Sia ben chiaro, quello che state per leggere ha uno scopo. Non vuole essere un documento, un articolo monografico, ne esistono già decine. Queste parole hanno la chiara intenzione di far comprendere a fondo al nostro giovane pubblico perché possiamo, e dobbiamo, dire che Giuni Russo è stata un’icona.
La voce di un angelo: Giuni Russo
Partiamo con quello che, tra un miliardo di virgolette, è l’aspetto più banale della faccenda. Giuni era la padrona della voce forse più potente che il panorama italiano abbia mai udito. Una potenza anomala, perché fatta di note altissime e un’estensione vocale di quasi cinque ottave. Famosa l’imitazione dei versi dei gabbiani in “Un’estate al mare”, ma apprezzabilissima anche in altri capolavori come “Morirò d’amore“, “Malinconia“, “Pekino” e tantissime altre. Se esistesse una singola parola per descrivere la voce di Giuni Russo quella parola sarebbe “vetro”: cristallina, pura, malleabile, colorata e soprattutto tagliente. La nostra fortuna più grande è che quella di Giuni Russo è una produzione vastissima, che vanta all’incirca 200 canzoni incise. Con melodie che spaziano dall’oriente più estremo all’occidente più pop. Farsi spazio nella sua discografia, tra album in vita e pubblicazioni postume, non è semplicissimo ma con un po’ di pazienza si possono cogliere le sfumature più leggendarie del suo canto
Il sodalizio con Franco Battiato
Durante la sua immensa carriera non sono di certo mancate immense collaborazioni, ma quella che ha prodotto i frutti più dolci è sicuramente con Franco Battiato. Entrambi figli della Sicilia, Giuni e Franco stabiliscono qualcosa di più profondo di una comunione artistica, il loro è un legame spirituale. Battiato e Giusto Pio, come sarti musicali, creano melodie su misura per la voce di Giuni e scrivono, nel 1981, l’album “Energie“.

Un disco in pieno stile Battiatano che rievoca mistiche visioni provenienti da lontano, liriche di oasi desertiche a oriente e estati che forse sono esistite o forse no. Ma il vero e folgorante successo arriva con la stesura di “Un’estate al mare”. Coronamento del loro rapporto, probabilmente, il duetto in “Strade parallele“: un’esperienza sonora che racconta un’immobile giornata estiva della loro Sicilia.
Le Vibes
Talvolta si parla della ripetitività che alcuni artisti hanno nelle melodie o nei temi, ma per quanto riguarda Giuni Russo si tratta di magnifica coerenza. Come già detto, le melodie e gli umori musicali vanno da un estremo all’altro, ma potrebbero essere messe tutte insieme e si riuscirebbero a percepire le sfumature tra un colore e l’altro. Possiamo tranquillamente affermare che Giuni Russo sia il manifesto umano dei ricordi della stagione più bella: l’estate. Che non è un’estate fatta di eccessi, ma di divertimento giovanile, fuga dai pensieri, fine della scuola e tanto tanto mediterraneo. Giuni Russo è il concetto di Italian Summer prima che andasse di moda. Vi verrà voglia di andare ad Alghero solo canticchiando, promesso.
Una donna libera
Anche se non hanno mai fatto un coming out ufficiale, Giuni Russo e Maria Antonietta Sisini sono state compagne oltre che lavorativamente anche nella vita. «Tra persone intelligenti non c’è bisogno di parlare o di dire troppe cose», così dirà in un’intervista la Sisini parlando del rapporto con Giuni. Certo, stiamo parlando di anni in cui ammettere pubblicamente la propria omosessualità non era semplicissimo, ma non era nemmeno semplice non nascondere, non negare. Pertanto la grande dignità di questa coppia è passata anche e soprattutto dal vivere serenamente senza fare sfoggio di sé ma non negando mai la propria esistenza. Rimanendo insieme sempre, nei momenti belli e in quelli brutti, fino alla prematura scomparsa all’età di 53 anni di Giuni.
Dire che Giuni Russo sia soltanto un paio di canzoni che sono entrate nella cultura pop italiana è falso oltre che riduttivo. È nell’interesse dei giovani appassionati di musica preservare con tutte le forze il ricordo e la consapevolezza di un’artista infinita.


