SI SI SI, è veramente una teoria. Si tratta di una teoria economica risalente al 1974, e ad elaborarla è stato Easterlin. In realtà si tratta di una teoria – paradosso, non ne avevamo dubbi.

La teoria di Easterlin
Caro Gianluca, è veramente una teoria economica derivata da studi scientifici. Si tratta di una cosa seria, non prendere sottogamba questa frase che tua nonna ti ripete ossessivamente. Tu vorresti solo qualche spiccio in più per comprarti il motorino e non passare giornate intere sotto le stazioni aspettando un treno che non arriverà mai. Ma, Gianluca, i soldi non fanno la felicità.
Quella nota come “il paradosso di Easterlin” è una vera e propria teoria economica basata su un assunto fondamentale. Secondo alcune ricerche, infatti, l’aumento del reddito di ciascuno non porta e non corrisponde necessariamente ad un aumento della felicità. Quindi Gianluca, tu pensavi di essere felice quando hai vinto la schedina domenicale di soli 30 euro, ma era un’illusione. O sei un caso su mille. Scegli tu.
Entriamo nello specifico
Okay basta fare i soliti superficiali. Adesso te la spiego per bene questa teoria. Siamo nel 1974 e c’è Richard Easterlin, economista americano che (invece di guardare Canzonissima) ha compiuto un paio di ricerche interessanti.
Analizzando diversi dati provenienti da Paesi differenti, Easterlin ha osservato che effettivamente vi è una relazione positiva tra reddito e felicità, ma che si tratta di una relazione molto molto debole (tipo il legame col tuo ex). Ed il paradosso sta proprio in questo: all’aumento del reddito non corrisponde per forza un aumento della felicità degli abitanti dei diversi Paesi analizzati. Ma perché?
La teoria e i due fattori del paradosso
Il paradosso, perciò così riconosciuto dallo stesso economista, viene spiegato attraverso due fattori. Non era proprio uno stupido R. Easterlin, leggi e vedi come non ha proprio tutti i torti.
In primis c’è una cosa riconosciuta come adattamento. Praticamente le persone si adattano molto facilmente alla loro nuova “ricchezza” raggiunta. Da ciò deriva che l’aumento della felicità è solo temporaneo, e dura quindi molto poco. Non può essere spalmato nel tempo perché poi praticamente ti abitui ad essere ricco.
E poi c’è il Voldemort della vita di ciascuno di noi, ricchi, poveri, borghesi, col sangue blu, cani, pipistrelli… riguarda tutti. Si tratta dell’aspettativa sociale. Che significa? Significa che le persone si aspettano che il loro reddito cresca sempre nel corso del tempo, quindi questo ovviamente, non comporta un aumento della felicità verso ciò che si ha, ma solo un aumento delle aspettative verso il futuro. E verso ciò che si potrebbe avere.
Il paradosso di Easterlin ha avuto un esito importante per il mondo della politica economica. Riconoscere che la crescita economica non è sempre la soluzione per aumentare la felicità di un Paese, è stato un passo avanti molto grande. Anzi, delle volte si può ottenere un effetto opposto.
In cosa si può trovare la felicità?
Partendo proprio dalla teoria di Easterlin, gli studi hanno proseguito il lor corso per ricercare dove sia la felicità. Ed è tutto molto più semplice del previsto: dobbiamo solo continuare ad essere “umani” nel pieno senso del termine.
I fattori che aumentano la felicità del singolo sono: le relazioni interpersonali. Sentirsi parte di un gruppo, amare, avere chi chiamare quando si ha voglia di piangere o di gioire, aumenta notevolmente la nostra felicità. Gianluca e i suoi amici che si porta dietro dalle medie ne sono una prova.
Poi, la seconda cosa ve la facciamo dire da lui.
La salute! Essere e sentirsi sani rende felici.
Infine, ultimo punto essenziale, la libertà. Sentire il privilegio di essere liberi reca una netta dose di felicità al singolo.
E tu? Ti bastano due cuori e una capanna per essere felice? O continui sempre a pensare che il motore vero della tua felicità possa essere un conto in banca molto gonfio? Facci sapere, e non fare il venale!


