Al momento stai visualizzando Trump all’attacco delle università americane

Trump all’attacco delle università americane

Dallo scorso aprile Trump e le Università americane se le stanno dando di santa ragione. Dopo il suo insediamento alla casa Bianca (sembra una vita, lo so, eppure sono passati soltanto pochi mesi) aveva creato una “task force per contrastare l’antisemitismo”, da “sguinzagliare” nelle Università. Queste sarebbero ree (secondo Trump e soci) di non aver fatto nulla per fermare le violenti proteste contro la guerra a Gaza. Dopo aver individuato almeno 60 università “colpevoli”, la scure di Donald si è abbattuta su di loro.

Il governo ha congelato miliardi di dollari di finanziamenti agli istituti, destinati soprattutto alla ricerca e alle borse di studio. Tutto ciò sarebbe stato anche comprensibile, seppur non condivisibile, fin quando Trump non ha colpito anche la Northwestern University, che si era dimostrata collaborativa verso le sue richieste. A quel punto è stato chiaro a tutti che a Donald dell’antisemitismo importa il giusto. Lui vuole strappare le università dalle mani della sinistra, per lui scuole di indottrinamento utili alla propaganda dei democratici.

Secondo Trump il “woke virus mind“, il male che rischia di distruggere l’America, ha avuto origine proprio da lì. In verità le idee di Trump, pur risultando improbabili, non sono totalmente prive di fondamento. Infatti è noto che nelle università americane, come anche in quelle italiane, insegnanti e studenti siano prevalentemente di sinistra, con pochissime eccezioni, da ricercare tra i bidelli. Questo è un problema per la destra e per Trump. Infatti gli elettori con un livello medio/alto di istruzione votano per i democratici e, a causa anche della sempre maggiore polarizzazione politica, il dominio della sinistra all’interno delle università è sempre meno tollerato dai repubblicani.

Insomma per Trump & Co. è arrivato il momento di prendere il controllo delle università e dell’istruzione, imponendo programmi scolastici, criteri per le assunzioni e censurando alcuni testi. Nonostante non sia stato difficile, per Trump, screditare le università (visti i persistenti problemi che affliggono il sistema) e far sì che si arrendessero alle sue richieste, vi è ancora un istituto che non ha ancora abbassato la testa, Harvard.

La più antica università americana, per nulla spaventata dal blocco dei finanziamenti (sono ricchi da far schifo), ha fatto causa al governo, accusandolo di violare i suoi diritti costituzionali. Trump allora ha colpito i principali finanziatori dell’istituto, gli studenti stranieri (soprattutto cinesi, definendo Harvard la scuola del partito comunista cinese), impedendogli di iscriversi all’ateneo. Un tribunale americano, però, ha immediatamente revocato il blocco, in quanto sarebbe una palese violazione della Costituzione e di svariate leggi federali.

Devo confessarvi che fa un po’ male vedere gli Stati Uniti somigliare sempre più ad un paese dell’America latina, in cui governi autoritari cercano di controllare la scuola. Oggi però questo passa il convento e bisogna farselo andare bene. In compenso, però, grazie a Donald, i prossimi anni saranno parecchio frizzanti.

Lascia un commento