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EDITORIALE – Università assassina

E come direbbe CJ: HERE WE GO AGAIN. E sì, lo abbiamo rifatto, un altro cartaceo: più bello del precedente ma, ve lo giuro, più brutto del prossimo. Questo perché ci impegnano sempre a produrre un buon giornale ma non diamo mai veramente il massimo, quello lo conserviamo per la fine. Proprio come fai tu con gli esami, già, tu che stai leggendo. Accetti qualsiasi cosa all’università, anche un diciannove e mezzo, pur di presentare rapidamente la tua brillante tesi da 110 e lode al relatore che si taglia le vene per l’emozione. Spoiler: probabilmente farà schifo pure quella e il 40% verrà scritto da ChatGPT.

Ma tranquillo giovane o vecchio studente, non siamo qui per giudicarti, siamo qui per farti sapere che ti vogliamo bene, che non sei l’unico che scarica l’equivalente annuo di diarrea del Pakistan prima di fare un esame da 2 CFU. Che non sarai mai il solo al quale basterà un lieve ritardo della metro per rinunciare per sempre a seguire le lezioni in presenza, che non sono soltanto i tuoi i nonni che vogliono vederti laureato prima di stirare gli zoccoli. Ma dico io, sti vecchi non possono ambire a qualcosa di più ampio? Tipo la chiusura del buco nell’ozono che hanno fatto loro. No, vogliono i nipoti col pezzo di carta.

E quindi tranquilli studenti e studentesse, avete tra le mani la guida ufficiale alla sopravvivenza accademica, buttate il manuale di Diritto Privato e cominciate a sfogliare questo capolavoro!

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