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Leva militare obbligatoria: back to 1861

È stato presentato ufficialmente alla Camera il progetto di legge leghista che si pone come obiettivo la reintroduzione della leva militare obbligatoria (a durata semestrale), per ragazze e ragazzi di età compresa fra i 18 ed i 26 anni. Il progetto di legge denominato “istituzione del servizio militare e civile universale territoriale e delega al governo per la sua disciplina”, era stato annunciato lo scorso 12 maggio da Matteo Salvini, sottolineando quanto potesse essere una grande forma di educazione civica potersi dedicare al salvataggio, alla protezione civile, alla vita militare. La novità sarà che mentre prima la leva obbligatoria non teneva conto delle esigenze territoriali del singolo, con questo nuovo progetto di legge sarà possibile farla vicino casa senza dover lasciare studio, famiglia, amici.

Cos’è il servizio militare di leva, e quando è stato introdotto?

Istituito nel 1861 con l’Unità d’Italia, confermato anche dopo la nascita della Repubblica Italiana, è stato in regime operativo fino al 2004 quando, a seguito della legge n.226, il primo gennaio 2005 è passato in regime di inattività. Il servizio militare di leva prevedeva che tutti i cittadini di sesso maschile prestassero un periodo della loro vita al servizio militare. La durata del servizio fu modificata nel corso degli anni, fino ad arrivare ad una durata di 10 mesi per i chiamati del 2003.

Il servizio civile in sostituzione della leva militare, lo sapevate?

Ebbene sì, dal 1972 fu data la possibilità agli obiettori di coscienza, dunque a chi risultava idoneo alla visita di leva ma non voleva prestare un servizio militare armato, ma voleva in maniera più pacifica prestare comunque un anno della propria vita al servizio della collettività. il servizio civile dunque nasce per tutte quelle persone che (obiettori di coscienza, appunto), si rifiutavano di ottemperare ad un dovere proveniente dall’ordinamento giuridico perché ritenuto lesivo delle proprie virtù morali.

Com’è stata accolta dal mondo politico la proposta di Matteo Salvini?

A quanto pare non bene, infatti il ministro della difesa Guido Crosetto ci ha tenuto a precisare che le forze armate non possono essere interpretate come un luogo dove poter educare i giovani, è compito delle scuole e delle famiglie. Anche la segretaria del partito democratico, Elly Schlein ci ha tenuto a chiarire che un governo dovrebbe mettere nelle mani dei ragazzi il futuro e non i fucili.

Non sono mancate critiche oltre che da Guido Crosetto, anche da altri esponenti del governo come Antonio Tajani, leader di Forza Italia, il quale però ha sottolineato più l’aspetto economico e della poca esperienza che avrebbero i militari dopo sei mesi, infatti la sua preoccupazione si è riferita di più al costo che avrebbe avuto formare questi ragazzi e del fatto che sei mesi non fossero abbastanza.

Noi di YPO, teniamo a distaccarci da ogni forma di obbligatorietà. Le persone, le ragazze ed i ragazzi in particolar modo, dovrebbero essere liberi di poter formare le proprie personalità al di fuori dell’ambiente militare, che può non essere gradito a tutti. Pensare alla guerra, alla lotta, come forma di educazione è lontana anni luce da quelli che sono i principi su cui dovrebbe fondarsi la moderna società.

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