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YPOSTA: ultima settimana dell’anno, fine della corsa!

Settimana da fine della corsa, o quasi. Termina (piuttosto male) l’esperimento del semestre filtro per l’ingresso a medicina (ma siamo sicuri che ci sarà un’interessante coda). Non è stato semplice neppure il percorso della nostra legge di bilancio. Intanto Trump sotto Natale, con l’attacco in Nigeria, si da alla guerra santa, mentre cerca ancora di portare la pace in Ucraina. Per non perdersi niente di tutto questo caos, c’è YPOSTA, la rubrica di Young Popular Opinion, che prova ad evitarvi attacchi di panico e a raccontarvi gli eventi più importanti della settimana in maniera semplice ed ironica (per quanto possibile). Speriamo di riuscirci (soprattutto per gli attacchi di panico). Potrete ricevere questo articolo direttamente sulla vostra casella postale tramite una newsletter, che verrà inviata ogni domenica. Per riceverla direttamente, basta inserire la vostra mail qui.

Medicina alla fine…o quasi

Dopo troppe parole e tante polemiche, alla fine abbiamo i risultati della prova d’appello degli studenti di medicina (in potenza). E diciamolo subito: le cose non sono andate meglio, anzi. I nostri cuccioli hanno sfruttato il tempo a disposizione tra le due prove non solo per confermare i disastrosi risultati in fisica, ma anche per fare peggio, molto peggio, in biologia. E pensare che alla prima prova biologia era risultata la prova più “semplice”. (Non che i risultati siano stati brillanti. Che sia chiaro. Semplicemente tra le tre era stata la “meno peggio”.) Sarà stata l’aria natalizia, o una pesante sottovalutazione dell’impegno, in ogni caso anche in biologia la situazione è precipitata. Infatti solo il 15% degli studenti ha superato la prova. Tutti gli altri rimandati. Insomma ora solo i risultati di chimica sono un pelino sopra la decenza. Ed a questo punto direi di finirla con le prove, sennò, visto l’andazzo, rischiamo di perderci per strada anche quella.

E adesso?

Dopo le due prove, ora sarebbe il caso di tirare le somme. Cosa decisamente non semplice, dato il macello di test, voti e cambi di norme in corso. Si perché neppure il tempo di applicarla, che la riforma Bernini (semestre filtro) è stata già cambiata. Infatti il semestre filtro, inizialmente, consentiva l’ingresso a medicina solo agli studenti in grado di raggiungere la sufficienza nelle 3 prove. I risultati disastrosi però hanno costretto il governo ad intervenire, per evitare di ritrovarsi a marzo con aule semi deserte. Ed allora si cambia. Col nuovo decreto, tutti dentro a formare un’unica graduatoria, in cui gli studenti coi voti migliori avranno la precedenza sugli altri. Inoltre saranno previsti corsi di recupero per gli studenti ammessi, incapaci di raggiungere la sufficienza in una o più prove.

meme medicina graduatoria re carlo III prima o poi ti chiamano

L’esperimento continua

Naturalmente la storia non finirà così. Immagino già i ricorsi di genitori infuriati, pronti a portare in tribunale ministri e professori, che non hanno permesso ai loro talentuosi e brillanti figli di realizzare i loro sogni. E mentre noi seguiremo appassionatamente le vicende giudiziarie, le regole del semestre filtro cambieranno ancora…insomma la storia continua.

I conti che tornano

Dopo settimane di rumba al Senato, abbiamo finalmente una legge di bilancio. Certo come spesso accade è arrivata in ritardo, (tanto da non permettere alla Camera dei deputati di studiarla e peggiorarla), ha fatto ballare il governo ed ha (una volta ancora) ribadito la poca serietà dei nostri rappresentanti politici (come se ce ne fosse bisogno), ma sono solo “dettagli”.

