Quelle canzoni d’amore italiane che prima sembravano melense e noiose trovano improvvisamente traduzione e chiave di lettura quando tu e quello che pensavi essere l’amore della tua vita vi lasciate. Ecco i 19 pezzi migliori per soffrire questa cosa!
N. 19 Parigi – Enzo Carella
L’amore più logorante di tutti resta quello non corrisposto. Lo racconta benissimo Enzo Carella, in un brano dalle musicalità quasi inquietanti che ricordano quelle di Profondo Rosso. Come teatro una Parigi in fiamme, messa al rogo dallo stesso protagonista in onore della sua amata che però, non lo guarda nemmeno per sbaglio.
N. 18 Via – Claudio Baglioni
i tratta di un pezzo senza particolari invenzioni poetiche, forse persino banalotto in certe figure retoriche. Ma sarà il ritmo serrato, la voce graffiante, la rabbia quasi rock che riescono a rendere questo brano il più rappresentativo di una notte passata in auto a correre e piangere senza meta. Un amore finito e un mal di cuore che non passeranno mai per il resto della vita.
N. 17 Un’estate fà – Franco Califano
Califano riadatta la canzone francese “Une belle historie” di Michel Fugain, stravolgendo l’iniziale storia di un colpo di fulmine nato tra due ragazzi su un’autostrada e parlando della nostalgia estiva. La canzone fa viene scritta originariamente per il gruppo Homo Spaiens, successivamente verrà cantata da solisti da Mina e da Califano stesso, ma il senso non cambia. Quante cose possono cambiare in un anno tra un’estate e l’altra? Quali amori che parevano infiniti possono ormai giacere per sempre tra i nostri ricordi e il fondo della sabbia rovente?
N. 16 Iris – Speranza
Ce lo hanno insegnato i Goo Goo Dolls e Biagio Antonacci: ogni canzone con il titolo “Iris” è un capolavoro assicurato. Ma per poter apprezzare pienamente l’Iris di Speranza dobbiamo aspettare la fine, quando il rapper dice “Non parlo d’amore, parlo di rancore”. Il brano sembra essere completamente intriso di odio nei confronti della persona che fino a pochi giorni prima era la nostra ragione di vita, il motivo per il quale avevamo messo la testa a posto.
N. 15 Rimmel – Francesco De Gregori
Famoso nei falò e nei momenti di più alta disperazione alcolica, questo capolavoro del 1971 ci pone una domanda brutale: un rapporto che finisce senza drammi è un rapporto che finisce senza sofferenza? La risposta è no. Quelle facce sovrapposte e quei baci inviati all’indirizzo di chissà chi altro ci ricordano che la civiltà e il rimanere buoni amici servono a stordire la sofferenza come fanno le spezie con la carne guasta.
N. 14 Scrivimi – Nino Buonocore
Questo capolavoro della musica leggera arriva alle orecchie del popolo italiano nel 1990. La canzone, dalle musicalità delicatissime e con la straordinaria voce di Nino Buonocore, tratta di un aspetto abbastanza morboso della fine di un amore: il bisogno di rimanere in contatto.
Se tu che stai leggendo hai mai terminato una relazione con qualcuno conoscerai sicuramente la difficoltà di rinunciare all’abitudine del dialogo, a quei messaggi di buonanotte. Ci si potrebbe accontentare, per il resto della propria esistenza, di sapere che l’altra persona ogni tanto pensa semplicemente a noi, anche se la sua vita continua.
N. 13 Champagne – Peppino Di Capri
in questo classico immortale, lo champagne per Peppino Di Capri assume il ruolo della madeleine di Proust. È davanti alla coppa colma che l’autore ripercorre quell’amore proibito che adesso non esiste più. L’unica cosa che gli resta da fare è festeggiare, anche se da solo.
N. 12 Fai rumore – Diodato
Quando due si lasciano nulla fa più rumore del silenzio, il silenzio tra due persone che fino al giorno prima parlavano di continuo. Il disperato tentativo di fuggire da quell’assordante non rumore non fa che riportare chi soffre nei luoghi dei ricordi, nei posti di ciò che è stato.
