conseguenze dell’aumento esponenziale degli affitti brevi e dell’apposita piattaforma AirBnB, ma prima di andare aventi rendiamo chiaro qualcosa di essenziale al discorso: porsi l’obiettivo di essere un turista responsabile non deve sfociare nella demonizzazione dell’alloggiare in un B&B in centro città. Talvolta le alternative sono poche e più costose. Lo scopo deve essere piuttosto quello di valutare le alternative più sostenibili, e viaggiare con consapevolezza.

Gli affitti brevi stanno dunque modificando le città, riducendo la vivibilità dei luoghi e la composizione della comunità stessa. La popolazione del centro cala per fare spazio ai turisti e agli alloggi a loro dedicati, mentre i prezzi delle case e degli affitti a lungo termine crescono senza sosta.

Quali sono le alternative ad AirBnB? Qui sarebbe proprio conveniente avere amici in ogni angolo del mondo, che possano ospitarci e mostrarci la città vista da un vero local, ma non tutto è possibile. Potrebbe però convenire consultare piattaforme alternative quali CouchSurfing, EcoBnB, o EcoHotels. Talvolta, anche scegliere un hotel o un ostello potrebbe essere meglio di un B&B.

Buon Viaggio!

Se il nostro non è il più sostenibile dei viaggi, non abbattiamoci, nessuna delle nostre azioni può non avere alcuna conseguenza. Tuttavia, con un po’ di attenzione in più, un’azione può avere conseguenze migliori di altre.

di Ginevra Giordano

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