Un’operazione militare senza precedenti scuote l’America Latina e apre interrogativi su diritto internazionale e futuro geopolitico.
Nella notte tra il 2 e 3 gennaio 2026, forti esplosioni e aerei sono stati avvistati in tutto il Venezuela, soprattutto nella capitale Caracas e nelle regioni vicine, in quella che testimoni locali e media internazionali descrivono come una massiccia operazione militare statunitense.
Secondo quanto annunciato dal presidente, Donald Trump, gli Stati Uniti avrebbero lanciato un attacco su larga scala contro il Venezuela culminato con la cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, e il loro trasferimento fuori dal paese.
Cosa è successo
La prima fase dell’operazione, secondo fonti ufficiali statunitensi, sarebbe iniziata nelle prime ore del mattino con raid aerei mirati su obiettivi militari e infrastrutturali strategici, inclusi aeroporti e basi della capitale. I residenti di Caracas hanno riferito esplosioni e sorvoli di aerei a bassa quota, e la Farnesina italiana ha invitato i connazionali presenti nel paese a non uscire di casa per motivi di sicurezza.
Secondo il comunicato di Trump condiviso sui social, l’operazione sarebbe stata condotta “in coordinamento con le forze dell’ordine statunitensi” e avrebbe portato alla cattura di Maduro e della moglie, ora in custodia fuori dal Venezuela. Una conferenza stampa è stata annunciata per fornire maggiori dettagli.
Reazioni interne e internazionali
Il governo venezuelano ha definito l’azione “una gravissima aggressione militare”, denunciando attacchi contro obiettivi civili e militari e dichiarando lo stato di emergenza nazionale. Le autorità venezuelane esigono “prove di vita” per il presidente e la first lady, sottolineando che le informazioni sulla loro situazione rimangono poco chiare.
La risposta internazionale è immediata e polarizzata: la Colombia ha schierato truppe lungo il confine temendo ripercussioni umanitarie, mentre Cuba, Russia e altri paesi alleati di Caracas hanno condannato l’intervento come una violazione della sovranità statale. Alcuni leader latinoamericani, come l’argentino Javier Milei, hanno invece commentato positivamente la cattura di Maduro.
Perché è una notizia storica
Se confermate nei dettagli, queste operazioni segnerebbero uno dei rari interventi diretti degli Stati Uniti in America Latina dai tempi dell’invasione di Panama nel 1989 e aprirebbero un dibattito intenso sul diritto internazionale, la legittimità di azioni militari extraterritoriali e le implicazioni geostrategiche per tutta la regione.
Cosa resta da verificare
Al momento, molte informazioni provengono da dichiarazioni ufficiali statunitensi e fonti giornalistiche che citano le stesse, non tutte le agenzie estere hanno confermato in modo indipendente ogni singolo dettaglio, in particolare la situazione di Maduro e di sua moglie e i reali sviluppi operativi. La richiesta di proof of life (prove che siano ancora in vita), da parte delle autorità venezuelane evidenzia un aspetto critico.


