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F1: Piastri vince il Gran Premio di Cina

Con un weekend da vero da fenomeno, Oscar Piastri si riscatta dalla delusione di 7 giorni fa e vince il Gran Premio di Cina della Formula Uno. Dietro di lui Norris, capace di andare oltre tutti i mille problemi che ha avuto da venerdì e terzo Russel, ancora una volta solido come un polaretto in Antartide. Gara piuttosto soporifera in verità: quei nerd degli ingegneri hanno capito gestire le gomme (la gara è stata ad una sosta soltanto), hanno ridotto al minimo le variabili e quindi è successo poco o niente. Qualche sussulto soltanto in partenza e nel gruppone, eppoi trenino fino alla fine.

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McLaren bullizza il gruppo

Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, questa sera potrà dormire più sereno: le papaya vanno più degli altri. Piastri parte primo e arriva primo. Gara talmente tanto sotto controllo che probabilmente si sarà pure annoiato. Questa roba qua però la fanno solo quelli bravi, e lui lo è. Weekend invece difficile per Norris, a cui va quasi tutto storto: dal venerdì litiga con la macchina e termina il Gran premio con un grave problema ai freni. Se, quando ti succede tutto questo, riesci comunque ad arrivare secondo, vuol dire che sei pronto per giocarti il mondiale. La macchina c’è, lui pure. Forse ci siamo.

Mercedes aggrappata alla coda

Non sono veloci come la McLaren, ma i crucchi sono sempre lì, pronti ad approfittare di ogni errore di quelli davanti. Altro weekend adamantino per George: 0 errori, sempre al limite ma mai oltre e tanti punti a casa, in attesa di una vettura più competitiva per poter sfidare le McLaren. Più di così non si può. Più ombre che luci per Antonelli. Il rookie non sta mai coi primi e finisce in un trenino-drs in mezzo al gruppone. Nessuno si aspetta miracoli da lui, ma, se non vuole fare arrabbiare lo zio Toto (Wolff) non deve finire la gara dietro ad una Haas (Ocon) e deve stare più vicino a Russell. Possibilmente già dal Giappone.

Red Bull appena sopra la soglia di galleggiamento

Anche in Cina Max tiene in piedi la baracca, con un quarto posto che potrebbe risultare decisivo a fine anno. La macchina va piano, inutile girarci attorno, siamo molto lontano da McLaren e lontano persino da Mercedes e Ferrari. A Milton Keynes devono lavorare molto per dare a Max qualcosa che non sia un trattore. Poi ci pensa lui. Su Lawson meglio stendere un velo pietoso, non è carino sparare sulla croce rossa. Ultimo in qualifica, arriva al traguardo una vita dopo gli altri, dopo una gara spesa a lottare con quelli che vanno veramente piano. Pare che a breve verrà spedito nel team satellite (Racing Bulls) e rimpiazzato da Yukino.

Ferrari in versione gambero

Esattamente come in Australia, anche in Cina la Ferrari fa la corsa del gambero, andando sempre più indietro col passare dei giorni. Venerdì bene grazie alla pole (sprint race). Sabato malino (vittoria nella sprint ma brutte qualifiche). Domenica malissimo. Già alla prima curva si è rischiata la tragedia col contatto Leclerc Hamilton, che avrebbe potuto buttare fuori dalla gara entrambi. Le cose in realtà sono andate persino peggio. Vetture quasi sempre lente, piazzamento modesto ed alla fine pure squalificati. Forse sarebbe stato meglio l’incidente alla prima curva, ci saremmo risparmiati un’ora e mezza di agonia.

Haas on Fire

Le avevamo date per morte in Australia, ma sarà l’aria di Pasqua, gli americani in Cina sono resuscitati. L’improbabile duo Ocon/Bearman fa davvero un garone, e tanti punti/soldi alla causa Haas. Forse in inverno se la sono presa con una certa calma ed in Australia sono arrivati un po’ impreparati. In ogni caso ormai quella è roba passata, bentornati!

Certezza Williams

La scorsa settimana non era stata un’allucinazione causata da una sveglia particolarmente anticipata: le Williams quest’anno vanno forte. Albon anche oggi impeccabile, mentre Sainz continua a fare fatica (non è facile abituarsi al grip della Williams, quando fino a pochi mesi prima avevi una Ferrari). In ogni caso entrambi serenamente in mezzo al gruppo a fare a botte. Probabilmente ci faranno divertire per tutta la stagione.

Aston Martin in attesa del miracolo

Alonso e Stroll aspettano che lo stregone Newey faccia al più presto la magia, ma non sarà semplice. Deve trasformare questo trattore in una vettura competitiva. Nel frattempo si vivacchia nelle parti basse del gruppo, provando a raccogliere qualche punticino buttato via dagli altri. L’inizio di stagione è difficile, forse più del previsto. Speriamo che arrivino giorni migliori.

Racing Bulls sprecona

In Cina i tori erano decisamente scornati. Yukino fa quel che può, ma tra errori di strategia e l’esplosione dell’ala, arriva ultimo. Hadjar invece ha passato una pessima domenica dietro ad un Doohan in versione Verstappen giorni brutti (alla fine giustamente penalizzato). Le macchina per lottare con Williams e Haas ci sta, ma bisogna fare meglio tutto il resto.

Alpine da incubo

I francesi in Cina non sono a loro agio. Gasly conduce una gara anonima, finendo fuori dai punti (alla fine pure squalificato), mentre Doohan si ritrova costretto a fare una gara quasi tutta in difesa. Dopo svariate manovre al limite, viene pure penalizzato, e finisce giusto davanti alle lentissime Sauber. Weekend da dimenticare il prima possibile.

Per Sauber è già finito l’incantesimo

Domenica scorsa ero sinceramente sconvolto: la Sauber andava forte (al di là delle più rosee aspettative) e se la giocava in mezzo al gruppo! 7 giorni dopo ed in un circuito normale in condizioni normali il “bluff” è stato scoperto. Hulkenberg e Bortoleto vanno piano, davvero piano. Mai in gara, sono lì giusto per timbrare il cartellino. Sarà un anno lungo e complicato.

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Ora breve pausa (direi menomale, così non ci avveleniamo un’altra domenica a causa della Ferrari), e si torna alla grande agli inizi di aprile: si gareggerà in uno dei circuiti più belli del mondiale, Suzuka (Giappone). Già mi brillano gli occhi.

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