Il Ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara ha sete di novità, che non sono poche per il prossimo anno scolastico. Alcune ve le abbiamo presentate già qui. Nuove norme anche per i maturandi, dopo una fervida estate di proteste e manifestazioni di assenteismo all’esame finale. Insomma, chi quest’anno è scampato all’orale è stato l’ultimo a farlo senza rischiare la bocciatura.
Punto focale: l’esame orale
La tenera rima baciata che inaugura questo paragrafo vuole alleviare una soluzione dura e categorica che costituisce decisamente il punto più alto di questa serie di novità. Come anticipato, sono stati in tanti che durante quest’estate 2025 hanno deciso di affrontare solo ed unicamente le prove scritte, sottraendosi all’obbligo non sancito dell’esame orale. Bene, adesso quest’obbligo è stato stabilito: chi decide di non presentarsi all’esame orale, dovrà ripetere l’anno.
Come sempre l’opinione pubblica si divide a metà: da una parte chi riteneva fosse giusto protestare in questo modo per accusare tacitamente un sistema scolastico ritenuto dannoso e nocivo per la salute mentale degli studenti; dall’altra chi sottolinea l’importanza di sapersi assumere le proprie responsabilità, diventare “maturi” forse significa anche superare certi ostacoli che sembrano insormontabili con senso del dovere.
Orale: commissione e “documento”
L’ altro cambiamento colpisce i docenti che fanno parte della commissione presente all’esame orale. Gli insegnanti non saranno più 6, ma 4 (due docenti interni e due esterni, più il presidente). «Ma formeremo e li pagheremo di più» assicura il Ministro. Le quattro materie oggetto dell’esame orale devono essere «caratterizzanti» e molto probabilmente italiano e matematica avranno la certezza di comparire in tutti i percorsi (greco e latino per chi è così pazzo da aver fatto il classico).
Si sottolinea la volontà di avere maggiore serietà durante l’esame orale, focalizzandosi non solo sulla preparazione culturale dello studente, ma anche sulla sua personalità e sulle attività extra scolastiche lodevoli. Focus anche sull’ormai noto Pcto – i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento – che adesso saranno conosciuti come «percorsi di formazione scuola-lavoro». Chi ha avuto sei in condotta, dovrà poi sostenere una “prova di riparazione” presentando un elaborato sulla cittadinanza.
Niente più “documento”, quella trovata (diciamocelo, malvagia) che consisteva nel pescare una qualsiasi immagine o testo e iniziare così a creare collegamenti ad una velocità lampo. Per uno dei primi momenti della vita in cui sei sotto pressione, diciamo che non è il massimo. Il benvenuto nel mondo degli adulti potrebbe essere anche meno duro. Infatti, probabilmente si tornerà alla classica, intramontabile “tesina”.
Infine, un cambio nome che non colpisce più di tanto. L’ esame di Stato torna ufficialmente a chiamarsi Esame di Maturità. Ma chi lo chiamava Esame di Stato?


