In un recente incontro avuto fra il segretario di Stato statunitense ed il presidente della Cina, quest’ultimo ha avvertito l’esigenza di sottolineare quanto potrebbe essere importante far diventare USA e Cina partner, mettendo fine ad una storica rivalità e veduta differente sulle cose.
L’incontro fra Antony Blinken e Xi Jinping è avvenuto però in un clima tutt’altro che sereno, infatti il motivo del meeting è stato quello di chiedere alla Cina di smettere di aiutare e spalleggiare la Russia, onde evitare che si possano avere conseguenze ben peggiori di quelle avute durante la Guerra Fredda. In caso di risposta negativa, Washington ha minacciato che avrebbe preso provvedimenti.
Ma, è la prima volta che USA e Cina hanno delle frizioni o cercano la strada del dialogo?
La risposta è ovviamente no, ma la contrapposizione di ideali che c’è fra Stati Uniti e Cina affonda le sue radici in un tempo non definito, semplicemente si viene a collocare in quel contesto storico che vede la contrapposizione dell’Occidente all’Oriente; vuoi perché religioso, vuoi per interessi economici (in particolar modo il settore delle tecnologie), vuoi per una serie di paesi su cui entrambe le nazioni esercitano il loro controllo a loro volta, in contrapposizione fra loro.
Ci sono però degli scontri emblematici e mediatici che vale la pena riportare.
- 18 gennaio 2020, a seguito dei dazi imposti al governo cinese su vari prodotti commerciali in due anni, Trump riuscì ad ottenere un accordo vantaggioso per la propria Nazione, costringendo la Cina ad impegnarsi in un accordo commerciale ad acquistare prodotti statunitensi per 200 miliardi di dollari l’anno. La cosa grave è che Trump con i dazi apposti su prodotti in cui la Cina è particolarmente specializzata (batterie, pannelli solari) riusciva a far aumentare il prezzo dei suddetti prodotti di ben 25 volte, eliminando quindi così qualsiasi domanda.
- Olimpiadi invernali di Pechino, 2022: gli USA decidono di non presenziare alla cerimonia di apertura e di chiusura dei giochi olimpici invernali. Le motivazioni furono le violazioni di diritti umani commessi dalla Cina nello Xinjiang. Aspre tensioni si crearono anche sui social a seguito delle scelte di alcuni atleti cresciuti negli Stati Uniti ma di origine cinese, di rappresentare l’una o l’altra nazione nei giochi olimpici. Si pensi ad Eilenn Gu, cresciuta ed allenatasi sempre negli Stati Uniti, che decise di partecipare ai giochi con la nazionale cinese.
- Caso Huawai, guerra tecnologica: il 16 maggio 2019 Donald Trump firmava il divieto di acquisto di servizi statunitensi da parte della società Huawei nonché il divieto di poter installare punti vendita ed avere rivenditori negli Stati Uniti. A seguito di questo divieto, Huawei non aveva più il servizio Android, perdendo la possibilità di qualsiasi voglia aggiornamento, mentre Google invece eliminò i servizi software ed hardware offerti fino a quel momento.
- Conflitto russo-ucraino: ritornando ai giorni nostri, e volendo soprattutto evidenziare il confronto che c’è stato qualche giorno fa fra USA e Cina, dobbiamo accendere un riflettore anche sul conflitto russo-ucraino. La guerra è iniziata nel 2014, ma l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia risale solo al 2022, ed ha visto la contrapposizione ancora una volta di Oriente e Occidente. La Cina, pur consapevole che in caso di sostegno spregiudicato alla Russia avrebbe perso i rapporti con il mondo istituzionale occidentale, ha sempre chiesto la sospensione delle sanzioni unilaterali da parte dei paesi occidentali nei confronti della Russia (col fine di trovare uno spiraglio di pace). Il messaggio lanciato dagli Stati Uniti allora ed anche oggi invece è sempre lo stesso: smarcarsi dalla Russia onde evitare che le sanzioni possano colpire anche le aziende cinesi che sostengono apertamente, ma soprattutto economicamente, il fronte russo nell’invasione ucraina.
Non sappiamo oggi alla luce di questi trascorsi quanto possano essere reali le volontà del presidente cinese. L’unica cosa di cui siamo fermamente convinti è che non vadano violati i diritti umani, che la guerra si fermi, ma soprattutto che non vengano sostenuti quei Paesi che nel 2024 risolvono i propri conflitti con le rappresaglie e le invasioni, consapevoli di quanto la storia ci ha insegnato e di quanto siano dannosi i conflitti, politici o bellici che siano.