N. 11 Voce e’ Notte – Roberto Murolo
Quello che rende incredibile questa classica serenata napoletana è la narrazione che c’è dietro. Si tratta di un ex che sotto la finestra della donna che un tempo lo amava canta in modo melanconico, ma adesso questa donna ha un altro uomo che le fa compagnia nel letto. Il rivale dorme e tanto basta al vecchio amante per dire tutto quello che deve prima di sparire nella notte
N. 10 Dove – Eduardo De Crescenzo
La ricerca è disperata, quasi onirica, certamente ossessiva. La ricerca è quella della propria metà perfetta, un amore ideale e idealizzato che semmai dovesse esistere si nasconde veramente bene. Non ascoltatela se vi è fallita la terza situationship nel giro di un mese.
N. 9 La canzone dell’amore perduto – Fabrizio De André
Una canzone? No, una poesia. Una poesia che parla del naturale e fisiologico conumarsi dell’amore. I giorni di immensa eccitazione ed euforia tra due amanti sono destinati a diventare sbiaditi e abitudinari fino a fare posto ad un amore nuovo. Non c’è modo per sfuggire a questo destino.
N. 8 Te voglio bene ancora – Gigi D’Alessio
Se riuscite ad uscire dal pregiudizio vi renderete conto che anche il D’Alessio nazionale riesce a creare delle grandi emozioni musicali. Questa canzone racconta la storia di due fidanzati che si incontrano molto tempo dopo essersi lasciati, forse anni. Per un’ultima volta si concedono di essere felici e spensierati come erano un tempo, probabilmente non si rivedranno mai più.
N. 7 Carte e cartuscelle – Pino Daniele
La fine dell’amore rispecchiata dal ritrovamento di qualcosa di materiale, semplice. Il ritrovamento di qualcosa che il resto del mondo considererebbe spazzatura ma la sensibilità di Pino Daniele interpreta come ricordi vividi, le cartacce nella tasca di un vecchio cappotto, forse ricevute o biglietti di un cinema che ci ricordano un momento che non tornerà mai più.
N. 6 Minuetto – Mia Martini
Quante volte ti ha detto che lascerà sua moglie o suo marito? Sappi che forse non lo farà mai, ma non soffrirci troppo, è capitato anche alla protagonista di questa opera immensa. Forse l’età, forse l’abitudine, ormai quell’uomo che si prende solo il suo corpo e poi sparisce sembra essere l’unica pallida illusione d’amore.
N. 5 Lilly – Antonello Venditti
Non si sa come, ma Venditti è riuscito a fotografare in maniera perfetta tutti gli anni ‘70 attraverso due temi cardine: l’amore e l’eroina. L’amore che il protagonista prova nei confronti di una ragazza che conosce sin da piccola, un amore in praticabile proprio a causa delle dipendenze di lei e del suo decadimento mentale e fisico.
N. 4 Che vuole questa musica stasera – Peppino Gagliardi
Questo brano non parla di sofferenza per amore, ma di tormento. Una canzone che ritorna come un diavolo pronto a sottoporti a una dolce tortura. Nessuno ha mai raccontato con tanta precisione la fuga e il paradossale inseguimento ai ricordi di un amore finito, il tentativo di sfuggire alla canzone che ricorda il momento più bello della tua vita.
N. 3 Io non piango – Franco Califano
Quella che per quasi tutta la sua durata sembra essere l’autobiografia di un uomo insensibile e cinico, solo alla fine rivela l’anima distrutta di qualcuno che riesce a piangere solo davanti a una scomoda realtà, quella di un amore finito e di una vita ancora troppo lunga da vivere senza quella persona affianco. Califano prende l’immagine dell’uomo freddo e senza sentimenti e la ribalta mostrandone le viscere.
N. 2 Volami nel cuore – Mina
Anche se tradita, la donna protagonista di questa canzone ama così tanto che è dispsota a riprendersi l’uomo che l’ha tradita, convinta che l’altra sia solo una storia passeggera. Cosa più dolorosa, è che il suo sentimento è così forte che anche se quell’uomo non dovesse tornare lei gli augurerebbe comunque il meglio, perchè continuerà ad amarlo per sempre.
N. 1 Gocce di memoria – Giorgia
Se questa canzone si trova al primo posto è perchè parla dell’estrema separazione tra due persone che si amano: la morte. Giorgia scrisse questa canzone quando il suo ex partner Alex Baroni morì in un incidente, creando un monumento sull’elaborazione del lutto, su quanto tutto quello che era stato pomesso e programmato sia ormai impossibile da portare a termine, sul fatto che rimangano solo gocce di memoria.


