Al momento stai visualizzando Netflix-Warner: la N rossa non è l’unica a comprare all’asta

Netflix-Warner: la N rossa non è l’unica a comprare all’asta

Con l’affare Netflix-Warner il colosso dello streaming potrebbe aggiudicarsi all’asta la storia del cinema. La “N rossa” è infatti a un passo dal comprare Warner Bros, prima fusa con Discovery, per quasi 83 miliardi di dollari. Un’acquisizione storica, avvenuta dopo 102 anni di onorato servizio. La Warner ha infatti dato i natali a prodotti di culto come le saghe di Harry Potter e Matrix, i Looney Tunes e tutto ciò che ha a che fare con DC Comics nell’audiovisivo. Netflix però non è l’unica azienda che, appena ne ha l’occasione – come in Agar.io – decide di “mangiare” gli avversari per diventare più grande.

Anzi: l’accordo Netflix-Warner è solo l’ultimo in agenda, per ora. Capiamo insieme quali sono i “possedimenti” delle altre major e quale, tra esse, detiene il “feudo” più esteso.

Il duo Paramount-Skydance

Nel 2023, Paramount attraversava una forte crisi. Dopo la fusione con Viacom e CBS nel 2019, aveva debiti da miliardi di dollari e la concorrenza fronte streaming rappresentata da Netflix, che minacciava la piattaforma Paramount+. Questi problemi spinsero la storica casa di produzione a trovare un nuovo partner per sopravvivere. Entrò in suo soccorso Skydance Media, che aveva già collaborato con Paramount per blockbuster come Mission: Impossible. Il CEO di Skydance, è da sottolineare, non è un signor nessuno: David Ellison, figlio del miliardario Larry Ellison, fondatore di Oracle e legato a Donald Trump.

Paramount Skydance

La fusione che ha dato vita a Paramount Skydance Corporation è andata in porto nell’estate di quest’anno. Prima, però, mesi di ritardi causati dell’appena rieletto Donald Trump, a cui non sta tanto simpatica la CBS per varie ragioni. 16 milioni di dollari dopo, il Presidente USA ha sbloccato l’accordo.

Questo colosso appena nato detiene una fetta cospicua dell’industria dell’intrattenimento. Oltre ai rispettivi studi cinematografici, l’operazione ha riunito in un’unica famiglia i network CBS, MTV, Nickelodeon e Paramount+. Ne fanno parte anche franchise come Mission: Impossible, Top Gun, Transformers, Star Trek e Spongebob.

Amazon sfida Netflix e doma il leone

Quando pensiamo ad Amazon ci vengono subito in mente i problemi coi corrieri e il catalogo di Amazon Prime Video. Ma l’azienda di Jeff Bezos, nata nel 1994, punta anche a espandere l’offerta di film e serie sulla sua piattaforma per competere con Netflix. Per questo motivo, nel 2021, ha acquistato per circa 8 miliardi di dollari la Metro Goldwyn Mayer – o MGM (quella del leone che ruggisce, per intenderci). Bezos dunque si aggiudica i franchise di 007 e Rocky. Questi vanno a sommarsi a fortunate serie originali Amazon come The Boys e Gli Anelli del Potere, oltre agli enormi profitti della piattaforma Twitch.

Comcast: da Jurassic World ai Minions

Un nome meno altisonante rispetto ad Amazon, Netflix o Disney. Rimane comunque un titano dell’intrattenimento con più di una gallina dalle uova d’oro per quanto riguarda asset e franchise. Comcast Corporation, classe 1963, nasce come operatore via cavo e fornitore di servizi telefonici domestici. Nel 2011 mette le mani sul gruppo NBCUniversal, ovvero la fusione – nata nel 2004 – tra NBC e Universal Pictures.

Comcast proprietà cosa fa parte schema cerchio

Oltre ai network di NBC, Comcast assorbì anche la preziosa eredità di Universal. Ne fanno parte le serie di Jurassic Park e Jurassic World, Fast & Furious e Ritorno al Futuro, tra le tante. In più gli studi di animazione Dreamworks (Shrek, Kung Fu Panda, Dragon Trainer, Madagascar) e Illumination (Cattivissimo Me, Minions, il recente Super Mario Bros. – Il Film). Colpaccio anche quello del 2018 con l’acquisizione di Sky, leader europeo delle telecomunicazioni.

Netflix-Warner Bros: il cinema trema

Cosa accadrà alle uscite in sala? E al mercato home-video? Il prezzo dell’abbonamento aumenterà? Christopher Nolan ci salverà da quest’apocalisse? Il cinema è morto? Tutte domande per le quali, attualmente, non abbiamo una risposta, per quanto il CEO di Netflix si “esponga” con dichiarazioni rassicuranti che – però – lasciano il tempo che trovano. D’altronde non ci si può mai fidare del capitalismo.