La ciccia è un’altra. La legge, esattamente come scritto ad ottobre, sposta poche risorse (22 mld €), a vantaggio soprattutto della classe media e delle imprese. È particolarmente “conservativa”, per permettere al nostro paese di uscire dalla procedura di infrazione (avviata da Ue), per deficit elevato (nonostante i trionfali proclami del governo, continuiamo a spendere molto più di quanto incassiamo). E per tenere liberi un po’ di soldi in vista del 2027, anno di elezioni. (In cui il governo prevede di spendere e spandere, per distribuire mancette elettorali a manetta. Perche alla fine le elezioni si vincono anche così). Il prossimo quindi sarà un altro anno delicato, probabilmente in stagnazione economica (nonostante il Pnrr). Per la crescita economica, ci si rivede nel 2027. Almeno si spera.

Bombe sulla Nigeria

Forse spaventato dai preparativi per il 31 dicembre a Napoli (in grado di rubargli la scena), Trump ha deciso di sparare per primo, cogliendo (come spesso accade) tutti alla sprovvista. Nella notte tra giovedì e venerdì gli Stati Uniti hanno lanciato un po’ di bombe sul Sokoto (regione del nord ovest della Nigeria). Tranquilli, ad oggi non c’è il pericolo di un incidente diplomatico tra Usa e Nigeria. L’attacco infatti è avvenuto in accordo col governo nigeriano ed avrebbe avuto come obiettivo l’Isis.

Chi non muore, si rivede

Forse qualcuno l’aveva data per finita, ma in realtà le cose stanno diversamente. L’organizzazione terroristica non è morta in Siria, ma vive e lotta assieme a noi. Nello specifico in Nigeria, l’Isis passa le sue giornate compiendo attentati contro la popolazione cristiana, tra l’altro in buona compagnia. In Nigeria infatti anche l’ISWAP e Boko Haram, quando si tratta di uccidere cristiani, non si tirano mai indietro.

Ad oggi non sappiamo molto altro dell’attacco. Trump sostiene d’aver inferto un colpo potente e mortale all’organizzazione, e d’aver ucciso svariati terroristi. Ma sarebbe meglio rimanere cauti. Ormai lo conosciamo. Donald è un inguaribile ottimista, e si lascia prendere subito dall’entusiasmo. Inoltre non sappiamo quasi nulla anche sulle ragioni dell’attacco. Trump l’ha subito buttata sulla religione. Infatti da mesi parla della persecuzione di Isis ai danni dei cristiani in Nigeria. Ed anche se è ampiamente nota la sua “vicinanza” con alcuni gruppi di destra ultra religiosi, certo era difficile prevedere la spedizione punitiva ai danni degli infedeli islamici. Chissà forse il Natale gli ha dato il fervore mistico necessario per cominciare una nuova crociata. Magari tra qualche giorno lo vedremo vestito da Goffredo di Buglione. Sarebbe un finale di anno epico.

trump prize nobel
Immagine utilizzata per sponsorizzare Trump nella sua corsa verso il Nobel

Il governo nigeriano invece sta cercando di tenere un basso profilo. Ha fatto riferimento ad un gruppo terrorista che attacca i civili. Ma non ha parlato di religione, crociate e cristiani. Nei prossimi giorni sapremo qualcosa di più, forse. Per ora fatevi bastare il nostro approfondimento.

Quindi l’Ucraina?

Oggi Zelensky e Trump si incontrano alla Casa Bianca, sempre per discutere dell’ormai leggendario accordo di pace in 20 punti. Io terrei le aspettative molto basse. Da un anno ormai Trump continua a “lavorare” molto sull’aggredito (Zelensky, tra l’altro ultimamente molto “disponibile” a fare delle concessioni), e molto poco sull’aggressore (Putin), con risultati piuttosto scadenti. Forse sarebbe il caso di rivedere la strategia. Magari Donald lo metterà tra i suoi buoni propositi per il nuovo anno.

Per quest’anno è tutto. Se volete rimanere in contatto con noi, possiamo continuare a “vederci” su questa newsletter, basta iscriversi inserendo qui la vostra mail. Buona domenica e buon 2026!

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