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Only Fans: ombre inquietanti tra revenge porn, truffe, sfruttamento e bot chatters

Da fenomeno del momento a vera e propria forma di lavoro, Only Fans, la piattaforma lanciata nel 2016, ha trasformato il panorama digitale e il mercato del lavoro per molti, attraendo milioni di content creator e abbonati. Ma dietro il suo successo globale si nascondono zone d’ombra che sollevano interrogativi sul funzionamento e sull’etica del modello.  

Un’inchiesta in quattro parti condotta da Reuters ha portato alla luce aspetti controversi della piattaforma, spesso ignorati dal grande pubblico. Only Fans, che consente ai creators di trattenere l’80% dei guadagni generati dagli abbonamenti, ha visto una crescita esponenziale dopo la pandemia, passando da 100.000 creator nel 2019 a oltre 3 milioni oggi. Parallelamente, gli abbonati sono saliti a 240 milioni, disposti a pagare per accedere a contenuti esclusivi, spesso di natura esplicita.  

La propaganda capitalista di liberazione dei corpi dunque, sembra un mercato più che fruttuoso. Sarà forse perché è alimentato da sentimenti patriarcali e logiche di controllo gerarchizzate?

Contenuti senza consenso: il lato oscuro di Only Fans

Tra i principali punti critici individuati dall’inchiesta di Reuters troviamo la difficoltà nel controllare la natura consensuale dei contenuti pubblicati e la loro difficile revisione. 

Infatti la piattaforma è stata già scenario critico di pubblicazione di contenuti che vedevano protagonisti individui non consensuali, spesso donne e bambini. Questo è stato il caso di Sammy, vittima di violenza sessuale i cui aggressori hanno caricato il video dell’abuso su OnlyFans.

Sebbene la piattaforma affermi di rimuovere account che violano le regole, il meccanismo stesso, basato su contenuti nascosti dietro un paywall, rende arduo l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine.  

Infatti a meno che non si paghi non si può accedere alla visione del contenuto e ciò potrebbe rendere anche molte persone inconsapevoli del fatto di trovarsi sul sito contro la propria volontà, proprio perché senza previo pagamento non è possibile visualizzare i contenuti.

Un problema ancora più grave riguarda i minori: Reuters ha individuato almeno 30 casi documentati di abusi su minori pubblicati su Only Fans, con oltre 200 file segnalati alle autorità. Questo solleva interrogativi sulla responsabilità della piattaforma nel garantire un controllo più rigoroso.

Relazioni manipolatorie, truffe e bot 

Un altro aspetto inquietante riguarda le dinamiche para-sociali e para-sessuali che si instaurano tra creator e abbonati. È possibile infatti intrattenere sulla piattaforma chat o cam con i creator, sempre dietro pagamento. Il sistema della chat o della cam nasconde in realtà lo sfruttamento, da parte della piattaforma e dei creators, di alcuni meccanismi psicologici che possono portare utenti fragili a comportamenti compulsivi. 

Tra questi comportamenti troviamo ad esempio lo spendere somme considerevoli per ottenere contenuti personalizzati o interazioni esclusive. Insomma, l’indice di una vera e propria crisi di connessione reale che ha come conseguenza il  rifugio nei rapporti digitali. 

Un nuovo modo di evolvere i rapporti, diremmo, tra due individui (di cui uno agisce sempre dietro compenso) che si relazionano tramite il virtuale. 

Ebbene, non sempre è così. L’assenza di regole chiare sulle interazioni rende tutto dipendente dall’etica individuale del creator. Infatti, molti di loro (tra cui quelli più seguiti) si avvalgono di figure esterne, i cosiddetti chatters, che interagiscono con gli utenti al posto del creator. Questi operatori, spesso uomini, si specializzano nel comprendere i desideri degli abbonati per massimizzare i guadagni, alimentando ulteriormente la spesa compulsiva.  

Infatti, ecco un diretto estratto dell’inchiesta di Reuters: «Only Fans è un sito a finalità prettamente pornografiche basato sull’abbonamento dove i content creators e i followers possono sviluppare ciò che viene chiamata “relazione autentica” messaggiandosi a vicenda. Ma molti creators conosciuti, inclusi pornostar che guadagnano milioni didollari attraverso il sito, delegano l’atto di messaggiare con i loro iscritti a degli impersonatori pagati, detti chatters. Il lavoro dei chatters è quello di attirare sempre di più gli iscritti nel dare “mance” ai creators e comprare sempre più porno».

Tutto questo starebbe in piedi senza una forte logica capitalista e maschilista alla base? Secondo molti promotori del sexwork, sì. Secondo quanto ci dicono i dati finora raccolti, un po’ meno. Consideriamo anche che Only Fans è una forma di sexwork, o di prostituzione, che si sottrae all’atto della prostituzione stessa, avvicinandosi sempre di più ad un sistema di adescamento online di individui fragili, facendo spesso leva sulle proprie debolezze psicologiche e spingendoli a spendere compulsivamente, come un sistema di slot machines.

Only Fans è una piattaforma dove si promuove la liberazione sessuale dei corpi attraverso la sottomissione di quest’ultimo alle logiche del capitale. Una piattaforma dove si incoraggia un sexwork che si sottrae alla sua vera essenza: c’è il digitale a mediare i rapporti, lo schermo freddo di un cellulare, ed anche forse la sua protezione. Non ci sono, in questo sexwork, i segni delle violenze e degli abusi di ciò che davvero comporta la vendita sessuale del proprio corpo: il diritto del consumatore di fare ciò che vuole di te, perché ti ha acquistato, ha pagato un servizio, a prescindere dal tuo consenso o meno per svolgere specifici atti sessuali.

Questo, le vittime della tratta lo sanno molto bene, così come sanno che la liberazione del corpo non passa attraverso la sua vendita online, ma attraverso l’abbattimento del patriarcato.

Un modello in evoluzione ma problematico

Only Fans ha rivoluzionato il rapporto tra creators e pubblico, modificando il paradigma tradizionale della relazione tra le parti: mentre gli abbonati possono sapere molto del creator, quest’ultimo rimane all’oscuro di chi si trova dall’altra parte dello schermo, con conseguente non indifferenti in merito alla sicurezza dei creators, verso i quali potrebbero svilupparsi forme di vero e proprio stalking ed ossessione. 

Questa asimmetria, unita alla scarsità di controlli e regolamentazioni, ha creato un ecosistema che, pur generando enormi profitti, non manca di sollevare seri dubbi etici e legali.  

Il modello OnlyFans è destinato a restare sotto i riflettori, ma l’indagine di Reuters dimostra che il successo economico non può ignorare il prezzo umano e sociale che lo accompagna. Con una base utenti in continua espansione, la piattaforma dovrà affrontare sempre più pressioni per garantire sicurezza, trasparenza e responsabilità. 

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