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Lagonegro: la storia di un “non-luogo” fatto di meme e insegne autostradali

Angelina Mango vinse il 74° Festival di Sanremo nel 2024, diventando motivo di forte orgoglio per il suo paese di infanzia, Lagonegro. Si tratta di un Comune in provincia di Potenza, la cui visibilità si estende per tre motivazioni principali: la fama arrecata dalla famiglia Mango, il Black-Humor che lo vede protagonista, e la presenza forsennata sulle insegne autostradali della Salerno-Reggio Calabria. Ma cos’altro c’è da sapere?

Lagonegro: quando un toponimo diventa battuta (di pessimo gusto)

Il Comune di Lagonegro, avente circa 4000 abitanti, risulta essere ampiamente conosciuto dalle masse, a causa dell’N-Word che ne caratterizza il toponimo, nato come innocente e  distante dalle dinamiche ironiche caratterizzanti soprattutto le nuove generazioni, particolarmente vicine all’uso del Black-Humor.

Eppure questi meccanismi di scherno, per quanto apparentemente blandi, possono fuorviare gli utenti, provocando delle reazioni avverse a una conoscenza storica, antropologica e geografica verso Lagonegro, territorio ricco di peculiarità folkloristiche, escluse in favore del sarcasmo. 

Il punto cardinale dei napoletani in viaggio verso Scalea

È risaputo che i napoletani godono (quasi esclusivamente) di due mete turistiche estive, fatte di escursioni esotiche e cibi prelibati: Sharm El Sheikh e Scalea. Quest’ultima, Comune italiano in provincia di Cosenza, vi si raggiunge pressoché con lunghi viaggi in auto, che attraversa con fervore la Salerno-Reggio Calabria. 

Durante le trasferte estive napoletane, il Comune di Lagonegro, è di frequente rilevante sulle insegne autostradali più vicine al raggiungimento della località calabrese, finendo per divenire un punto di riferimento che ne segna la vicinanza, eppure, mai visitato direttamente!

Il nome fa paura, il posto no

A discapito dell’immaginario comune creato a seguito degli stereotipi elencati, il Comune è fatto di territorio, persone e servizi. 

Il territorio, pervaso da immenso verde, rende il territorio fascinoso e degno di notorietà; è caratterizzato da attività economiche poco evolute, quali: caccia, coltivazione e vendemmia; il vino è strumento di coesione sociale, di cui la tavola mai è priva.

La popolazione è profondamente attiva, legata alle proprie origini, e soprattutto cordiale: sembra di ritornare agli antichi principi dell’hospitalitas, poiché ogni abitante non ha remore né timore dell’estraneo, che viene accolto nelle case altrui, avvolto dalla musica di una cornamusa, che suona canzoni natalizie, anche in piena estate. 

Tuttavia Lagonegro non gode esclusivamente di fama idilliaca: a causa dei disservizi, risulta essere  diventata una sorta di non-luogo, una città-fantasma invisibile agli occhi dello Stato, da cui fugge chi tenta la realizzazione professionale.

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