Al momento stai visualizzando Mitologia: un mito greco e un mito norreno che forse non conosci

Mitologia: un mito greco e un mito norreno che forse non conosci

Se ti scocci di leggere tutto

Se c’è una cosa che ci siamo sempre chiesti a scuola, soprattutto alle medie, quando le lezioni di epica cominciavano alle 8 del mattino e noi, ancora dormienti, non avremmo saputo riconoscere un baobab dal nostro compagno di banco, è: ma la mitologia a che serve?

Posto il fatto che la mitologia, in generale, sia una materia davvero affascinante, le sue origini sono da ricercare nella voglia spasmodica dell’essere umano di dare delle spiegazioni a ciò che accade intorno a lui, senza però sapere le reali e scientifiche ragioni. E cosa meglio di una leggenda poteva spiegare, ad un uomo di quasi tremila anni fa, l’alternarsi delle stagioni?

Se dovessimo sederci a parlare di storie fantastiche, eroi, battaglie, dei e dee, avventure, tradimenti, amori e passioni, probabilmente ci spicceremmo per la notte di Natale. Ma forse ci sono due miti che probabilmente non conosci, e che dovresti sapere.

Il mito di Aracne

Sicuramente se c’è una cosa che i greci tendono ripetutamente a sottolineare è non far incazzare gli dèi, altrimenti… beh, è stato un piacere conoscerti.

Aracne era una giovane tessitrice della Lidia, talmente brava che si pensava che il suo talento fosse un dono di Atena, la quale si presentò alla ragazza come una vecchia, stile regina cattiva di Biancaneve, nella speranza che affermasse che era Atena la più brava nella tessitura. Notizia flash per la nostra Aracne: se Atena ti dice che è lei la migliore tessitrice, tu abbassi la testa e annuisci. Ma no, sarebbe troppo facile!

Sfidiamo la poco vendicativa dea della sapienza in una gara: avrebbe vinto chi avesse realizzato la tela più bella. Capisco che sia giusto riconoscere le proprie potenzialità, ma non è mai saggio inimicarsi un’immortale. Se siamo qui oggi a raccontare la sua storia, sicuramente la vincitrice di tale disputa non fu la signora Atena, la quale diplomaticamente scaraventò la sua ira funesta su di lei trasformandola in ragno e costringendola a tessere tele per il resto della sua vita.

La punizione di Loki

Che voi siate figli della Marvel o cultori della mitologia norrena, converrete tutti che Loki sia un gran combinaguai, ma ha inevitabilmente il suo fascino. Tra le varie cazzate riconducibili al dio dell’inganno, sicuramente è da ricordare l’uccisione del figlio prediletto di Odino e di Frigg, Balder.

Quel giorno, Balder era tormentato da presagi di morte, cosicché sua madre fece promettere a tutto il creato che niente gli avrebbe mai fatto del male. Ma che democrazia sarebbe se non ci fosse qualcuno ad esprimere il proprio dissenso? Ecco, questo è il caso del vischio. E fu proprio a causa della sua verga diverta da Loki che Balder tirò le cuoia. Tutti piansero per la sua morte, tranne lui, impedendogli di resuscitare.

Gli dèi decisero quindi di punirlo, portandolo in una grotta profonda e legandolo con le interiora di uno dei suoi figli e facendogli gocciolare del veleno di serpente sul viso. Sua moglie decise di rimanere con lui nelle viscere della terra per alleviare il suo dolore raccogliendolo con un catino. Ogni volta che si allontanava per svuotarlo, il veleno riprendeva a gocciolare sul volto di Loki, il quale si dimenava e faceva tremare la terra., causando quelli che noi oggi chiamiamo terremoti.

Lascia un commento