Warner Bros personaggi film iconici Looney Tunes Scooby Doo

Ma a un quesito possiamo dare delucidazioni: cosa si sta accaparrando Netflix con 83 miliardi di dollari? Warner Bros non solo detiene la storica emittente televisiva HBO e il suo servizio streaming HBO Max (che fine farà?), e di conseguenza serie come Game of Thrones e la prossima su Harry Potter, ma molto altro. La libreria mediatica totale di Warner è a dir poco spaventosa. Si parte con le serie cinematografiche de Il Signore degli Anelli e Harry Potter, poi Matrix, i Looney Tunes, Cartoon Network e i cartoni Hanna-Barbera (Scooby-Doo, I Flintstones). Avranno il marchio Netflix anche i futuri progetti legati a DC Comics, come The Batman II e i prossimi film del DCU di James Gunn, partito quest’anno con Superman.

L’avvenimento ha scosso i cinefili di tutto il mondo, che ora hanno seriamente paura per il futuro della settima arte. Non solo gli spettatori, ma anche gli addetti ai lavori sono preoccupati. Per questo Christopher Nolan, regista de Il Cavaliere Oscuro e premio Oscar per Oppenheimer, incontrerà prossimamente i dirigenti Netflix per discutere in quanto Presidente della Directors Guild of America.

Incerto è anche il futuro di Discovery, ex partner di Warner Bros ma esclusa dall’accordo con Netflix. Secondo gli analisti potrebbe essere assorbita da Sky, e quindi da Comcast.

COLPO DI SCENA: nelle ultime ore Paramount Skydance si sarebbe messa a fare braccio di ferro con Netflix per soffiarle Warner Bros. Il rilancio supererebbe i 100 miliardi di dollari.

L’incubo di Netflix: l’Impero Disney

La Walt Disney Company, a partire dal 1923 – anno in cui Walt Disney e il fratello Roy la fondarono col nome di “Disney Brothers Cartoon Studio” – nel corso del tempo si è ingigantita a tal punto da diventare la cosa che più assomiglia a un monopolio nell’industria dell’intrattenimento. La “Casa del Topo” era già spaventosamente potente di suo, ma tutta una serie di acquisti plurimiliardari l’hanno portata ad avere mani in pasta ovunque. In confronto l’affare Netflix-Warner è roba da poco.

La prima grande espansione avvenne negli anni ’90 con la rilevazione della rete televisiva ABC. Nel 2006 si aggiunse lo studio di animazione Pixar (Toy Story, Ratatouille, Cars, Up, Wall-E), nato nel ’79 come divisione addetta alla computer grafica per Lucasfilm. Dopo Lucas, Pixar è passata a Steve Jobs negli anni ’80, ma fino ai primi del 2000 ha collaborato più volte con Disney Animation per integrazioni in CGI in film come La Bella e la Bestia. Oggi è al 100% Disney dopo un affare da 7,4 miliardi di dollari.

Disney+ proprietà Lucasfilm Marvel Disney Plus

Tre anni dopo fu il turno di Marvel Entertainment, che attraverso i Marvel Studios aveva appena dato inizio al franchise cinematografico di Ironman, poi evolutosi nel Marvel Cinematic Universe (MCU). Nel 2012 fece la stessa fine la Lucasfilm di George Lucas, padre di Star Wars. La saga, sotto Disney, è stata sfruttata considerevolmente attraverso una nuova trilogia cinematografica e due film spin-off, numerose serie su Disney+, videogiochi, fumetti e tanti altri progetti in lavorazione.

Ma tutto questo non era abbastanza per la “Grande D”, che di recente ha incorporato anche 20th Century Fox, e così Avatar, Alien, I Simpson e i diritti cinematografici di alcuni personaggi Marvel come i Fantastici 4 e gli X-Men, che ora potranno finalmente interagire con gli Avengers in quello che Martin Scorsese definirebbe “absolute cinema”. Con l’affare Fox, Disney si mise in tasca anche buona parte delle quote della piattaforma streaming Hulu. Successivamente comprò anche le restanti azioni detenute da Comcast e integrò l’intera libreria Hulu (The Bear, The Handmaid’s Tale, Shōgun) nel catalogo di Disney+.

Cosa possiamo aspettarci dal futuro? Le cose rimarranno così oppure una di queste grandi multinazionali, che sia Disney o Netflix-Warner, arriverà a detenere il monopolio totale dell’intrattenimento?

Lascia un commento