Casa di moda che vai, stilista che trovi. Nel fashion system, per ogni brand o casa di moda che si rispetti c’è un designer di riferimento. Una figura che incarna la creatività e lo spirito del marchio che rappresenta. Negli ultimi tempi si sta però assistendo ad un via vai continuo, pare quasi sia in atto il fantacalcio della moda. Si aprono scommesse, giungono annunci di cambi di sedie e si fomenta l’hype online per i papabili nomi.
Perché tutti questi cambi?
È giusto gettare via ciò che è vecchio per far spazio al nuovo ma alcuni direttori creativi non durano più neppure il tempo d’un caffè. Non si fa in tempo a leggere chi giunge al marchio di turno sfornito di direzione che boom, ecco un altro stilista che saluta il suo ruolo. Oltre a malumori e ad incongruenze stilistiche, la ragione più logica è data dall’opportunità di rinfrescare il brand e attrarre nuovi clienti. Cercare una narrativa di evoluzione continua è la scusa perfetta per svecchiare tutto e aggiudicarsi più money.
La FoMO nella moda
La perdita di un designer di successo può però generare un forte senso di FoMO, non se la scampa nessuno. I motivi sono vari. C’è, ad esempio, la brand identity: i designer lasciano un’impronta duratura su un marchio. Quando un iconico creativo se ne va, i fan e i clienti si interrogano su come il nuovo arrivato influenzerà il futuro del brand.
Curiosità e speculazione: la notizia di un cambio nella direzione creativa alimenta il chiacchiericcio. Dai che a tutti piace il gossip, se è pure fashionista ancora meglio. Chi sarà il prossimo? Che apporto darà al brand? Ciò incrementa le aspettative di consumatori e fan in attesa di scoprire come un nuovo designer possa reinterpretare il marchio, portando nuove idee e visioni.
C’è infine il caro e buon vecchio marketing che funziona sempre. Le case di moda sanno come giocare d’anticipo. Creare hype attorno a un nuovo designer può stimolare l’interesse e la domanda prima ancora che la nuova collezione venga lanciata e noi fessi ci caschiamo.
I brand fanno la muta e a noi piace
Questo cambio di pelle ci coinvolge perché le case di moda ci vogliono partecipi e oramai non si capisce più nulla. Siamo stati mesi ossessionati su Alessandro Michele. Dopo che ha lasciato Gucci molti si chiedevano dove sarebbe andato a finire. Valentino è stata la scelta definitiva ma ora ci si chiede dov’è che andrà Pierpaolo Piccioli, suo predecessore presso la casa romana. Forse da Fendi? Tanto Kim Jones ha annunciato la sua dipartita.
Ci vogliono attenti ed interessati, vogliono vincere sui nostri desideri a scapito dei nostri portafogli. Alla fine ciò che resta, a noi consumatori e fashion addicted, è solo una gran confusione.


