Grazie ad una prestazione clamorosa del campione del mondo, uno tra i più forti piloti che la F1 abbia mai avuto, Max Verstappen vince il Gran Premio del Giappone. Dietro di lui le due McLaren di Norris e Piastri.
Com’è andata per Verstappen in Giappone
Gara noiosa, noiosissima, in cui non è successo praticamente nulla. I primi 6 sono arrivati nelle stesse posizioni in cui sono partiti, dietro poco altro. Cose simili accadono di solito su tracciati in cui è difficile/impossibile superare (Monte Carlo e Singapore), e non su tracciati “tradizionali” come Suzuka. Oggi però alcuni fattori hanno fatto che sì che la gara si trasformasse in un enorme trenino da cui era molto difficile scappare. Innanzitutto il layout del circuito premia l’efficienza aereo dinamica.
Chi sta dietro quindi, prendendo tanta aria “sporca”, è fortemente penalizzato. Quindi o sei molto, ma molto, più veloce di chi ti precede, oppure rimani dietro. Inoltre i punti di sorpasso sono pochi, ciò limita le possibilità di attacco. Infine, grazie alle basse temperature, le gomme (sia le dure che le medie) non hanno avuto problemi di consumo. Nonostante in pista ci sia stata poca “azione”, la gara ci ha offerto molti spunti di riflessione.

Red Bull, a One pilot team
Max Verstappen è il pilota più forte della sua generazione, e tra i piloti più forti della storia della F1. Banale, lo so, ma davvero non so più cosa scrivere sul demone alato. In qualifica fa un giro senza alcun senso (inspiegabile persino per i tecnici Red Bull), mentre in gara è semplicemente perfetto. Nonostante sia costretto a guidare un trattore, tiene dietro Norris e Piastri senza mai fare errori, apparentemente senza neppure fare fatica.
C’è tanto, tantissimo di suo in questa vittoria, perché la macchina fa fatica. Fatica che vediamo sul faccino del samurai Tsunoda, che arriva in Giappone pronto a spaccare tutto, e va via probabilmente pentendosi di aver lasciato la Racing Bulls per approdare nel team principale. L’auto sarà pure veloce, ma è difficile da mettere a punto, e ancora di più da guidare. Forse soltanto quel genio di Max può riuscirci.
Mclaren a fantasia 0
Hai la vettura più veloce, e due piloti agguerriti. Ma se parti dietro e davanti a te c’è il demone alato, per vincere devi fare qualcosa di speciale, sempre. Invece oggi la McLaren si è limitata a fare il compitino, pensando/sperando che potesse bastare. Dato il grosso vantaggio su quelli dietro, probabilmente avrebbero potuto inventarsi qualcosa per provare ad insidiare Max (swap Norris Pilastri, una strategia pazza), invece hanno preferito arrivare 2 e 3. Soltanto a fine stagione capiremo se quella di oggi è stata un’occasione persa, oppure se si è messo tanto fieno in cascina per arrivare, a fine anno, a giocarsi i due mondiali.
Ferrari a luci ed ombre
Dopo due weekend decisamente da dimenticare, la Ferrari torna a battere un colpo, meglio dire un colpetto. Leclerc, sia sabato che domenica, tira fuori dalla vettura tutto il suo attuale potenziale, finendo 4, davanti alle Mercedes, oggi probabilmente più veloci della sua Ferrari. Hamilton invece da venerdì in grossa difficoltà. Prova assetti e strategie diverse da Leclerc, ma i risultati sono scadenti. La sua è una gara mesta. Alla fine arriva ultimo tra i top team, molto lontano da Antonelli.
Solita Mercedes
Chi invece non sbaglia un colpo sono i crucchi. Anche oggi portano a casa (quasi) il massimo possibile con quello che hanno (probabilmente Russell ne aveva un po’ di più di Leclerc), in attesa di qualche pezzo nuovo che possa aiutarli ad avvicinarsi, in termini di performance, ai primissimi. Garone di Antonelli, che, grazie ad una gestione pressoché perfetta dei pneumatici, è stato leader della gara per un bel po’ di giri, per poi finire vicino, vicinissimo a Russell, grazie ad un secondo stint in cui è stato il più veloce in assoluto.
Piccoli tori scatenati
Il team satellite di Red Bull fa un altro figurone in Giappone, nonostante gli abbiano tolto il samurai (Tsunoda) e gli abbiano dato in cambio quella mezza pippa di Lawson. Probabilmente, assieme alla Williams, si giocheranno il titolo di “primo degli altri” fino alla fine dell’anno.
Williams in ombra
Un amore mai nato con Suzuka e strategie discutibili hanno portato le due Williams un po’ più dietro rispetto a dove ci stavamo abituando a vederle. Il sempre solidissimo Albon porta anche oggi la pagnotta a casa, mentre Sainz, forse ancora preda della nostalgia per la Ferrari, arriva tanto lontano dal suo compagno di squadra. Lo spagnolo deve svegliarsi, sennò la Williams potrebbe presto rimpiangere di aver scartato Colapinto.
Le due facce di Haas
Dopo averci fatto vedere la faccia peggiore in Australia e quella migliore in Cina, gli americani in Giappone decidono di mostrare entrambi i loro volti. Da un lato infatti abbiamo la grande prestazione di Bearman (super qualifica e grande gara), dall’altro il triste weekend di Ocon, praticamente mai competitivo. Un minimo di coerenza non ci dispiacerebbe, così potremmo capire con quale mostro abbiamo a che fare.
Meglio dimenticare
Alpine, Aston Martin e Sauber male malissimo. Tutti e tre i team non sono competitivi, non lottano e galleggiano in mezzo al gruppone, aspettando che finisca la gara. Speriamo in qualche sviluppo, sennò l’anno sarà molto difficile.
Dopo questo Giappone di Verstappen avaro di emozioni, ci si rivede già domenica prossima in Bahrain. Non dovremo essere armati di sveglia, in quanto la partenza sarà alle 17, ed il circuito si presta a gare spettacolari. Inoltre alcuni team (tra cui Ferrari) dovrebbero portare i primi aggiornamenti, quindi alcune cose cambieranno. Speriamo in meglio (ma trattandosi di Ferrari, non ci giurerei).


