Per citare Tropico “È tutta un’illusione, come il Villaggio Coppola”, una frase contenuta nella canzone “Ammore Pe Na Sera” che quando viene ascoltata da chi abita nel comune di Castel Volturno fa scuotere la testa con il sorriso. Perché solo chi abita qui riesce a capire quanto questa affermazione abbia senso. Per capire quanto Il Villaggio Coppola sia qualcosa ai limiti del credibile, più simile a un miraggio o a un trip di LSD che a un luogo reale bisogna partire dalle basi. Per cominciare, che cos’è un Villaggio Coppola? Difficile spiegarlo, si fa prima a dire quello che non è.
Non è un comune, infatti il Villaggio Coppola si trova nel sopracitato comune di Castel Volturno. Non è un quartiere, non proprio almeno, i quartieri sono parte attiva della città, luoghi integrati appieno nella topografia, ma il Villaggio Coppola si separa dal resto del comune grazie ad una lunga striscia di pineta, e dal resto del mondo grazie ad una lunga striscia di mare. Infatti un’altra peculiarità del luogo è il suo duplice nome, si chiama sia Villaggio Coppola che Pinetamare, anacronistico certo, ma sicuramente sincero. Banalmente, dunque, il Villaggio Coppola è proprio ciò per cui si presenta.
Un Villaggio

Viene tirato su negli anni ‘60 dalla famiglia Coppola che in poco tempo crea il contraddittorio binomio edilizio di carinissime villette a schiera e giganteschi ecomostri multipiano, ma tutto religiosamente accomunato dalla sosta su terreno demaniale e dalla natura spiritosamente abusiva. Ma queste sono faccende che conoscete tutti e di cui hanno già parlato testate assai più pettinate di noi. Qui vogliamo provare a trasmettervi la straniante sensazione che il Villaggio Coppola, con i suoi scheletri e i suoi fantasmi è in grado di trasmettere. Partiamo dall’enorme pressione e decompressione che la zona subisce tra estate e inverno.
Verso Giugno il litorale si riempie di gente proveniente dall’area nord e da quella est di Napoli, che a buon mercato affitta appartamenti decadenti e affolla come le cavallette fecero con l’Egitto le spiagge dalla sabbia nerastra. Questo rende il luogo pressappoco invivibile per gli autoctoni nella stagione estiva, se ne riappropriano davvero ad inizio autunno ed è subito momento Bertè e “Il Mare d’Inverno” a palla. Ma le contraddizioni non sono solo strutturali ma persino concettuali ed economiche. Di solito un luogo, almeno uno piccolo, o è molto ricco o è molto povero; i prezzi delle case vengono stabiliti anche grazie alle infrastrutture disponibili nei pressi dell’immobile, alla sicurezza e alla bellezza del posto, ma al Villaggio Coppola questa regola è inapplicabile.
A distanza di forse uno o due chilometri, ci sono una gigantesca piazza di spaccio in un ex complesso residenziale che cade a pezzi e il centro sportivo dell’SSC Napoli, corredato di hotel e immenso campo da golf. Strutture ed appartamenti nuovi di zecca che si alternano ad obesi palazzotti che sembrano fermi negli anni ’80. Classici e bucolici ristoranti di pesce sul mare e locali alla moda. Tutto è contraddizione. E a proposito delle strutture anni ’80, se c’è un concetto che il Villaggio Coppola ci tiene a urlare ad alta voce è quello del tempo che fu. Infatti i buoni propositi di modernità sono l’acqua e le sembianze di un luogo una volta fiorente ma ormai abbandonato sono l’olio: non si mischieranno mai, l’acqua dopo un po’ s’asciuga e l’olio impregna e macchia per sempre. L’odore degli anni passati è così forte che, in cuor nostro, siamo convinti che nulla mai potrà spazzarlo via, nemmeno con la totale distruzione e ricostruzione di questo luogo qualcosa cambierà.
Il mondo cambia, il Villaggio Coppola resta

È un dato negativo? Non del tutto, forse per niente. In un mondo che tenta ossessivamente di globalizzarsi, di standardizzarsi nei luoghi, nelle forme, nelle attività commerciali, il Villaggio Coppola resiste imperterrito e menefreghista, con un’identità che profuma di salsedine e naftalina. Se volessimo paragonarlo a qualcosa che vi possa essere familiare potremmo mettere in gioco opere come “Jurassic Park III” o “Lost”, dove l’abbandono e la natura hanno preso il sopravvento su antiche strutture che erano un tempo all’avanguardia e strani esperimenti genetici giacciono abbandonati chissà dove. Potrebbe sembrare Silent Hill, un luogo accogliente solo sulla carta al quale è successo qualcosa di terribile, dove gli sventurati viandanti dovranno fare i conti con la propria coscienza mentre fanno una passeggiata nella nebbia. Il Villaggio Coppola è la Città di Smeraldo ormai abbandonata e in rovina di “Return to Oz”. Insomma è proprio un luogo magico, prendetevi un pomeriggio per visitare le sue sponde.


