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F1: Piastri vince il Gran Premio del Bahrain

Il dominio imposto sin dal venerdì si concretizza in una vittoria mai in discussione la domenica. Oscar Piastri (stra) vince il Gran premio del Bahrain, dietro di lui uno stoico Russell. Terza l’altra McLaren di Lando Norris. L’appuntamento di Shakir è di solito tra i più spettacolari dell’intera stagione, ed anche questa volta le nostre aspettative non sono state deluse.

Le scintille notturne, che ci ricordano il capodanno a Napoli, il circuito “stop and go”, che facilita i sorpassi e le alte temperature, che distruggono le gomme, ci hanno regalato una gara intensa, capace di farci dimenticare il piatto Giappone. I piloti se le sono date di santa ragione dal primo all’ultimo giro, tanto che ad un certo punto è entrata la safety car per dare a tutti una calmata.

Mclaren fuori categoria

In Bahrain Oscar Piastri e la sua Mclaren hanno fatto un altro sport. Semplicemente troppo veloce rispetto agli altri, l’australiano ha corso tutta la gara per conto suo, ignaro di ciò che gli accadeva dietro. Ha gestito tutti i momenti critici (doppio pit, safety car) con la solita inquietante calma da serial killer scafato, tagliando il traguardo in solitaria. Qualche indizio lo avevamo già avuto nelle prime 3 gare, ma oggi è arrivata la conferma: il ragazzo è pronto a giocarsi il titolo.

Esattamente come in Cina, Norris fa un altro weekend falloso. Il ragazzo, probabilmente in confusione un po’ con la sua macchina ed un po’ con se stesso, fa un sacco di casini dal venerdì. Alla fine arriva terzo solo grazie alla manifesta superiorità della sua McLaren.

Fieno in cascina per Mercedes

Ancora non all’altezza di McLaren, la Mercedes si “accontenta” di un altro podio, con uno stoico Russell che, nonostante penalità, gomme distrutte, problemi elettronici e centralina saltata, finisce secondo. George in questo inizio stagione sta mostrando tutto il suo talento, portando a casa tutto quello che può, con quello che ha (ed in alcuni casi anche di più). Gara sfortunata per Antonelli. La safety car gli rovina una gara che lui, col coltello tra i denti, stava provando a rimettere in sesto dopo una partenza rivedibile. Alla fine arriva fuori dai punti e molto ma molto lontano dal compagno di squadra.

Un può di luce per la Ferrari

Dopo 3 weekend difficili, finalmente la Ferrari da un segno di vita. Dopo una prima parte di gara dignitosa, nel 2 stint le due rosse danno spettacolo, fino a quando l’ingresso della safety car non rovina la strategia. Infatti a quel punto il team, a corto di gomme buone, è costretto a montare le dure, che non si accendono mai, costringendo Leclerc e Hamilton ad un finale di gara in difesa. Leclerc prova a difendere e il terzo posto, utilizzando tutti i trucchi del mestiere, ma non basta.

Disastro Red Bull

In Bahrain i bibitari non ci hanno capito nulla. Piloti costretti a lottare con una vettura capricciosa, con una strategia rivedibile e col semaforo del pit che segnava sempre rosso. Alla fine il leone Max piazza la “solita” zampata, superando Gasly all’ultimo giro, ma il 6 posto non può bastare se vuoi giocarti il mondiale. Unica nota positiva è che, per la prima volta da inizio stagione, entrambi i piloti sono arrivati a punti.

Caos nel gruppone

A centro gruppo se le sono date di santa ragione, senza fare prigionieri. Dal caos sono emerse la Alpine di Gasly, autore di una gara sontuosa, e le due Haas, che hanno dato vita a rimonte memorabili. Williams in grossa difficoltà senza passo e senza idee, con Sainz in versione kamikaze (alla fine costretto al ritiro per aver distrutto mezza macchina) e con Albon costretto a deambulare per la pista senza una meta. Per il resto (Aston Martin, Sauber, Racing Bulls) meglio stendere un velo pietoso e darsi appuntamento a settimana prossima, magari la Santa Pasqua farà resuscitare persino loro.

La F1 non si ferma mai, neppure a Pasqua. Ci si vede tra una settimana tra i muretti di Jeddah, Arabia Saudita.

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