Uno degli eventi più attesi dell’anno è indubbiamente il Festival di Venezia. Simboli emblematici del grande evento, il red carpet e il leone d’oro. Anche quest’anno si celebrerà la Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia che giunge alla sua 82ª edizione. Tutto pronto: tappeto steso e statuetta lucidata.
Dal 2012 ad orchestrare il tutto è Alberto Barbera, critico cinematografico italiano. Anche quest’anno gli sarà affidata la direzione del Festival di Venezia e pare che gli sia stata confermata anche per il prossimo anno. Luogo del Festival sarà l’elegantissimo Lido di Venezia che accoglierà tutte le star del cinema internazionale dal 27 agosto al 6 settembre 2025. Dieci giorni intensi per tutti gli amanti del cinema e dell’arte in tutte le sue forme.
Non solo cinema
Il festival di Venezia non è soltando il festival che celebra il cinema come forma di intrattenimento, è anche un luogo per eccellenza in cui si esprime, proprio attraverso questo mezzo di comunicazione, la denuncia sociale, si afferma con forza la libertà di espressione e si rivendica la parità di genere.
Aldilà delle polemiche relative ai meriti e ai demeriti dei film in gara, lo scorso anno abbiamo assistito ad un Festival molto intenso: politica, guerra, censura di alcuni film, equità di genere sono solo alcuni dei temi trattati.
Centinaia di artisti si sono liberamente espressi e hanno apertamente manifestato la loro indignazione per il conflitto israelo-palestinese. Hanno dimostrato solidarietà al popolo palestinese attraverso una lettera intitolata “No Artwashing at 81 Mostra del Cinema di Venezia”.
Si invitava il festival a prendere una posizione sul genocidio a Gaza, denunciando la presenza di due film israeliani in gara “Of Dogs and Men” e “Why War”, prodotti da case ritenute complici dell’artwashing.

L’esito è stato negativo e lo stesso Barbera, dopo aver chiarito che i film contestati non erano anti-palestinesi, ha ribadito che una delle prerogative del festival è proprio l’apertura a diversi punti di vista, senza esclusione di nessuna ideologia. Scopo principale è da sempre l’accoglimento di opinioni diverse.
Arrendersi mai

Venice4Palestine, un collettivo di professionisti del mondo del cinema, dell’audiovisivo e della cultura, è nato con l’obiettivo preciso: trasformare uno degli eventi cinematografici più famosi e celebri di tutti i tempi in un’occasione di impegno politico.
Il loro impegno si era già concretizzato nel 2024, anno di fondazione del “movimento”, con la richiesta aperta di condannare il conflitto a Gaza. L’esito della richiesta lo conosciamo già.
Il 22 agosto 2025 è stata inviata una lettera aperta alla Biennale da parte del collettivo, in cui si esorta la condanna esplicita del genocidio a Gaza.
Si richiede maggiore voce alla Palestina con la proposta di dedicare uno spazio alla narrazione di ciò che sta accadendo affinchè il festival non resti solo una vana e futile vetrina, ma un’occasione di confronto, riflessione e partecipazione attiva.
Le richieste non finiscono qui, la Venice4Palestine ha chiesto, sempre nella lettera, il ritiro dell’invito a personaggi del cinema che hanno dimostrato appoggio ad Israele.
Faremo tranquillamente a meno di Gal Gadot, attrice e modella israeliana che, venuta a conoscenza della richiesta del collettivo e nonostante la sua presenza – a quanto pare – non fosse neppure prevista, ha dichiarato che non parteciperà alla mostra.
La risposta della Biennale è stata uguale a quella dell’anno scorso: tramite un comunicato è stato ribadito che il festival è un luogo aperto al confronto in cui trovano spazio tutte le questioni del mondo.
Prima in passerella: l’Italia, si spera
Ad aprire il sipario sarà Emanuela Fanelli, comica e attrice italiana, scelta come madrina del Festival. Condurrà la cerimonia di apertura e di chiusura dell’82 edizione del Festival. Mentre, a dare il via alle proiezioni sarà “La Grazia” di Paolo Sorrentino. Un’intensa e misteriosa storia d’amore, in anteprima mondiale, con protagonisti Toni Servillo e Anna Ferzetti.
Gli altri italiani in gara
Gli altri film italiani in gara sono “Elisa” di Leonardo Di Costanzo, un dramma psicologico che narra la storia di Elisa, una trentacinquenne in carcere da dieci anni per omicidio, porta il peso di un passato che non ricorda e di una colpa di cui non è consapevole.
La collaborazione con il criminologo che si occupa della ricostruzione del suo caso le riaccende la memoria e le fa vivere un vaggio emozionale interiore che la porterà alla redenzione.
“Duse” di Pietro Marcello, la storia di Eleonora Duse, attrice di teatro italiana, legata sentimentalmente al poeta esteta Gabriele D’annunzio, se ne narrano gli ultimi anni di vita, il suo ritorno al palco in un periodo molto complesso della sua vita e della storia.
Tra le difficoltà di un’Italia scossa dal primo dopoguerra, il desiderio di resilienza e una salute cagionevole quello di Eleonora è un atto di perseveranza artistica e personale.
“Un film fatto per bene” di Franco Maresco, una sorta di meta-film che nasce con un progetto chiaro: un docufilm su Carmelo Bene, personaggio di rilievo nel panorama cinematografico italiano.
Un passo indietro da parte della produzione mette a repentaglio il progetto e porta Maresco a denunciare il “filmicidio” e ad iniziare una riflessione narrativa sull’arte del cinema. Il titolo ha un qualcosa di amaro che riflette l’amaro di un progetto ben pensato ma interrotto che alla fine ha prodotto ugualmente “un film fatto per bene”.
Infine, “Sotto le nuvole” di Gianfranco Rosi, un film in bianco e nero sui luoghi di Partenope. Un viaggio itinerante accompagnato dalla storia dei tempi e dei luoghi che furono.
Ambientato tra il golfo di Napoli e il Vesuvio, tra le strade affollate di una Napoli che non smette mai di sorprendere con il suo passato e le sue tradizioni, le sue rovine e i suoi segreti.
Un festival di novità e di ritorni
Quest’anno ad illuminare il festival, col suo sorriso smagliante, ci sarà per la prima volta Julia Roberts. Presenterà, nel ruolo di protagonista, il film “After the hunt” diretto da Luca Guadagnino, ma non concorrerà per scelta del regista. Per la prima volta sfilerà sul red carpet veneziano a Lido Venezia una delle attrici più celebri del cinema internazionale. A farle compagnia ci saranno molti colleghi internazionali. Confermata la presenza di Jacob Elordi, Adam Driver, George Clooney, Cate Blanchett, Emma Stone, Emily Blunt e tanti altri. Oltre a lustrini e abiti da capogiro, ci saranno sicuramente incontri interessanti. L’incontro di personalità artistiche sul tappeto più ambito d’Italia.
Sotto la Presidenza della Giuria Alexander Payne, i film in gara saranno valutati e, solo uno si aggiudicherà il Golden Lion come miglior film. Sarà assegnato durante la cerimonia finale che chiuderà le danze il 6 settembre.
Quello di Venezia è un teatro importante.
Un sipario che si apre e si chiude annualmente per il cinema e per l’arte in tutte le sue forme. Le aspettative solo alte, incrociamo le dita per il cinema italiano.


