A chi non è mai capitato, ad un certo punto della propria vita, di voler dare una svolta? È ciò che sta succedendo a Zara che, negli ultimi mesi, è stata ed è tuttora al centro delle discussioni a causa di un cambio di rotta, una decisione volta a raggiungere un target con una tasca più disponibile.
Chi nasce tondo non muore quadrato
A testimoniare questo “riposizionamento” di Zara sono le sue recenti collaborazioni, tra cui quella con Anthony Vaccarello, ex direttore creativo di Saint Laurent, e l’ultima con la supermodella e stilista britannica Kate Moss, la cui collezione è uscita proprio ieri 30 novembre.
In poche parole, Zara con campagne pubblicitarie curate da stilisti e fotografi provenienti dal mondo del lusso vuole far credere di essere entrata a far parte di questo mondo, ma come si suol dire ‘’l’apparenza inganna’’ e a parte la presenza di un occhio più attento per alcuni capi e i prezzi esorbitanti, la provenienza dal mondo del fast fashion resta sempre ben visibile.
La questione Kate Moss
Prima di Zara, Kate Moss vanta numerose collaborazioni effettive ma anche di collaborazioni mancate: nel 2005, infatti, fu scaricata da H&M. La multinazionale svedese cancellò la campagna pubblicitaria con la modella perché trapelarono delle foto di quest’ultima che sniffava cocaina con l’allora fidanzato Pete Daherty. Molti contratti della Moss furono annullati e ciò la costrinse a chiedere pubblicamente scusa: tuttavia, in sua difesa si schierarono le colleghe Naomi Campbell e Helena Christensen, e l’ex fidanzato Johnny Depp. Dopo essere stata indagata nel giugno 2006, Kate Moss fu scagionata da ogni accusa.
Le ripercussioni sui comuni mortali
Sicuramente la decisione di puntare ad un pubblico più ‘’selettivo’’ non giova a noi poveri comuni mortali: adesso fare anche solo un giro negli store di Zara ci procurerà dei veri e propri capogiri. Ad oggi si può dire che soprattutto i ragazzi hanno contribuito ad alimentare l’hype suscitato dall’azienda e una tale decisione non può che creare delle difficoltà.


