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Spain, July 31, 2026. REUTERS/Fabian Bimmer REFILE - CHANGES SLUG

Una crisi non umanitaria

Le immagini di una crisi non umanitaria hanno spezzato la continuità di video di tenerissimi gattini e di meravigliose spiagge che affollano i nostri social media. In questi roventi giorni di piena estate (sarebbe anche il caso poi di smetterla di lamentarsi del caldo. Dopotutto è estate…) abbiamo assistito a scioccanti immagini di migliaia di marocchini intenti a scavalcare i cancelli che separano l’Africa dall’Europa, per mettere piede nel vecchio continente. Le immagini, per via della violenta sferzata rispetto ai “soliti” contenuti, hanno attirato l’attenzione di tutti. Quelli a destra, avendo un’idea piuttosto vaga di dove si trova Ceuta, hanno subito gridato all’invasione africana ai danni dell’Europa. Mentre quelli a sinistra, non avendo la più pallida idea di cosa sia il fronte di polisario, hanno subito urlato alla tragedia umanitaria. Da lì in avanti è stata tutta bagarre. Utile ad alcuni per vendere qualche giornale in più e ad altri per mostrare loro purezza ideologica. Per fortuna però noi non dobbiamo vendere nulla a nessuno e ai nostri occhi l’ideologia è più brutta della fame. Quindi possiamo provare a far chiarezza sul merito della vicenda senza lasciarsi andare alla propaganda becera.

Il Sahara occidentale

Qualcuno, a causa di scarse conoscenze geografiche e con un debole per la superficialità, potrebbe pensare che un luogo inospitale come il Sara non sia ambito da nessuno. In realtà non è proprio così. Difatti da tantissimi secoli il Sahara occidentale è abitato da alcune tribù chiamate sarahawi. Queste tribù vorrebbero formare uno loro Stato libero ed autonomo nella regione. Negli anni hanno creato anche un movimento politico utile alle loro rivendicazioni: il fronte polisario.

Il Marocco però ha un’idea molto diversa del destino del Sahara occidentale e dei sarahawi. Secondo il Marocco il Maghreb sarebbe roba loro. Tant’è che i marocchini chiamano quelle terre “province meridionali”, in quanto (sempre secondo i marocchini) già alcuni secoli fa proprio le tribù locali avrebbero prestato giuramento di obbedienza al sultano marocchino, consegnando di fatto l’intero territorio nelle mani del sultano e del Marocco. In questa vicenda, che già comincia ad intricarsi, si aggiunge poi l’Algeria. Tra Algeria e Marocco i rapporti sono pessimi, da decenni. Per farla molto semplice possiamo dire che probabilmente solo Israele ed Hamas si impegnano con maggiore intensità per essere dei pessimi vicini. Algeria e Marocco sono in disaccordo su quasi tutto e sfruttano ogni occasione per farsi qualche sgarbo. Quindi l’Algeria, per ragioni storiche, politiche ed economiche, da anni supporta attivamente le tribù sarahawi e le loro aspirazioni indipendentiste, facendo arrabbiare non poco il Marocco.

Le responsabilità della Spagna

A questo quadretto, già piuttosto interessante, si aggiunge infine la Spagna. Fino a pochissimi decenni fa il Sahara occidentale era una colonia spagnola. A seguito della decolonizzazione dell’Africa, però, l’Onu ed in generale l’opinione pubblica mondiale cominciarono a fare pressioni sulla Spagna perché lasciasse il Sahara occidentale. Ma a Franco, dittatore a capo del governo di Madrid per decenni, dell’Onu e dell’opinione pubblica mondiale interessava il giusto. Soltanto con la sua morte, avvenuta nel 1974, le cose cambiano. Alla metà degli anni 70, a seguito della morte del dittatore, il nuovo governo spagnolo, dopo aver promesso un referendum sull’autonomia delle tribù del Sahara occidentale, sigla l’accordo tripartito con Marocco e Mauritania, con cui abbandona il Sahara occidentale, cedendolo proprio al Marocco e alla Mauritania. Naturalmente nella fretta, si dimenticano di fare il famoso referendum. Dopotutto quello per la Spagna fu un periodo parecchio intenso. Quindi un pò possiamo capirli. Comincia così l’occupazione di fatto del Marocco del Sahara occidentale.

A questo punto sarà chiara a tutti la responsabilità spagnola del grosso pasticcio nel Sahara occidentale. Ed è per questo che, per risolvere l’annosa vicenda, da un pò di anni si fa affidamento sulla Spagna per mettere a posto la situazione. Purtroppo però negli ultimi anni il governo di Madrid si è dimostrato particolarmente ambiguo, facendo una politica molto, ma molto ondivaga sul tema. Questo perché la Spagna è sotto ricatto sia da parte del Marocco e sia da parte dell’Algeria. (Come si è ridotto il glorioso Imperia spagnolo su cui non tramontava mai il sole…)

Una crisi non umanitaria: Le enclavi spagnole di Ceuta e Melilla
Le enclavi spagnole di Ceuta e Melilla

Storicamente la Spagna sostiene le rivendicazioni del fronte polisario, ma ciò fa arrabbiare (e non poco) il Marocco. Quindi tutte le volte che Madrid si avvicina un po’ troppo alle posizioni dei sarahawi, il governo marocchino, per rappresaglia, organizza dei veri e propri assalti migratori contro le enclavi spagnole in Africa (Ceuta e Melilla), per convincere la Spagna a scendere a più mi ti consigli. Ciò accade sistematicamente e non dovrebbe più sorprenderci.

Il dossier algerino

La Spagna, però, è sotto ricatto anche dall’Algeria. La Spagna infatti, esattamente come l’Italia, riceve il gas algerino. Da quando però Madrid ha un pò abbandonato le tribù sarahawi al loro triste destino, avvicinandosi alle posizioni del Marocco, l’Algeria ha lasciato la Spagna senza gas. Arriviamo così ai giorni nostri.

Qualche giorno fa il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, è andato proprio in Algeria, per firmare nuovi accordi di fornitura di gas. Ciò ha molto insospettito ed indispettito i marocchini che, a quel punto, hanno fatto quello che fanno di solito quando la Spagna si avvicina all’Algeria: hanno aperto i cancelli e fatto entrare migliaia di migranti a Ceuta.

Insomma negli ultimi giorni non abbiamo assistito ad una crisi umanitaria o migratoria, ma ad una crisi politica. Il meraviglioso trio, Spagna, Algeria e Marocco, ha cominciato a fare un pò di capricci. Ma, come già state vedendo, finirà tutto a tarallucci e vino. La Spagna manderà messaggi volta a tranquillizzare le autorità marocchine, gli algerino se ne faranno una ragione e le autorità marocchine si riprenderanno i migranti spediti a Ceuta, riportando la situazione sotto controllo.

Ma quindi in Italia

Naturalmente di tutto ciò è consapevole anche il governo italiano, nonostante le dichiarazioni parecchio improbabili degli ultimi giorni e alcuni provvedimenti oggettivamente assurdi come la momentanea sospensione di Schengen. La reazione scomposta del nostro governo non è dovuta alla paura per un’ ipotetica invasione di migranti, ma all’invasione concreta di Roberto Vannacci e della sua becera propaganda populista. Quindi, per evitare di essere superati a destra su una tematica molto cara alla destra italiana (e non solo), il governo italiano ha messo in atto provvedimenti poco efficaci ma tanto utili per fare scena.

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