C’è un fenomeno che nemmeno Darwin avrebbe potuto prevedere: l’essere umano che si iscrive in palestra a Gennaio. Convinto di diventare una nuova specie, a marzo torna allo stato primitivo: il divano.
Gennaio: l’età dell’oro
Gennaio è il mese della rinascita per questa specie. Le palestre, il nuovo habitat dei membri più giovani, sono piene, per quello che sembra essere l’inizio di una nuova stagione. Ogni membro della specie si adopera a modo suo per questo cambiamento: c’è chi compra completi tecnici che non userà mai, chi tappetini da stretching e, addirittura, chi impara un nuovo tipo di comunicazione, pronunciando parole come bulk, cut, HIIT senza sapere cosa significhino.
Secondo ricerche sul comportamento di questi “animali”, circa l’80% dei buoni propositi di inizio anno fallisce entro poche settimane. Gennaio è motivazione pura, ma fragile, più simile a una story Instagram che a una vera abitudine. Perché la motivazione di gennaio è emotiva, non strutturata, e nasce da: sensi di colpa post Natale, bisogno di ricominciare e confronto con le healthy lives degli influencer.
Febbraio: la fase della negoziazione
Febbraio è il mese in cui l’entusiasmo incontra la realtà, il sudore e la fatica.
Nella maggior parte dei casi, gli esemplari di questa specie MOLLANO; e avviene una trasformazione decisiva, l’obiettivo diventa negoziabile. Contornato da espressioni tali: “oggi salto, ma domani recupero”, “l’importante è ascoltare il corpo”, “sto già meglio rispetto a prima” (5 allenamenti totali). In questa fase il cervello preferisce la gratificazione immediata rispetto a quella differita. Ed è proprio qui che nasce la tentazione del nemico acerrimo della specie… il DIVANO. Restare sul divano significa: piacere subito, nessuna spesa, nessuna fatica. Se il nemico si insinua, le probabilità di riuscita sono minime e letali per gli esseri umani. Le ricerche, sopra nominate, sul comportamento abituale mostrano che, senza un sistema di rinforzo immediato, le nuove abitudini tendono a dissolversi rapidamente.
L’unica ancora di salvezza per questa specie è un aspetto oscuro a molti: LA FORZA DI VOLONTÀ.
Marzo: l’estinzione
Marzo è il mese della verità: le palestre si svuotano, i tappetini tornano visibili, i manubri non sono più territorio di guerra. Una calma quasi sospetta, e qui restano solo due categorie di superstiti : chi si allenava già da prima ( i finti culturisti) e chi ha usato la forza di volontà come motivazione contro la routine. Non è un caso, il problema non è la pigrizia, ma la strategia. A gennaio non decidiamo di migliorare, decidiamo di rivoluzionarci.
Ma ATTENZIONE, questa è la trappola. Nascono pensieri estremi: “vado tutti i giorni”, “cambio completamente stile di vita”, “da lunedì vita nuova”. Ma il cervello di questa specie non funziona per rivoluzioni, ma per istinti primordiali di spirito di adattamento graduale. Quando il cambiamento è troppo grande, diminuisce la probabilità di continuare e cresce il senso di fallimento
E appena salti un giorno… scatta il meccanismo mentale più pericoloso: “ormai ho rotto tutto”.
Guida pratica (breve) per sopravvivere:
Se Charles Darwin parlasse oggi, probabilmente direbbe: “Non sopravvive chi è più forte, ma chi riesce a continuare quando non ne ha voglia”.
Cose da ricordare: meglio 2 allenamenti a settimana per un anno che 6 per un mese, meglio routine noiosa che entusiasmo instabile, meglio ridurre l’obiettivo che abbandonarlo.
La vera evoluzione non è diventare una persona diversa ma leggermente migliore. Eppure, ogni anno, la storia si ripete, si vedono all’orizzonte mandrie di esseri umani alla deriva nella ricerca del fitness, pronti a comprare proteine, nuovi outfit e borsoni. Una crisi senza precedenti dove fingiamo di essere in forma, per soddisfare un bisogno collettivo di far pace con noi stessi. Riempiamo le palestre per sentirci appagati, per combattere i nostri mostri, perché è meglio andare a sollevare 120kg con bilanciere che parlare dei nostri problemi. E così, lentamente, la specie si ritrova in silenzio, chiusa nell’emotività e nell’espressione ma con delle chiappe da paura.
Ci vediamo a gennaio. Con nuove scarpe, nuovi obiettivi…e lo stesso identico finale.


